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6^ giornata: Bologna-Sampdoria 1-1

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L'ottimismo è il profumo della vita.


Questo Bologna è un flop, mai un  tiro in porta contro una Sampdoria inguardabile, l’ennesimo autogol sintomo di un grave problema di personalità, una classifica deficitaria nella quale tutte le dirette concorrenti ci stanno davanti, Ramirez atteso come il salvatore della patria è un pulcino fragile e inconsistente, Siligardi se non ha mai giocato in A un motivo ci sarà e Garics è peggio di Raggi mentre in mezzo si è sentita l’assenza di Guana e di un uomo d’ordine tipo Baronio.
O Volpi.

Se non avessi visto la partita e mi fossi fidato dei commenti degli addetti ai lavori sarei depressissimo. Sarei un umarell pronto per un lunedì triste visto che essendo San Petronio i cantieri sono chiusi.

Ma ero allo stadio.
Ho visto un Bologna gagliardo, un Bologna che gioca con scambi di prima palla a terra, ho visto FINALMENTE la mia squadra mettere alle corde gli avversari col gioco oltre che col cuore.
Ce la siamo giocata alla pari, a tratti dominando, contro la quarta dello scorso campionato.

Malesani ripropone la coppia Siligardi-Meggiorini a supportare Di Vaio e a centrocampo, continuando a scontare le assenze di Ekdal e Khrin (o Gritti per gli esperti), c’è spazio per Casarini.
Nel primi dieci minuti i rossoblu salgono in cattedra e la partita diventa subito bella perché i doriani possono sempre contare sull’estro di Cassano e su un gruppo collaudato che sa sfruttare al massimo i punti deboli degli avversari.
A metà tempo il Bologna cala i ritmi, forse anche perché Siligardi non trova mai la posizione e lo spazio per poter partire in progressione e così il tempo scivola liquido su un match divertente nel quale però mancano le vere occasioni da gol fin verso la fine del tempo.
Perez e Mudi proteggono la difesa costruendo muretti a secco e il campo regala scorci degni dello Yorkshire.
Poi Cassano lotta sulla fascia con Garics, gli si appende addosso, gli tira la maglia e lo butta a terra.
Hanno visto tutti, compresi gli Stewart girati verso il pubblico a parte l’Incapace in Giallo che fa segno di continuare.

Datti al trainspotting d’altura porco cane, siamo stufi di mediocri fischiatori da corrida succubi della personalità dei vari Totti, Cassano e Delpieroidi.

Il buttero barese si presenta davanti a Viviano che incespica e con la porta spalancata spara a colpo sicuro, ma Rubin si teletrasporta sulla linea di porta e devia il pallone che però sta ugualmente per infilarsi sotto la traversa, ma Viviano tira due moccoli blasfemi udibili fino a Scandicci e la palla decide che è meglio stamparsi sulla traversa e tornare in campo.
Ci penserà poi Viviano a parare ancora mentre l’intero stadio inveisce contro il fischietto pavido, lo sguercio in giallo, l’imbalzato del giorno.
I rossoblu scontano lo scampato pericolo sbandando pericolosamente e vivono gli ultimi due minuti in uno stato di trance che costerà il terzo autogol in quattro partite figlio della ditta Mudi-Portanova, quindi neanche due ragazzini insomma.
Che dire?
(Lascio commentare Viviano nella lingua di Dante)

Al riposo siamo immeritatamente in svantaggio.
Si ricomincia con Ramirez al posto di Casarini, a Malesani dei congiuntivi degli stranieri evidentemente non frega un casso.
Il Bologna prende il pallino del gioco e non lo mollerà più.
Gastone si presenta subito con grande personalità, buon dribblig e nessuna palla sprecata, a vederlo non sembra un pivello.
Ovviamente non avendo segnato tre gol e dato due assist avremo qualcuno che oggi e domani lo paragonerà a Meghni, ironizzando.
Sono quelli che si meritano Meghni fino alla fine dei loro giorni.
Sono quelli che conoscono sei giocatori in tutto, quelli che ci farebbe comodo Cipriani, quelli che sentono la mancanza di Guana o Adailton, quelli che come metro di paragone avranno Lanna e Daino per altri dieci anni.

Entra anche Gimenez per Meggiorini (che a me è piaciuto anche se dubito che sia a suo agio in quel ruolo).
Punizione.
Di Vaio invece di cercare la porta pesca Britos sul secondo palo, è uno schema! Uno schema!
Una roba che non vedevamo dal 1964, uno schema offensivo.
Britos arriva sul pallone, imbalza su una tibia ma rimane concentrato e sbatte in porta per il pareggio.
Buon compleanno Bologna!
(E grazie)

Andiamo a vincere adesso.
Il Bologna in questa fase diventa incontenibile.
Siligardi ha spazio, Ramirez non ha paura e i cambi di gioco sono repentini.
La Samp è alle corde.
Viviano deve intervenire alla grande su un contropiede mortifero dei doriani, ma sono i rossoblu a dettare legge con giocate di prima e nessun timore reverenziale.
Gastone però, a dispetto del nome ha un appuntamento con la malasuerte che si presenta sotto forma di calcetto alla caviglia, la quale si gira un po’ come i nostri zebedei.
Malesani ha finito i cambi.
Il Bologna sostanzialmente in dieci decide che va bene così, i liguri ringraziano e respirano.

Dopo la sosta avremo Palermo fuori e Juve in casa, il ciclo terribile continua ancora e nessuno per piacere si sorprenda se non faremo sei punti.
Un po’ di analisi del terrore.
Il Lecce ha un punto più del Bologna e ha incontrato in casa Catania, Viola e Parma e fuori Milan, Palermo e Cesena. (Noi Inter, Udinese e Samp e fuori Lazio, Roma, e Catania)
Il Brescia ha nove punti ma anche tre sconfitte contro l’unica sconfitta del BFC in sei partite.
Il Cesena dei miracoli ne ha perse tre di seguito.

Io oggi allo stadio mi sono divertito.
Erano anni che non vedevo il Bologna giocare a calcio, deve essere questa la differenza.

Buon compleanno a tutti.
Forza Bologna, sempre.


Bente