Movimenti interessanti di una giovane società.
Una mattina a Casteldebole:
"Pronto Claudia, sono Salvatore" Annuncia una voce familiare al di là della linea - "Buongiorno Salvatore, cosa posso fare per lei?" risponde la centralinista - "Senta, volevo sapere se era stato trovato un taccuino, nero, in pelle." Un attimo per tentare di fare ordine nella memoria, un guardare a destra e a sinistra nella speranza di vedere qualcosa - "Mah, non credo, io non…" Nel frattempo dalla portineria passa Zanzi, e l'impiegata non se lo lascia sfuggire - "Scusi signor Zanzi…." Lo blocca concitata nell'ultimo smanioso tentativo – "Per caso è stato trovato il taccuino del signor Bagni nei giorni scorsi?" Zanzi ha l'aria sorpresa, scuote la testa ed esce.
Invece mi sa che quel taccuino l'hanno trovato… e se lo sono tenuto.
I detrattori sono serviti. Chi pensava che, dopo l'uscita di scena di Longo e il ritiro forzato di Bagni, il Bologna non fosse più in grado di fare mercato si è sbagliato di grosso. E' riuscito a piazzare qualche giocatore in uscita (non tanti, ok, ma credevate ai miracoli?), ha messo le mani su giovani interessanti (stranieri e non) e senza far follie sta costruendo il Bologna del futuro. Messa giù così sembra chissà che cosa, ma se analizziamo ciò che è successo non ci si sbaglia di molto.
Piangevamo per Rubin? Rubin è tornato. Maledivamo la mancanza d'acquisto della prospettiva Sorensen, e Sorensen è arrivato. Pensavamo che i giovani di "prospettiva" sapessero acquistarli solo gli altri? Ed ecco messe le basi per Riverola e Bueno ed acquistato Belfodil. Zavorre incedibili quelle di Coda, Rodriguez e Gavilan? Tutti accasati. D'accordo, a vedere il lato negativo si potrà dire che in squadra non sono arrivati titolari di altre formazioni, che in uscita non si sono mossi i giocatori con gli ingaggi più alti (Vantaggiato su tutti), ma se facciamo uno sforzo di memoria non è che quest'estate era andata molto meglio. A tirar le somme sembra che questa dirigenza lavori meglio quand'è "per conto suo" rispetto a quando s'affida a professionisti "esterni".
Da quanti anni è che diciamo che il Bologna non fa una politica sui giovani? Quante volte abbiamo preso ad esempio l'Udinese per il suo reparto di scopritori di talenti? Quante volte abbiamo invidiato chi scopriva inattesi gioiellini e a noi ci toccava il fantomatico Meghni? Non metto le mani avanti, Bueno, Belfodil e Riverola, per quello che hanno espresso finora, non mi paiono innati fuoriclasse, ma comunque va dato merito al Bologna d'averci provato, con un acume finora insospettabile. E' un buon segno.
In fondo questa è una società giovane, fatta di professionisti… di altri settori, da appena qualche mese sul "baraccone calcio" e con già diverse scottature alle spalle. Hanno allestito un mercato un po' grezzo, con il gas al minimo, rispettoso dei bilanci ma vivace in prospettiva futura: un mercato di paese, dove non c'è alcun artificio, sincero ma senza fronzoli. Accontentiamoci. La grana scarseggia e bisogna arrangiarsi alla meno peggio, e credo con fermezza che se il Bologna a quest'ora era penultimo il mercato sarebbe stato ben diverso.
Nota a margine: Nel mio articolo precedente avevo ipotizzato l'idea di una collaborazione attiva con il Piacenza. Una squadra dove poter parcheggiare esuberi e giovani interessanti in cambio, casomai, di qualche pupillo interessante. Come, ad esempio, il sedicenne Ferrante (già nazionale under 17)… Troppo tardi. L'ha appena acquistato la Roma (a titolo definitivo).
Vabbè che è una società giovane, ma se queste cose le vedo io che faccio questo per hobby!
Marco Ferlini
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