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3^ giornata: Roma-Bologna 2-2

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Garantisce Unicredit.

Il Bologna ottiene il transfert per giocare a Roma e si presenta all’Olimpico contro l’AS Unicredit per risolvere i propri problemi con le banche.
Hanno detto che le fidejussioni le garantiscono loro.
Porcedda ha preso impegni per una cinquantina di milioni in due mesi, venti di acquisto, venti di mercato e una decina di costi vari, tra cui premi e stipendi lasciati in eredità dagli inesperti ma bravissime persone Menarini Renzo e Francesca.
Intanto Sky, che oggi ci ha offerto un commento vergognoso, non ha ancora trovato un accordo con le società, per cui qualche problema di liquidità forse l’avrebbe avuto anche Rockerduck e che il nostro neo presidente non fosse Rockerduck lo sapevamo anche prima.
Porcedda è sotto attacco, le ragioni si vedranno.
Intanto ha dimezzato il monte ingaggi e ridotto gli ammortamenti con contratti lunghi a giovani, con una gestione economica sensata.
Non confondiamo liquidità e conti economici.

Incidentalmente si gioca.

Malesani butta in campo Radovanovic, Siligardi e Paponi.
Nel prepartita le telecamere di Sky mostrano Paponi che si mangia un gufo.
La Roma è in un periodo difficile e la designazione di Peruzzo è per i lupacchiotti piuttosto rassicurante.
I guardalinee sono un addetto allo sportello della filiale di Velletri e il direttore della filiale di Torvaianica.
Al settimo Borriello, a cui ricordiamo cosa sta facendo Belen, si libera fallosamente di Britos e parte in sospetto fuorigioco per battere Viviano.
Uno a zero.
Primo furto bancario.
La Roma può quindi impostare la partita che vuole, Totti prende una traversa tirando da Saturno e i conti correnti giallorossi sfiorano il raddoppio in un paio di occasioni.
Radovanovic fa solo le cose facili (e all’esordio va bene così) mentre Siligardi sembra il gattino bagnato della Barilla: dai ragazzo, animo che non è successo niente.
Il Bologna non appare convinto, troppo spesso manca quella cattiveria che servirebbe contro una Roma in convalescenza, ma ugualmente, allo scadere Rubin si piroetta sul fondo e centra per Paponi che rovescia il sale, rompe uno specchio, passa sotto una scala e appena il gatto nero gli sfila davanti lascia partire una lecca a piena porta che si infrange contro Giulio Sergione, ma Paponi indomito si avventa sulla ribattuta, lancia il cappello sul letto, si abbottona la camicia storta e mentre subisce fallo da rigore viene sbilanciato da un gufo che gli si appoggia sulla spalla destra.
Palo.
Paponi si infortuna.
Entrano direttamente i Ghostbusters e Padre Amorth per le prime cure.
Riepilogo:

- fallo di mano da rigore non dato
- tiro sul portiere
- palo
- altro fallo da rigore
- infortunio

Tutto in circa sei secondi.

A fine primo tempo mutui a tassi convenienti e birra analcolica per tutti.
Gimenez ha preso il posto di Paponi e mentre i rossoblu sembrano rianimarsi la Roma entra in campo con i pesi alle caviglie.
I giallorossi camminano, ma il Bologna non ha il piglio necessario al momento delle conclusioni, Garics sbaglia mille cross e Di Vaio si mangia un paio di gol di troppo.
Proprio quando i rossoblu meriterebbero il pareggio è la Roma a raddoppiare grazie ad una disgraziata autorete di Rubin che si mormora fosse in camera con Paponi.
Manca ancora mezz’ora e considerando che la Roma è sulle gambe ci si dovrebbe credere.
Certo, la presenza di Peruzzo è inquietante.
Falli a senso unico, un paio di fuorigioco più che sospetti fischiati a Di Vaio e il primo gol romanista.
Ed ecco la ciliegina: Siligardi viene steso in area. Rigore?
Non scherziamo. Piuttosto vi interessa un prestito a tasso conveniente?
Er pupone, er core de Roma, capisce che il momento è difficile e si mette a litigare con tutti, ovviamente lui può.
Entra Casarini per Radovanovic.
Poi arriva una palla in profondità a Di Vaio, uno che tre gol di seguito non li sbagliava da quando giocava in cortile, e allora Marcone nostro decide che si è stancato e fa un gran gol incrociando la palla e mandandola là dove Giulio Sergione non arriverà mai.
Manca un quarto d’ora e la Roma è a pezzi.
C’è Meggiorini al posto di Siligardi ed è una buona notizia.
Il Bologna non molla e all’ultimo respiro Meggiorini dal fondo riesce a mettere in mezzo e Di Vaio si avventa con rabbia sulla palla e la sbatte dentro per il due a due mentre il mio avambraccio vola in strada a seguito di un gesto dell’ombrello avvertito dai sismografi di tutta Europa.
C’è ancora il tempo per ammonire Mudingayi per non aver fatto fallo, non espellere Perrotta che sgomita Perez (Pevvotta, il Ruso ti aspetta al vitovno) e regalare una punizione a Totti.
Dai pupone, raccontaci una barzelletta.

Di Vaio che si toglie la maglia dopo il secondo gol è l’immagine della rabbia che provo anch’io, la rabbia di chi corre in salita, contro una stampa diffidente, contro un arbitro scandaloso e pure contro una malasorte che tra infortuni e situazioni di gioco non si è risparmiata.
Una postilla la merita Sky, che non trova un replay decente del primo gol irregolare della Roma e che ci offre un commento vomitevole e indecoroso.
Forza Roma cari, come se dice pijatevela in der c..

Rispetto all’anno scorso abbiamo un punto in più se guardiamo Inter in casa, Lazio e Roma fuori.
Parliamo un po’ di fidejussioni dai.

Mercoledì arriva l’Udinese del mio amico Guidolin.
Malesani sembra aver trovato un assetto più sensato rispetto alla settimana scorsa e non dimentichiamo che continuano a mancare quelli che dovrebbero fare gioco, ovvero Khrin, Ekdal e Ramirez.
La difesa pare ballare troppo e Perez è ancora indietro di condizione, insomma di lavoro da fare ce n’è davvero tanto.
Nessun trionfalismo, basterebbe non farsi male da soli e stare tutti vicini a questa squadra di giovani che ha vissuto un’estate complicata tra mille arrivi e un esonero tardivo.

Forza Bologna, sempre.


Bente