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2^ giornata: Lazio-Bologna 3-1

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Arrivederci Roma.

Dopo la parentesi agostana con l’Inter il campionato comincia davvero con una doppia trasferta romana.
Malesani è qui da dieci giorni, Perez (che appare ancora pieno di polpette al sugo) da meno di una settimana, ma la vera nota dolente è che mancano tutti i giocatori che possono fare gioco: Ekdal, Khrin e Ramirez.
Ramirez in questo momento è in Nuova Zelanda, aspetta un visto per la Cina da dove dovrebbe imbarcarsi via mare per l’Europa dopo aver visto un’amichevole del Penarol.
Malesani opta per una difesa a tre che diventa a cinque, piazzando Rubin e Garics, difensori, nella linea dei centrocampisti.
In mezzo giocano Perez e Mudi, mentre Casarini "svaria" come si dice di un giocatore che non si sa bene dove cacchio deve stare.
La Lazio è reduce da una sconfitta con la Samp, sconfitta che ci sta anche perché i doriani hanno cominciato la preparazione a maggio per poi farsi eliminare ai preliminari di Champions.
Il Bologna decide da subito che l’importante è non prenderle e chiude tutti gli spazi per poi agonizzare ogni volta che entra in possesso palla. Gimenez, povera bestia, gioca a sessanta metri dalla porta e sono certo che anche oggi si prenderà la sua serie di nomi che andrebbero invece indirizzati a chi non ha ancora capito che non può giocare lì.
Il risultato è un primo tempo noioso, con la Lazio che traccheggia e si specchia senza mai trovare un guizzo da Zarate che fa una partita che piacerebbe molto a Colomba, perché sembra Adailton e con i rossoblu che appoggiano sempre a Di Vaio palloni che Maradona avrebbe difficoltà a trasformare in azione offensiva.
L’impressione che ho è che la sfiga si stia sommando agli errori, perché se è vero che Khrin, Ekdal e Ramirez sono quelli da cui ci aspettiamo qualità è anche vero che le posizioni di Gimmi e Casarini sono deliranti e forse Siligardi avrebbe meritato fiducia almeno in emergenza.
Tirando le somme alla fine del primo tempo abbiamo una palla-gol per Di Vaio che non sfrutta lo scapuzzo di un difensore e poco altro anche da parte volatile.
Nell’intervallo polenta col ragù per tutti e così il Bologna si presenta in campo con i ruttini: la voglia di segnare che era già pari a zero diminuisce ulteriormente e si aspetta la Lazio.
Non succede niente fino al ventitreesimo quando Rubin ha un rigurgitino e perde palla, Rocchi la butta in mezzo e Mauri porta in vantaggio gli aquilotti.
La telecamera inquadra l’occhio vitreo di Malesani.
I rossoblu non reagiscono, fa caldo e siamo stanchi, ma soprattutto non può impostare Mudi.
Alla mezzora altra vaccata difensiva e Rocchi prende il tempo a tutti beffando Viviano con un pallonetto che Esposito prova a prendere finendo invece come un tonno nella rete.
Due a zero e tutti a casa.
Nel frattempo sono entrati Paponi e Siligardi per Casarini e Gimenez. Allegria!
Passa un niente e Mudingayi indovina un tiro da fuori che infila Muslera riaprendo la partita nel più inaspettato dei modi.
Ovviamente Mudi non esulta, ci mancherebbe solo.
Dentro anche Meggiorini a fare confusione, ma la vera confusione la fa Siligardi che un paio di volte punta l’avversario (inaudito!) e riesce anche a mettere in mezzo una palla sulla testa di Paponi che da solo si mangia un gol praticamente fatto.
Giù la serranda.
In una partita giocata essenzialmente sugli episodi questa è la pietra tombale.
Paponi poi si muove benino e Siligardi continua a portare brio, ma è tardi e il rigore causato da Portanova e trasformato da Onanes è solo la ciliegina per il trionfo degli ovipari biancazzurri.

Si aprono giorni di gloria per i pessimisti, domenica torniamo a Roma contro i lupacchiotti reduci dalle cinque pere prese a Cagliari.
Intanto vincono tutte le neopromosse oltre che al Chievo e al Catania.
Vorrà dire che ce la giocheremo con Milan e Juve.
Malesani non ci ha capito niente, diciamolo.
Meglio in partite così che quando avremo scontri diretti, certo, ma ad essere sinceri l’impreparazione tattica di oggi è figlia di una decisione tardiva della società e a sentire quanto dicono i giocatori la loro condizione fisica approssimativa è figlia di una preparazione che Colomba ha portato avanti con la svogliatezza di chi è incazzato col mondo e si sta scavando la fossa.
Questa squadra ha risorse per fare un buon campionato?
Io credo di sì.
Sono troppi ad oggi gli assenti ed è troppo fresco l’arrivo di un tecnico nuovo perché ci si potesse aspettare una squadra sicura che gioca a memoria.
Le attenuanti ci sono, così come forse alcuni difetti congeniti che sono sotto gli occhi di tutti: mille centrocampisti centrali, poche alternative sulle fasce e il voto alla Madonnina di Vaio.
Lo ripeto a beneficio di chi sta per impiccarsi:
-Morleo
-Ramirez
-Khrin
-Ekdal
-Buscè
-Gavilan

Fenomeni?
Forse no, ma sono tutti giocatori che avrebbero potuto dare a Malesani soluzioni più facili per ovviare ai difetti odierni senza gettare Casarini e Gimenez nel cassonetto degli indifferenziati.

Il calcio è strano, Paponi segna su gol di Siligardi e il Bologna delle giovani promesse ha mostrato cuore e orgoglio recuperando una partita disperata, Longo viene portato in San Petronio su un baldacchino e glorificato per la sua immensa conoscenza dei giovani campioni, le fidejussioni per Ramirez spariscono dai giornali, Malesani ha azzeccato tutti i cambi e vince l’Allenatorino D’Oro.

Paponi sbaglia quel gol e il Bologna è lo stesso dell’anno scorso, Rubin peggio di Lanna, Garics un pazzo col turbante che ha fregato il posto a Zenoni, Longo un malavitoso mandato da Casillo, Spinelli, Moggi e Lucifero, Ramirez non è mai esistito, Malesani la promessa di una retrocessione ignominiosa.
Calma.

Riassunto: la Lazio non ha rubato nulla, ha sfruttato al meglio le occasioni che il Bologna ha disgraziatamente concesso e il Bologna non ha sfruttato il regalo nel finale. Una partita semplice, episodica, in cui chi ha vinto ha meritato e chi ha perso se la deve prendere con sé stesso, ma nessuno ha sfigurato, il risultato è largo.

Speriamo che la crociata sacra contro Porcedda finisca, che la stampa locale smetta di parlare di gossip e allarmi vari (eventualmente facciano indagini serie), e che si possa parlare di calcio, si possano avere pareri competenti sui nuovi che ancora non abbiamo visto.
La risorsa di questa squadra mi sembra proprio la duttilità tattica, è una risorsa pericolosa quando le cose non vanno bene perché si corre il rischio di essere sempre in cambiamento sperimentando tutto e il suo contrario.
Nervi saldi per altre due settimane e poi forse avremo qualche idea in più.

Forza Bologna, sempre.


Bente