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16^ giornata: Genoa-Bologna 2-1.

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"L'Amaro in bocca".

Ci sono regole non scritte nel Sacro Circolo del Fodbèl che regnano e determinano gli avvenimenti che si svolgono attorno alla palla che rotola sul campo verde inseguita da 22 mutandati. Una di queste regola è la famosa "Gol Sbagliato - Gol Subìto", una sorta di gufata apocalittica che sancisce che a furia di scazzare gol facili o presunti tali, prima o poi lo prendi. Ecco, io non ho mai capito perchè questa legge ha sempre trovato fertilità col Bologna, ma non disperiamo e con una fetta di pandoro incastrata tra le gengive superiori andiamo lesti in cronaca.

Sedicesima giornata di campionato, il Bologna va a Genova dove trova, sulla panchina rossoblu, il "Gran Visir della Grappa", il "Signore del Bianchetto", il mitico Alberto "Càso" Malesani che, inutile negarlo, è entrato nei nostri cuori dopo la stagione rocambolesca dell'anno scorso.
Pioli, ancora ormonalmente tempestoso dopo il balletto con la Senicar ("Bravissima" aggiungiamo noi) alla festa del Bologna, continua a schierare l'albero natalizio che tanto ha ben fatto nelle ultime giornate: Gillet a zompettare in porta, con davanti Raggi e Portanova centrali, Cherubin a sinistra e ancora il mitico Crespo a destra, Mudi, Panagiotis ed il rientrante Pelùlzetti (sì è orrenda ma mi è venuta così) a fare del matto filtro a centrocampo, e davanti si conferma la Santissima Trinità: San Gastone e San Alino dietro a San Marco.

Comincia la partita ed il Bologna deve avere qualche problema di fuso orario poiché per i primi 10 minuti praticamente giocano soltanto gli uomini di Malesani che sparano in mezzo qualche palla importante che fa venire l'emozione agli spettatori. Poi ci pensa Gastone a sincronizzare gli orologi: discesa clamorosa da centrocampo, la difesa genoana si apre modello Mar Rosso e il bimbo d'Uruguay provo il colpo di classe incrociato che però è troppo incrociato e passa ad un barbapelo dal palo. Applausi convinti nonostante qualcuno durante l'azione di Gatone continuasse ad urlare "PASSA! PASSA!!" nonostante il nostro numero 10 fosse solo. Probabilmente l'idea che Gastone sia dannoso e possa essere venduto senza problemi come certa stampa vuol far credere sta prendendo piede. Sob.

Il Bologna è tonico e praticamente succede che salta fuori una partita bellissima dove entrambe le squadre giocano (bene!) e cercano la via del gol. Sfiora la rete Pulzetti per noi e di là Ze Eduardo vede respingersi la conclusione da un grande Gillet (autore di una paratona poco prima anche su Moretti), poi è Gastone a cercare il gol su punizione (alto) e Marco Rossi di là a sparare sul nostro portierino belga. Giochiamo bene, ci divertiamo. Ci vorrebbe proprio qualcosa a rovinare la festa. E infatti puntuale come il cagotto dopo il caffè, ecco che il Genoa attacca di rimessa, Pratto viene servito da Ze Eduardo, salta in dribbling l'estremo difensore felsineo e serve in mezzo dove Rossi è libero per il tap-in.

Ora tutto ok se non fosse però che l'azione potrebbe essere guastata da fuorigioco. Spiego il mio condizionale: grazie ai potenti mezzi informatici di cui disponiamo oggidì, in tv fanno vedere con una retta tra palla e giocatore che al momento del passaggio di Pratto, Rossi è dietro la linea. Il dubbio rimane sul fatto se proprio Rossi fosse in fuorigioco al momento del passaggio di Ze Eduardo: c'è chi dice sì, c'è chi dice no perché il passaggio all'altro giocatore di fatto determina una nuova azione che annulla la precedente. Insomma una serie di giri e onanismi tattici che lasciamo volentieri ai disquisitori "tennici" da bar, quello che resta è che siamo sotto. Socmel.
Di Vaio avrebbe comunque poco più tardi l'opportunità di zittire la querellona ma, su passaggio al bacio di Diamanti, tenta la conclusione di sinistro che sporcata da un mezzo scivolone finisce fuori dallo specchio. Finisce il primo tempo, girano le balle perché siamo sotto, ma ci siamo e questo è bello.

La prova che c'è speranza si ha quando comincia il secondo tempo e il Bologna continua a macinare e guadagna metri su metri chiudendo di fatto i padroni di casa.
I tempi per il pareggio sono quindi maturi e l'azione nasce da una Sinfonia creata dalla nostra Santissima Trinità: punizione di San Alino, tacco al volo di San Marco che libera San Gastone per il tiro che, ovviamente, finisce in porta. Uno a uno, bel pareggio, bella banana, evviva, evviva, olè!
Il Bologna ha l'argento vivo addosso ma le chiappe fotoniche di Malesani prendono il sopravvento: azione solitaria di Di Vaio sulla sinistra, entra in area e lascia partire un bel tiro ad incrociare diretto tranquillamente verso l'angolino basso. Sarebbe diretto lì, peccato solo che all'improvviso una zolla (probabilmente alzata da una talpa ultras genoana) faccia impercettibilmente cambiare la traiettoria della palla che si stampa sul palo interno ed anziché finire dentro (o su Gastone, lì davanti), schizza via. Eccheccacchio.

I ritmi calano ma la partita resta tuttavia molto vivace, con Malesani che butta dentro qualsiasi cosa che assomigli ad una punta, e Pioli che deve rinunciare per botte prima a Gastone (sostituito da Casarini) e poi a Diamanti (sostituito da Gimenez) e deve cercare di non perdere l'equilibrio del campo. E qui, torniamo al famoso incipit di inizio articolo.
Il Bologna avrebbe due occasioni enormi per segnare: prima Kone (servito con un campanilone da Cherubin) solo in aria non riesce a schiacciare di testa verso la porta (probabilmente colpa del ciuffo orrendo che sfoggiava oggi il greco), poi Gimenez servito alla grande da Di Vaio non riesce ad angolare bene il tiro e se lo fa respingere da Frey. Ovviamente, il dramma: il Genoa riparte, nessuno si fa sotto al portatore di palla che serve Caracciolo in area che stoppa e sponda per Pratto (dico Pratto) che fa partire un tiro ben angolato su cui Gillet poco può. Due a uno e primo gol di Pratto in Serie A. Avevate dubbi? Fatto è comunque che nonostante gli ultimi assalti alla fine la vittoria è dei padroni di casa.

Partita che lascia l'amaro in bocca poiché giocata bene dal Bologna ed in cui le occasioni per buttarla dentro non sono certamente mancate. Purtroppo come sempre se non segna Di Vaio, oppure Gastone, il resto della squadra è stitica assai. E insomma, alla fine se non butti dentro la palla ci sta anche che perdi. Tuttavia sono soddisfatto della prestazione, la squadra gioca bella compatta e a tratti lascia sprazzi di bel gioco (soprattutto davanti dove siamo davvero bellissimi). Buona infine, ancora una volta, la prestazione di Crespo e qui la domanda sorge ancora spontanea: mi spiegate perché abbiamo giocato per 3 mesi con Raggi terzino (quando è evidente che da centrale rende alla grande) con questo bimbo spagnolo trattato come l'ultimo degli appestati?
Dubbi e domande che ovviamente finiranno nell'oblio del mondo rossoblu.

Mercoledì ci aspetta l'ultimo impegno del 2011, ovvero il recupero della prima giornata con la Roma bailante di Luis Enrique. Sarà una partita secondo me difficile (i giallorossi hanno un bel gioco offensivo) ma non impossibile perché dietro non sono proprio irreprensibili. Con l'atteggiamento di oggi, un pelo più di attenzione dietro e moooooooolto più cinismo davanti, potremmo fare pensieri lussuriosi per passare un bel Natale. Checcefrega, proviamoci!
Forza Ragazzi!


Kennet27