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Articoli - Birra e Mortazza

Cosa può smuovere il sottoscritto dall'abbandonare il comodo giaciglio, la domenica mattina, dopo circa 5 ore di sonno post tortelloni-crescente-vino-birra-nocino-troppo nocino?

Cosa può farmi provare la sensazione che il mondo esista anche prima delle 13 di ogni (maledetta) domenica?
Qualcosa di molto bello, qualcosa di infuocante, qualcosa che da troppo ci mancava. Una squadra di calcio.

Mi sveglio di soprassalto alle 11,15 e scancherando contro qualsiasi forma di vita nel raggio di 3 anni luce da qui mi accingo a prepararmi per lo stadio. Mi sento Fantozzi, mentre mi lavo i denti mi infilo la maglia, controllo il tempo fuori e intanto mi pettino (ok fingo), mi lego la sciarpa al collo e ne approfitto per fare un rutto di proporzioni indefinibili. Mi guardo allo specchio: sembro un affresco etrusco non restaurato e ho gli occhi incastonati in un baratro che si staglia sotto la fronte. Andare a letto prima? No, io sono gggiàààvane. Saluto mio padre che si sta probabilmente chiedendo perché quella lontana sera di 30 anni fa non sarebbe stato meglio leggersi "Guerra e Pace" e mia madre spunta dalla cucina con un: "ci sono i tortellini! te li tengo per dopo!". I tortellini. Dopo. MALEDETTO CALCIO MODERNO.

Con l'aria in faccia che cerca disperatamente di farmi sembrare un essere umano, arrivo con tempo record allo stadio e mi getto sui tornelli. C'è fila, ma io sono zen e aspetto. Finalmente giunge il mio momento di passare i cancelli e vado. Bzz. X rossa. Infilo di nuovo la tessera, controllando in modo molto zen che sia dal verso giusto. X rossa. Sospiro, simulo un sorriso con il tipo dietro che mi guarda come si guarda una cipolla lessa. X rossa. Sudo e non è bello. L'umarell dietro il tornello mi fa segno di andare dal ragazzo là in fondo che mi farà entrare, ma io cerco di dire che il tornello non funziona fino a quando, il tipo dietro di me, con un movimento di rapina infila la sua tessera nel tornello e riceve in premio una freccia verde. Oscuri pensieri dentro di me: o nel tornello c'è un rilevatore del tasso alcolico oppure il Fato vuole dirmi qualcosa. Il ragazzo addetto ai rifiuti tornellistici mi prende la tessera, la controlla, trascrive il codice con calma. Troppa calma. Io emetto un grugnito tipo cinghiale incontinente e lui alza lo sguardo, mi guarda in faccia e forse vorrebbe anche farmi un esame del sangue e delle urine, ma fa spallucce e mi lascia andare verso il mio destino. Entro in curva e raggiungo i miei amici: ci sono già tutti, mi guardano in faccia e sorridono, io alzo gli occhiali scuri (da vero sburone) dagli occhi e loro immediatamente rimangono pietrificati dalla mia faccia da Zio Tibia e non dicono nulla davanti al mio sbotto sull'inciviltà di un mondo in cui bisogna alzarsi alle 11 di domenica, in cui bisogna postporre un tenero e galante incontro con i tortellini ed in cui non si è neppure accettati da un tornello meccanico. Meme, in vera tenuta ultras (camicia a righe e pantalone d'ordinanza) si mette a ridere e fa: "Io sono in piedi dalle 9!". "IO NO" è la mia perentoria risposta.

L'avvicinarsi della partita mi fa riprendere conoscenza, oggi ci sarà un Bologna-Catania alias Uruguay-Argentina ed io sono infuocatissimo anche perché se dovessimo vincere dopo la bellissima prestazione di Udine sarebbe un segnale di continuità ed un punto esclamativo sull'ottimo nostro momento. Una partita campale per intenderci. Quelle che il Bologna non ha MAI sbagliato negli anni passati. ... E non mi andava il tornello. Braivids.
Subito dal fischio d'inizio si vede che i calienti catanesi guidati dal Cholo hanno appreso appieno come dogma gli insegnamenti del loro mister ed infatti bussano e ribussano come dei fabbri ferrai dell'alto medioevo, tuttavia i nostri guerrieri non sono da meno poiché Mudi ed El Ruso fanno della rumba là in mezzo e insomma a sportellate siamo bravissimi anche noi. I rossoazzurri tuttavia eccedono e dopo 20 minuti rimangono in 10 con praticamente già tutta la difesa ammonita e insomma i tempi sarebbero maturi per il solito Bologna di rifilare il colpo mortale al nemico, tuttavia la manovra dei nostri non appare bella fluida come sempre. Stanchezza, certamente. Ma anche il fatto che alle 12,30 non si può giocare in un paese civile (faccio sommessamente riflettere Max su un Britos o un Mudi che devono mangiarsi gli spaghetti alle 9 del mattino...come possono giocare mentre ruttano?).

Ok, la manovra non è elegantissima come al solito, ma i nostri ragazzi hanno fotta, sangue e sudore da offrire sul campo ed il buon Meggiorini, che magari non beccherà in porta, è l'esempio di questa squadra: corre, prende mazzate, si butta su ogni pallone come un indemoniato. E se c'è un problema ci pensa il Ruso a metterci una pezza col suo.... tum tum tum tum tum tum BEEEEEEEEEEEEEEMMMM!!! (traduzione onomatopeica: passi di Perez in corsa e culata enorme sul malcapitato avversario). Finalmente veniamo premiati: punizione di Di Vaio dalla sinistra, palla sporcata che arriva a Mudi, che appoggia sul Ruso il quale lascia partire un tiro-passaggio verso il centro dell'area dove, puntuale, c'è Portanova. 1 a 0 e io esulto con 3 salti (al terzo dei quali decido di risedermi onde evitare di morire imberlato di testa contro un gradone 10 file più sotto).
E qui finisce la partita. Sì, perchè poi comincia una guerra. Una guerra a cui il Condottiero Mudi non può partecipare per infortunio ma in cui il Berserker Perez prende le redini della squadra e la guida alla battaglia più violenta. Perché il Catania attacca, picchia, corre e vuole pareggiare, ma noi, stoici e determinati come i famosi Spartani di Leonida, teniamo la posizione e non retrocediamo di un millimetro. Di Vaio avrebbe l'occasione per chiudere la partita ma ciabatta incredibilmente (a proposito del famoso fatto degli spaghetti alle 9...), ma i Guerrieri Rossoblu non si lasciano intimidire e anzi stringono ancora più i denti nonostante anche L'Orso Britos debba lasciare il campo dopo aver lasciato il suo sangue sul campo. Ma c'è il Pelìde Lele la cui ira magari non sarà funesta, tuttavia il suo cuore è grande come tutta l'Ellade e quando ciò non basta sa che nei paraggi c'è sempre El Ruso pronto ad intervenire come SuperMan a Metropolis. E poi c'è Ekdal, che corre, dà qualità, si infortuna ma rimane in campo stoico stringendo i denti. Ekdal, che finalmente si è tolto il cerchietto fescion per indossare il più degno Elmo Alato di Odino che un tempo fu dei Vichinghi Klas e Kennet e che ora degnamente ricopre la sua chioma. Addio Cesira, benvenuto Albin! C'è una squadra tutta che, nessuno escluso, lotta su ogni pallone convinta e determinata a fare il risultato, capace di saper usare anche l'ascia bipenne dove il fioretto non è adatto. Capace di resistere anche nei 7 minuti di recupero (mai visti), 7 minuti in cui rischia il pareggio e nei quali io, definitivamente, mi sveglio. Ma questa è la battaglia e noi, oggi, l'abbiamo vinta.

Sì, sono conquistato tremendamente da questa squadra, una squadra di calcio composta da guerrieri. Una squadra nata forse dal sogno di un pirata (?), plasmata da un saggio conoscitore di calcio, guidata dicono da un Matto (ma si sa, a volte i matti sono i più seri del lotto) e composta da ragazzi straordinari che nonostante le sfighe e le iazze hanno saputo stringere i denti e risalire la china. Ragazzi che io chiamo Guerrieri. Certo, la guerra non è finita, ma i Guerrieri nella guerra si trovano a loro agio.
E io ho mangiato i tortellini. Due piatti. Però facciamo che alle 12.30 magari non giochiamo più. Grazie.
PS: ovviamente un doveroso in bocca al lupo a Garics. Ti aspettiamo!


Kennet27