5^ giornata: Catania-Bologna 1-1
Puntonez.
Al fischio finale pensavo che, al di là dei punti in classifica questa squadra nuova, con un allenatore arrivato da poco e molti giocatori che non hanno nemmeno fatto la preparazione estiva, insomma questa squadra che all’inizio avrebbe dovuto dare il peggio di sé ha perso una sola partita su cinque, con la Lazio oggi capolista. Tre fuori casa e due in casa, tra cui l’Inter.
Cominciamo da qui e poi crocifiggiamo Britos ovviamente.
Britos che forse avrebbe avuto bisogno di un turno di riposo che se arrivasse con la Samp sembrerebbe una punizione, Britos che, episodio sciagurato a parte per me, oggi ha giocato una buona partita.
A Catania c’è un bel sole e Malesani ripropone il solito modulo spregiudicato scegliendo Siligardi e Gimenez ad affiancare Di Vaio e poi a sorpresa consegna una maglia da titolare a Mutarellez tra lo sconforto degli spettatori di tutta Italia che all’annuncio delle formazioni imprecano all’unisono.
Sbagliando, perché il rottame Mutarellez farà una partita degnissima.
Il Bologna comincia bene, Gimenez è come un barattolo di aranciata troppo scosso e Rubin sembra in giornata sì.
Stranamente sono i pilastri ad apparire in affanno: Di Vaio sbaglia anche i passaggi e Mudi si nasconde nelle pieghe della partita.
Il Bologna comincia spavaldo come con l’Udinese, difesa alta, buon palleggio, discreto dinamismo, ma di conclusioni, in assenza di Di Vaio non se ne vede nemmeno l’ombra.
Gimmi si beve gli avversari, ma senza mai creare davvero quella superiorità che serve per mandare in porta il capitano e Siligardi non sai mai se è in campo o meno fino a quando ha un guizzo.
Pulvirenti staziona in campo, a Catania il clima è da sempre intimidatorio per chiamare le cose col giusto nome, che non è “pubblico caloroso”.
I siciliani del primo tempo sono poca cosa, Maxi Bon sembra Mexes al centro dell’attacco, castorone Mascara non incide e Gomez sembra Posapiano Rodriguez il cugino lento di Speedy Gonzales.
Manca poco all’intervallo quando Siligardi si catapulta su un difensore e Gava decide che per lui è rigore anche se siamo a Catania.
Pulvirenti sembra un indemoniato, auguri.
Di Vaio si presenta sul dischetto con l’occhio annebbiato e infatti ne esce un tiraccio che Guadalcanal para, ma sulla ribattuta è ancora il capitano a ribadire in rete portando in vantaggio i rossoblu.
C’è baruffa nell’aria e in questi casi Gimenez si sente come un piraña appena liberato nel laghetto dei Giardini Margherita.
Finisce il tempo col presidente del Catania che trova il modo di litigare anche con Di Vaio.
La ripresa si apre con Ricchiuti al posto di Posapiano Rodriguez e per i rossoblu sono subito volatili senza zucchero.
Dopo una manciata di minuti abbiamo visto Dentone-Rimmel sgranocchiarsi un gol fatto e poi è il turno di Mini-Lopez che solo davanti a Viviano farebbe la vaccata del giorno se poco dopo Britos non gli rubasse la scena.
Bisogna anche dire che l’episodio di Lopez nasce da un disimpegno suicida di Perez, evidentemente non più lucido come molti altri suoi compagni.
Al ventesimo siamo ancora in vantaggio ma da un cross innocuo Britos ne cava un autogol di tarantinesca fattura che servirà quantomeno a convincere Tabarez che per lo spilungone è ancora presto.
A questo punto il ritmo partita cala ancora, entrano Casarini per Siligardi e Meggiorini per Gimenez e per la prima volta da quando c’è in panca Malesani il Bologna si copre durante la partita cambiando modulo. Ma Perez ha bisogno della bombola d’ossigeno e allora Malesani torna subito al 4-3-3 facendo esordire Ramirez che però entra in campo con la maglia del Peñarol.
Il Catania si smonta come un barattolone di panna aperto da due giorni, Di Vaio (che oggi avrei sostituito dopo dieci minuti della ripresa) continua nella sua apnea e Ramirez ha solo il tempo di gigioneggiare un po’ prima del fischio finale.
Bene.
Mi son dimenticato una traversa etnea, e questo per dire che il Bologna di queste giornate riesce ad essere contemporaneamente fortunato e sfortunato (vedi gli episodi e l’arbitro di Roma, vedi gli infortuni, vedi l’autogol di oggi e quello con la Roma) e rimane ancora un oggetto misterioso.
In questo buon Bologna di inizio stagione hanno trovato posto degnamente giocatori come Della Rocca (panchina in serie C a Foligno) e Mutarelli (a cui mancano solo le malattie della maternità).
Cosa potranno dare gli assenti?
Riepiloghiamoli:
- Morleo (in teoria titolare davanti a Rubin)
- Ekdal
- Khrin
- Buscè
- Pisanu
- Gavilan
Oltre al fortunato Paponi e a questo Ramirez che pare sconosciuto solo agli opinionisti nostrani considerato che tra due settimane sarà aggregato con la Celeste.
Aspettiamoli e aspettiamo il miglior Perez, e forse potremo davvero divertirci.
Qui a Catania il mirabolante Cesena aveva preso due perez poche ore fa.
La classifica è una roba inimmaginabile, con mille squadre in tre punti, ma a novembre molti valori saranno già usciti e le facili esaltazioni un lontano ricordo.
Noi in teoria abbiamo margini di miglioramento e allora sursum corda, gaudeamus di questo pareggione e sotto con la Samp. Il ciclo di ferro continua. Il Bologna però al momento non abbassa la testa di fronte a nessuno, pur sapendo di avere tanti difetti.
Forza Bologna, sempre.
Bente
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