12^ giornata: Bologna-Cesena 0-1
Gelo.
Risulta quantomeno difficile restare obiettivi nel commentare una partita il cui contorno spazio-tempo non è il massimo della vita: sveglia di mattina presto (e la domenica, prima di mezzogiorno, è SEMPRE mattino presto), rincoglionimento globale, sapore in bocca di stoppa affumicata e nonostante ciò fame atavica che aumenta sproporzionalmente fino al fischio d'inizio (momento in cui, storicamente, mi si chiude lo stomaco).
Se a tutto ciò poi ci aggiungiamo che è pure il derby col Cesena, che è uno scontro con una diretta concorrente per non retrocedere e che il Cesena non ha ancora vinto in campionato, ecco che il dramma comincia a prendere forma. Inforniamo e guarniamo il tutto con il fatto che sarà una partita orrenda, che ci sarà un bel freschello sugli spalti e che perderemo pure... e vualà, ecco che la boazza della domenica è presto servita.
Allego bestemmione maori e con eleganza passo alla cronaca.
Dodicesima giornata di campionato, si torna a giocare dopo la sosta e l'attesissimo (?) Bologna-Cesena si gioca all'orario più amato d'Italia: quello delle 12,30. Raggiungo barcollante lo stadio con una carica agonistica ricca di nota (in pratica mi sveglio a metà del viaggio in motorino) e con un timbro della sera prima sulla mano destra che riporta un bel "MERDA" che indubbiamente mina la mia autostima, ma arrivo in tempo per le attesissime formazioni: Pioli conferma la squadra di sempre a parte il fatto che accanto a Portanova non c'è Loria bensì il nostro aitante Michelone Antonsson, finalmente acclimatatosi visto il zagno che c'è in questi giorni a Bologna. Davanti fiducia alla coppia dei bomber (...) Di Vaio-Acquafresca, ispirati come sempre da Gastoncito.
Comincia la gara e si evince subito che sarà una partita dai contenuti poco tecnici ma molto artigianali: in campo si svolge infatti la sagra della falegnameria, da una parte e dell'altra (Guanone, quanto ci sei mancato eh!). Raccontarvi quello che accade in campo è un po' difficile: un po' perché onestamente succede poco, un po' perché una fastidiosa nebbiolina con riverbero solare annesso ricopre la curva San Luca e insomma non ci si vede una mazza (confondere la palla con la capoccia di Guana è un chiaro segnale).
Il Bologna, quindi, sempre attento ai suoi tifosi, è molto gentile nel non fare praticamente un'azione pericolosa in tutto il primo tempo in modo da non toglierci lo spettacolo. Sotto l'Andrea Costa invece ci divertiamo da matti, col Cesena cha arriva al tiro qualche volta ed in una di queste riesce a scazzare un gol praticamente già fatto con la palla che esce a 2 centimetri dal palo alla destra di Gillet. Eh bè.
Finisce il primo tempo e l'unica cosa che riesco a fare è tentare di autoconvincermi che dai, il Bologna ultimamente fa schifo in un tempo e va bene nell'altro, ergo qualcosa dovrà cambiare. E' durissima.
Ricomincia la partita ed in effetti qualcosa sembra smosso, in particolare i nostri intestini quando il Cesena ricomincia a macinare gioco (elementarmente, tristemente, orrendamente, ma pur sempre gioco) e noi invece guardiamo le foche monache negli occhi. Ma, onestamente, cosa si può fare quando Perez e Mudi devono impostare e Kone scappa in galassie lontane perché lui, il tipo di giocatore che imposta, proprio non è. Ma vi rendete conto che l'abbiamo preso per sostituire Della Rocca? Ma vi rendete conto della completa demenza tecnica di chi ha fatto questo cambio? Mi vien caldo mi viene. Tornando alla partita, Pioli decide di sostituire l'ammonito Perez con Pelù Pulzetti e successivamente togliere un Acquafresca evanescente (lo si ricorda solo per un tiro in bocca ad Antonioli su cui proprio il nostro benevolo ex stava per fare un paperone d'antologia) per Taz Gimenez.
Di Vaio resta in campo dimostrando ancora una volta di essere il lontano parente del nostro SuperMarco. Il Bologna comunque cerca di combinare qualcosa e proprio "monorotaia" Kone rischierebbe il colpaccio: entra in area dalla sinistra, salta uno, salta due, è a pochi passi dalla porta in posizione defilata e anzichè 1) appoggiarla in mezzo 2) appoggiarla in porta, sceglie di 3) sparare un missile terra aria che finisce nei mondi sconosciuti. Kone, ti odio. Perché mi illudi sempre con dei numeri clamorosi e poi al momento cruciale, tiri fuori? Perché? E' un'agonia del cuore.
Pioli intanto decide che Di Vaio proprio non ne ha più e quindi lo sostituisce per mettere in campo "il regalo ai tifosi" del nostro ineguagliabile presidente, ovvero Diamanti. O meglio: quello che dovrebbe essere Diamanti nonostante il bulbo da parrucchiera fetish ed il culone alla Milanetto, chiaro segno che a Bologna si sta bene.
In pratica, insomma, giochiamo con due trequartisti ed un oggetto misterioso (Gimenez), cosa che diventa ancora più drammatica quando a dieci minuti dalla fine, il Cesena passa: palla sulla trequarti a Parolo che fa due passi e poi lascia partire una flamberra che si infila nel sette preciso e su cui Gillet può fare poco. Ecco, la tragedia è conclusa. Il Bologna tenta la reazione ma davanti siamo onestamente insipidissimi e se Gastoncito viene triplicato ogni volta, Diamanti riesce a fare solo una mossa di karate (o di salsa cubana) in area e Gimmi spara in bocca ad Antonioli l'unica palla per un possibile pareggio, si capisce del perché poi al triplice fischio ci vediamo sotto di un gol con i boati dei cesenati in festa. Chemmerda.
Risultato che fa malissimo: non tanto perché è un derby, quanto più perché è contro una diretta concorrente (pari pari come col Lecce) e perché arrivato al termine di una partita in cui la tristezza generale è stata inspirata da tutto lo stadio. E, ormai è palese, se non fa il fenomeno quello col numero 10 (sì bravi, proprio quello che dovevamo vendere ad agosto per due spicci ed un tappo) non riusciamo a segnare mai. Come già ripetiamo dall'inizio del campionato, questa squadra è costruita male e, nonostante il raziocinio di Pioli abbia portato qualche miglioramento rispetto al caos bisoliano, è chiaro che se non si interviene miratamente e BENE a gennaio, rischiamo di candidarci fino all'ultimo per stare tra le 3 che saluteranno la massima serie a fine anno.
E' chiaro a noi, senza dubbio... ma mi chiedo se è chiaro anche a Gianni e Pinotto e la Compagnia dei Plumoni presenti ai livelli dirigenziali del Bologna Football Club 1909. La nave scricchiola pesantemente, sarebbe il caso di fare un aduegato intervento di ottima falegnameria per evitare di affondare. Ah, e sarebbe il caso di usare del buon legno, non del sughero o del polistirolo...
Forza Bologna, però è durissima. Anzi, adesso vado a letto. Alla prossima.
Kennet27
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