Chiunque si sia mai avvicinato anche solo una volta all'alcool in maniera furente, sa che il momento più duro e difficile è quello che si ha al risveglio, ovvero quando l'euforia provata al momento dell'atto (chiamata "Villa" dai miei maestri Becci e Mauped) lascia il campo ai rutti comatosi e al mal di testa cronico.
Una sorta di sintesi del "sabato del villaggio" di Leopardi, potremmo dire. Quel momento, durissimo, viene comunemente chiamato Ze Dei After.
La VILLA provata per quel sabato a Torino, per quell'impresa epica che mancava nella nostra storia da 31 anni, ovvero il tirare due belle bananone firmate MdV ai sempre simpaticissimi gobbi, può essere intesa come una delle più grandi e soddisfacenti ubriacature della vita. Festeggiamenti, balli, canti (nonché sfregamento di mani da parte del mio oculista in previsione del lavoro che gli porterò) hanno accompagnato la città per una settimana intera, ma il campionato non è finito e soprattutto arriva al Dall'Ara il Cagliari che riporta echi che sanno di porceddiane memorie. Il rischio del Dei After è alto, e io, nel dubbio, un po' mi interrogo.
Arrivo allo stadio finalmente senza prendermi della neve in faccia e già con le ascelle in codice arancio entro in Curva, non prima però che una bambina mi regali una bandierina con la formazione del Bologna. Sono un romanticone, certe cose mi commuovono sempre. La bambina? No be' anche, più che altro mi commuove vedere la foto di gruppo con Paponi e Mutarelli uno vicino all'altro. Eh lo so, sono così.
Mi metto a sedere al solito posto con tutti gli amici e piano piano vediamo lo stadio riempirsi, finalmente anche nei distinti. Ok, biglietti a un euro, però avere finalmente un bel colpo d'occhio è una cosa molto bella e comunque chissà che permettendo un ingresso agevolato al Dall'Ara non si riesca a fidelizzare una nuove porzione di pubblico. Bono la vede rosea: "Imprimiamoci bene quest'immagine che i distinti pieni non li rivedremo tanto spesso". Acc. Il Mahatma Saiano, 10 metri più in là, mi regala un bacio perugina e leggo l'immancabile biglietto: "Semina gioia e riceverai felicità". Non so perchè, ma penso a Mutarelli e ne approfitto per caricare un po' l'ambiente riguardo al Muta (imperiale a Torino), anche perché Malesani (uno degli ultimi poeti del calcio) pare abbia deciso di riproporre gli undici eroi di Torino tra cui campeggia anche appunto il Mutarelli dagli occhi di ghiaccio. Cristian è in visibilio, Meme un po' meno e si mangia nervosamente i suoi vafer.
Comincia la partita e si vede immediatamente che il Cagliari è bello tignoso, tuttavia nemmeno noi siamo da meno e con un centrocampo da battaglia (i soliti Perez e Mudi con un Muta in formato Gran Galà ed un Della Rocca sontuoso come sempre) ed il "Grande Sportellatore" Meggio davanti (che non bollerà ma si sbatte come pochi) siamo da coltello tra i denti. I sardi prendono un palo clamoroso con Gnegngengnengolan (silenzio generale con io che sbotto con un "successo qualcosa?") ma noi facciamo il nostro solito gioco a marea e riusciamo a prenderci un bel rigorone. Sul dischetto va San Marco. Silenzio. Max mi guarda: "dopo ti devo dire una brutta cosa". Io annuisco, ma so cosa vuole dirmi: Di Vaio quest'anno non ha un gran filing con i rigori. Taccio. Fischio. Stamberga dritta. Gol. E andiamo! Diciamoci tutto e godiamo! Esultanze varie. La partita si mette su un ottimo binario, con El Muta che a centrocampo inventa e pennella (a volte anche con traiettorie che vede solo lui, cosa che mi fa pensare che in realtà El Muta sia dentro Matrix). Tutto bello peccato solo per Mudi che deve uscire per infortunio: al suo posto comunque c'è il Cinno Ramirez. Finisce il primo tempo e approfitto della calure per guardare una signorina 4 file più sotto che ben pensa di togliersi la felpa lasciando scoprire un decoltè di ottima fattura. Tutto sommato il caldo non è male.
Ricomincia la partita e la pressione rossoblu è emozionante (triplicare su un avversario con la palla è segno di misticismo secondo me) anche se in effetti sembra che dietro qualcosina abbiamo perso in concentrazione. I miei tremori diventano realtà quando su un'azione di rimessa il Cagliari pareggia. L'incatzo è tanto, scoprire poi a casa che la palla era pure fuori indubbiamente non ha aiutato. Il Bologna entra in confusione ed i sardi cominciano a premere più del necessario, talmente tanto che su una dormita nostra su calcio d'angolo passano in vantaggio con Noi Ragatzu di Oggi Noi. Cala il gelo, calano i maroni, cala tutto.
Dalla panchina si alza un bulbo, è lui: è Papones. Mutarelli e Paponi in campo, potrei morire. Il Bologna rabbiosamente si tuffa in avanti (si tuffa anche Gimenez, in area, e infatti si becca un giustissimo giallo) e rischierebbe di pareggiare immediatamente se non fosse però che Paponi torna Paponi e dopo aver saltato il portiere ciabatta orrendamente di destro sull'esterno. Silenzio. Cerco di trovare lo Zen dentro di me: se poi bollasse sempre non sarebbe Paponi e dove sarebbe la poesia? Aiuta? No, per niente. Ma il destino sa che le sue vie sono infinite. E Mutarelli è in campo, gringos.
Calcio d'angolo, batte Ramirez verso il centro dell'area dove c'è anche Viviano che, diciamocelo, fa la sua porca figura lì in mezzo. La palla scivola in là, Gimmi non riesce a fermarla e esce dall'area. Mi abbatto, soffro. Oggi proprio non va. Gimmi alza lo sguardo, calcia in mezzo. Parabolissima, esce il portiere dico, è finita. Ma Agazzi viene scavalcato dal pallone perchè davanti a se' ha un monoblocco in titanio con la maglia nera numero uno che gli salta in faccia. E la palla passa dalle parti del Cinno. Il Cinno guarda la palla. Si piacciono, si amano. Posa plastica e volè. Palla sotto la traversa. Per un nanosecondo non capisco, poi realizzo: urlo generale, abbraccio Max che urla come me, grido cose senza senso, ritorna la caduta di pressione come per il gol di Paponi ma continuo ad urlare. Non ce lo meritavamo di perdere, non ce lo meritavamo!
Partita finita, pareggio che comunque va bene vista come si era messa la partita. Il Dei After è stato meno terribile del previsto, comunque ricordarsi che bisogna soffrire fino all'ultimo secondo non fa mai male. Restare sempre concentrati, fino alla fine, è una lezione che non bisogna mai dimenticare. Ma questa squadra lo sa bene. Ancora una volta grandissimi tutti, tuttavia vorrei sottolineare la prestazione di Casarini: dopo la Roma non volevo più vederlo terzino, invece lui si è applicato e ha fatto due buone prestazione sia a Torino che oggi. Non è il suo ruolo, si vede, ma il cuore e la grinta per farlo non gli mancano di sicuro. Quindi Forza Casarini!
PS: Mi è apparso Mutarelli, in una visione mistica. Lui aveva un poncho addosso ed un mezzo sigaro in bocca. Parlava tra se' e se'.
"Uno... due..."
Gli si è avvicinato Biondini, lo ha guardato e gli ha chiesto:
"Ciò, ma cosa stai facèèndo?"
"...sto contandoh...tre... quattro...cinque... sei... Aah sei! Il numero perfetto!"
"Scèi? Ma non è trè?"
"...Eh.. ma io ho sei tacchetti qui sotto..."
AAAAH AAAAAAAH AAAAAAAAAAAAAAAAH.... EEEL...MUUUU...TAAAAAAH.
Kennet27
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