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34^ giornata: Bologna-Cesena 0-2.

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VERGOGNA.

Il titolo è volutamente provocatorio, ma me ne assumo ogni responsabilità.
Tutta la fanfara sollevata dal Resto del Carlino sulla questione dei pass per disabili che ha coinvolto in settimana alcuni giocatori del Bologna è stata vergognosa per la sua sproporzionata risonanza davanti ad una vicenda che, se confermata (essendo ancora l'indagine in corso), sarebbe indubbiamente imbarazzante ma non certamente così grave da mettere sull'edizione nazionale un VERGOGNA sotto la foto di Di Vaio, giocatore e soprattutto persona che si è sempre dimostrata di alto, altissimo livello (e la restituzione del Nettuno ne è l'ennesima prova). Tuttavia lo stesso titolo utilizzato dal giornale cittadino sarebbe ottimo, inserito nel contesto sportivo, davanti alla prestazione che il Bologna di Malesani ha offerto oggi nel derby contro il Cesena.

Questo è il Kennetriporto.
Chi state leggendo cerca di respirare bene onde evitare di scrivere di tutto e si sarebbe anche rotto le balle di commentare solo sconfitte dei rossoblu (anche perché l'altra sera un gatto nero si è rifiutato di attraversare la strada dopo che ero passato e la cosa mi ha lasciato dubbioso). Mah.

Arriva al Dall'Ara il Cesena con al seguito un'orda di proto-bagnini e seguaci della piadina, tutti carichi a mille poiché la loro squadra è in pieno periodo positivo e la salvezza è più che un miraggio. Dal canto suo Bologna risponde con la querellona sui pass non pass ma per fortuna anche con l'iniziativa della Curva che istituisce l'ennesima giornata della maglia, indumento che però sembra passato di moda per qualche giocatore in campo. Ma vabbe'. Respiro.
I bianconeri si presentano con la squadra tipo in cui spicca davanti il tridente Jimenez-Bogdani-Giaccherini mentre dall'altra parte il Bologna ripropone terzino destro Andrea Esposito e risponde con il suo tridente: Di Vaio, Meggiorini e Buscè. No no, non ho sbagliato: c'è proprio Buscè. Risate isteriche sugli spalti e la convizione che sì, è ufficiale: il buon Malesani ha ritrovato le chiavi della cantina dove è nascosta la sua Riserva "Gran Galà" di Grappa Nonnino.
Nel primo tempo la gara è piuttosto spigolosa ma giocata con grinta da ambo due le squadre, con i rossoblu che hanno più possesso di palla e fraseggio ed i romagnoli che invece preferiscono il gioco di rimessa grazie alle sgroppate di Giaccherini. Il Bologna in avanti si contraddistingue per le sportellate di Meggiorini che ha la stitichezza in area di rigore ma in quanto a difesa del pallone e quantità atletica è encomiabile, peccato che nel calcio contino i gol e qua se non segna Di Vaio la questione è complicata.
Proprio il Capitano dimostra di essere in un momento veramente no quando, al ventesimo, riceve un pallone filtrante proprio dal numero 69 rossoblu ma non riesce a concludere in porta davanti ad un Pippo Antonioli uscito così così. La situazione insomma è riassumibile così: se Di Vaio tira il fiato il Bologna va in apnea.
La partita è tutto sommato piacevole (si registra solamente l'uscita di Buscè per infortunio con l'ingresso in campo di Federico Casarini), peccato che ci metta del suo l'arbitro Giannoccaro con fischiate piuttosto discutibili (a dire il vero da ambo le parti) per non dire in alcuni casi veramente senza senso. Ma vabbe'. Il Bologna fa la sua partita e rischia il vantaggio quando Perez, allo scadere del tempo, prova un tiro a giro da fuori che lambisce il palo alla sinistra di Antonioli.
Il Bologna c'è, la partita è combattuta. Dai proviamoci, oggi ci siamo.
Ultime parole famose.

Nel secondo tempo il Bologna praticamente non entra in campo, o se entra in campo lo fa con la testa obnubilata dai fumi della Grappa di Malesani, completamente svagato e privo di una qualsivoglia carica agonistica. Il Cesena così ci mette 3 minuti a passare: Jimenez prova da fuori, Viviano respinge, palla a Giaccherini che tira, Rubin respinge, palla ancora a Giaccherini che trovandosi la palla tra i piedi e completamente circondato dal vuoto siderale pensa bene di tirare una calotta sotto la traversa dove Viviano non può arrivare.
Ci si aspetterebbe una reazione immediata dei rossoblu, ma la squadra va completamente in banana e se non ci fosse Viviano in porta il Cesena sarebbe già sul 3 a 0 dopo 10 minuti.
Malesani si fa un bicchiere di Brut e decide di togliere Perez per inserire Ramirez, schierato saggiamente mezz'ala (sai mai che pesti i piedi a Meggiorini sempre presentissimo in area di rigore). Antonioli si fa una piada con lo squacquerone ed intanto Giaccherini continua a portare scompiglio nella difesa rossoblu impegnata a ruttare Cabernet e forse tartine al caviale. Il Bologna dà l'impressione di essere se non alla frutta almeno al caffè, tuttavia il centrocampo è da battaglia poichè Gaby Mudingayi corre e rincorre tutti come un matto. E quindi? Semplice. Malesani lo sostituisce, sai mai che corra troppo. Al suo posto entra Il Bomber Paponi, con la morale che il Bologna si presenta con una difesa a quattro sull'orlo di una crisi di nervi, Casarini a fare footing per il campo, l'ectoplasma di Della Rocca ad infestare il cerchio del centrocampo (l'involuzione di questo giocatore a mio giudizio è terrificante), Ramirez a infognarsi in mezzo ai cesenati e tre punte davanti che realizzano un totale spaventoso di tiri in porta: zero. Gioiosità.

Il Bologna non ha manovra, spara dei missili in su sperando che qualcuno faccia qualcosa che non sia una sportellata di Meggiorini o un appoggio di Paponi, lascia praterie siderali in difesa in cui il Cesena sguazza come una salsiccia in mezzo ad una piada. Proprio in uno di questi vuoti pneumatici arriva il raddoppio del Cesena: al trentanovesimo un vitello di colore di nome Malonga sgroppa indisturbato fino a Viviano e decide di segnare il primo gol in campionato con noi andandosi ad aggiungere alla grande lista dei bomber che ci hanno colpito in questi anni, nomi del calibro di Ciro de Cesare ed il Generalissimo Franco del Torino.
L'incubo prosegue e quasi ci sarebbe il terzo gol del Cesena (tiro fuori) e si aggiunge la beffa con il gol del Bologna, al 42', annullato per fuorigioco di Esposito. Tre fischi fanno da anticipo ai fischi dello stadio mentre i romagnoli nel loro spicchio saltano, festeggiano, godono e preparano cipolle e peperoni.

Quello che sta accadendo, scherzi a parte, è qualcosa di allucinante e terribilmente sintomatico: la squadra ha completamente mollato il colpo, la testa non c'è più e non solo in campo, ma anche in panchina. Malesani con le sue scelte cervellotiche ed il clima da vacanza instaurato dopo i fatidici 40 punti sta completamente mandando in vacca una stagione fino ad un mese fa più che buona, cosa già di per sè iniziata con la continua instabilità societaria ed una dirigenza che non ha ancora capito cosa vuole fare. Forse non si rischierà la B, ma quello che sta accadendo in questo momento al Bologna è veramente vergognoso: non è possibile dargliela a mucchio in questo modo. Non è rispettoso per la maglia, per la squadra e per noi tifosi che comunque ci siamo sempre. Non ce lo meritiamo. Il modo in cui la squadra è scesa in campo nel secondo tempo è veramente vergognoso.
Auspico che la società dia un segnale forte e sia pronta anche a prendere provvedimenti davanti a tutto questo, magari anche a mettere con le spalle al muro un allenatore che, bravissimo sotto tanti punti di vista durante la stagione, sta completamente mandando a ramengo quanto di buono fatto fin qui. Il tempo degli alibi è finito, il tempo dei "grazie" anche: chiediamo soltanto che venga rispettato questo finale di stagione che sta diventando un incubo ed è giusto riprendere le redini di una situazione che se scappa di mano diventa veramente rischiosa. Anche perché aggrapparsi alla convinzione che col Bari, l'ultima giornata, possiamo avere vita facile potrebbe rivelarsi una pericolosissima lama a doppio taglio.

A sogni di Uefa ed applausi scroscianti a terrore di retrocessione e fischi: qualcosa che tocca c'è, è il caso di invertire la rotta prima di andare a sbattere contro l'iceberg. Adesso basta.
Concludo così, augurandovi una Buona Pasqua e sperando che il cioccolato delle uova dia un po' d'energia e di lucidità ai nostri giocatori e al nostro mister.
E cambio saluto: ETESOCMEL!


Kennet27