An error occured during parsing XML data. Please try again.
Valutazione attuale: / 6
ScarsoOttimo 

Articoli - Colpo di tacco

Si era appena conclusa Bologna-Milan e Guaraldi, in cuor suo, forse aveva in mente un’idea. Qualche giorno per elaborala e anche la sconfitta a Genova non la intaccava più di tanto.

Un'idea, un pensiero fugace, una possibilità: "Facciamo con quelli che abbiamo" avrà pensato, studiandosi già il discorso per la stampa. In fondo la squadra sembrava esserci, qualcuno (Crespo e Taider) sembrava già sulla via dell'inserimento e sembrava si fosse trovata la quadratura del cerchio con Diamanti e Ramirez a supportare "l'unica punta Di Vaio", che oramai è diventata una frase tutta attaccata.
E' mercoledì, il corriere arriva nella sua azienda a portare i panettoni di Natale per i dipendenti. Il buon Albano non saprà che quello sarà il giorno che gli scombinerà tutti i piani.

Devo sfruttare un coupon, acquistato in internet, per una cena a base di crescentine e tigelle. Decido di prenotare con largo anticipo perché in passato ho avuto qualche problema con questa sorta di offerte.
Telefono e il titolare dall'accento marcatamente partenopeo sembra divertirsi a mettermi i paletti sul giorno di prenotazione: "Venerdì, Sabato e Domenica sera facciamo solo pizza, a mezzogiorno il coupon non è valido, Lunedì siamo chiusi, se vuole ho posto martedì o mercoledì…". Lì per lì rilancio per il mercoledì, sapendo che la mia metà il martedì sera è off limits per problemi di lavoro. Mi accorgo solo sotto data che quel mercoledì coincide proprio con il recupero della prima giornata di campionato.

Nella sala ristorante ci siamo noi due, una tavolata di amici del titolare e la tv accesa. Visione obbligatoria per tutti: Napoli-Genoa.
Prima delle crescentine è previsto un primo piatto, e io vado sul classico bolognese, anche se purtroppo sul menù è scritto proprio così: Tagliatelle alla bolognese. Roba che mi sembrava di vedere solo all'estero. Non faccio in tempo ad affondare la forchetta nel ragù che Cavani ha già siglato il primo gol, con enorme compiacimento del titolare.
Le tagliatelle sono orribilmente lisce come quelle plastificate del supermercato, il condimento dozzinale che sembra quello in barattolo. Mmh, me lo dovevo immaginare da una gestione non autoctona…

Arrivano le prime crescentine sul tavolo e il Napoli è già sul 3-0. Mi chiedo come abbia fatto il Bologna a non fare di un sol boccone questo Genoa così molle in attacco e disarmante in difesa. Bastavano due lanci lunghi, qualche scatto sul filo del fuorigioco e il gioco era fatto. Invece abbiamo perso. Spesso ci guardo, a volte non ci credo e più di frequente non ci azzecca: l'alchimia calcistica. Se il Genoa le prede di santa ragione dal Napoli, che a sua volta è stato ridicolizzato dalla Roma, noi, che a Genova abbiamo perso, quante dovremmo prenderne dalla Roma stessa? Il discorso, lo so, è un po' articolato, e spesso questi incroci non servono a prevedere o determinare il risultato di una partita.

Le gare sono storie a se stanti, spesso non c'è una logica di risultati, anche perché il calcio è fatto spesso di episodi. Le crescentine sono ignobilmente unte, le tigelle mollicce, scaldate al microonde…immangiabili. Di fianco a me vedo passare paccheri al sugo di pesce, cozze alla sorrentina, orate alla griglia. Qualcosa mi dice che devo, ingenuamente, aver sbagliato qualcosa. Sul 5-1 mi alzo e tolgo il disturbo, non vedo l'ora di rincasare prendermi una buona dose di bicarbonato ed aspettare gli hilights in tv. In testa ho sempre lo stesso ronzio: ma come abbiamo fatto a perdere con questo Genoa? Il pensiero diventa preoccupazione. La risposta non tarda ad arrivare.

Osvaldo, quell'oggetto oscuro che abbiamo acquistato a sette e venduto a cinque, corre esultando, prima facendo le "orecchie" alla Baggio, poi la mitraglia alla Batistuta: accostamenti al limite dell'offensivo, sia per i bolognesi che per i romani. Il gol dell'ex è servito ed è indigesto come le crescentine napoletane.
Un due a zero senza storia, poco Bologna in attacco e stessi problemi in difesa. Un ritorno all’antico, si potrebbe dire. Tutta la gloria accumulata col Milan buttata nel cesso nel giro di pochi giorni. Mi immagino Guaraldi in tribuna che, nel frugarsi nelle tasche, trova un foglio di carta. Lo legge, lo appallottola e lo butta via. Era il discorso da fare in sala stampa ai giornalisti: "La partita contro la Roma ci ha dato la conferma che il gruppo c'è, è formato da buoni elementi (come dicevamo quest'estate), e non ha bisogno di altri ritocchi a Gennaio". Tutto nel cesso, nel giro di pochi giorni.

Forse è arrivato il momento di sguinzagliare gli 007, di mandare qualcuno in avanscoperta e di pianificare le strategie di mercato, perché, purtroppo, a Gennaio un po' di mercato, visti i risultati, bisogna pur farlo. Mi raccomando, però, senza comprare a sette per poi rivendere a cinque.

Avvertenze: se un ristorante napoletano vi propone tipica cucina bolognese, voi rifiutate.


Marco Ferlini