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Calendario Bologna 2021-22

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Ufficiale: Juwara al Boavista.

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Giovanili: preso Viviani.

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Giovanili: preso Karlsson.

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Ufficiale: Bani al Genoa.

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Ufficiale: Donsah al Rizespor.

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Ufficiale: Cossalter al Ravenna.

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Ufficiale: Hickey al Bologna.

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13^ giornata: Bologna-Palermo 3-0.

  • Scritto da Kennet27
Valutazione attuale:  / 6

LA CABALA CURCI.


Nella brutale e grigia pragmaticità (figo pragmaticità) della vita di tutti i giorni, dove tutto sembra fatto di soldi, mattoni, calcestruzzo ma soprattutto centri tecnici, c'è un raggio di luce che squarcia le nuvole plumbee e ci ricorda che impossibol is nazing: la cabala.

E così ecco che nelle segrete di Casteldebole, là dove gli oscuri segreti della magìa nera sono racchiusi (assieme a Marti Riverola e Bueno), Pioli e l'Arcimago Zanzi hanno studiato le alchimie astrali per capire come frenare il naufragio rossoblu. Dopo ore e ore di filmati e ritagli di giornale, sono risaliti all'ultima vittoria storica casalinga del Bologna: 4 a 0 contro il Catania, squadra siciliana. Ecco quindi l'illuminazione: contro il Palermo, altra squadra sicula, ripetere passo per passo tutti gli avvenimenti di quella partita, partendo dal punto cardine: Curci! Curci, l'agnello sacrificale da porre sull'altare del sacrifithio maximo per ritrovare i tre punti e la fiducia.
E così, nella giornata in cui la Curva dimostra il suo pieno e assoluto appoggio alle manovre edilizie di Guaraldi e Zanetti si gratta gli omonimi sul divano di casa, ecco che le arcane trame del fato si compiono per aprire il sipario sulla partita di oggi.
Che intro di gran classe eh? Il Pignoletto ha questi effetti estatici su di me. Ma accronachiamoci.

Tredicesima giornata di campionato di Serie A, sul prato del Dall'Ara ecco arrivare il Palermo, un'altra squadra in piena banana e figlia come sempre dei picchi di testosterone di Zamparini.
Pioli, come detto, chiede il parere dell'Arcimago Zanzi e partorisce così questa formazione: Curci in porta, difesa veneta con Sorensèn, Antonssòn e Cherubìn, centrocampo con El Ruso Perez vestito da Terminator, Taider a girargli attorno e sugli esterni Morleo e Garics; fantasista come sempre CapitanAlino a supportare RunningManolo e il GilaRossoblu. Il Palermo dal canto suo conferma Dybala in avanti, un bimbo argentino con la sindrome dello Speedy Gonzales che così, per gioia, nell'ultimo turno ha appena fatto una doppietta. Arbitro della partita: il signor Flavio Briatore detto il Boss.

Comincia la gara, nei primi 15 minuti lo spettacolo è di un certo livello tant'è che i colpi di scena sono dati da Curci con un'uscita da brivido ed una non uscita altrettanto da brivido e dal fatto che in casa rossoblu abbiamo già Perez e Garics ammoniti.
Al ventiduesimo minuto, però, si apre il sipario sul fato per la prima volta: Archibold Morleo subisce una chiusura di vena e dalla fascia comincia a correre in mezzo al campo, talmente in mezzo che arriva nei pressi dell'area di rigore dove, poco prima di essere abbattuto, riesce ad allungare la palla in avanti verso Gilardino. L'Astinente si toglie il saio ruvido e decide di ritornare il Messia: si porta avanti il pallone sulla destra, vede il segno della santità nell'aria e traccia un perfetto parabolissimo ad incrociare che si interseca sotto la traversa dove il rosa Ujkani (modello porcellino) nulla puote e nulla vede. 1 a 0 e sviolinata rabbiosa (molto rock) per il 10 rossoblu che ritrova infine la via del gol.

La partita prosegue con i rossoblu rinfrancati dalla rete fatta, ma attorno al 40° giunge il momento del sacrificio.
Così come Curci uscì dalla partita contro il Catania nel primo tempo, così oggi dovrà accadere lo stesso. L'Arcimago Zanzi estrae una cerbottana ricavata da una Bic, vi inserisce dentro un ago avvelenato di friggione e con la sapienza di un vero sciamano colpisce il gambone dell'ignaro numero 1 rossoblu. Curci alza il braccio, non ce la fa: esce dal campo, forse conscio di cosa è vittima, ed al suo posto entra Agliardi (che prima di entrare butta via la bambolina vodoo oggi inutile).

Il sacrificio è compiuto e gli dei pagani rispondono: minuto 44, Garics azzecca il primo ed unico cross della giornata, Donati viene posseduto dallo spirito di Magic Johnson e va per un tap-in al volo ma nel calcio non si può e così Briatore indica il calcio di rigore (ma solo dopo essersi consultato con i suoi manager). Sul dischetto non si sa perché appare RunningManolo Gabbiadini, il giovane attaccante però è freddo e spiazza il portiere rosanero con un rasoterro che fino alla fine pareva destinato fuori ma che in realtà è angolatissimo. 2 a 0, la gioia è palese e l'amore vince sereno sugli spalti. Guaraldi trionfante in tribuna benedice i presenti spargendo cemento, Zanetti da casa si fa un caffè Lavazza e bestemmia accortosi dell'errore compiuto.

L'intervallo prosegue ballando il Gangnam Style sugli spalti assieme a Meme e poi, zac, ricomincia il match come se nulla fosse.

Il Palermo tenta subito di dare una svolta alla sua gara, ma la difesa alpina del Bologna tiene botta e, diciamolo, Perez quando c'è e ne ha è una vera manna dal cielo per il nostro reparto difensivo: tra "Hasta la Vista Baby" e "No hai problema", El Ruso venuto dal futuro recupera palloni e macina stinchi come in un romanzo di Edgar Allan Poe (cosa c'entra, lo ammetto, non lo so).
Così al 48° il sipario si apre sul fato per la terza volta: lancio egregio su Gilardino che entra in area, salta il portiere ma viene steso da quest'ultimo. Il Bomber si alza come una mandragola e lesto batte a rete, ma è troppo tardi, Briatore ha fischiato: l'arbitro si avvicina a Ujkani e con un ghigno lo elemina. "SCEI FUORI".

Passano trequarti d'ora in cui si assiste a Diamanti sul dischetto e nessuno in porta, poi ecco entrare Benussi. Tutti ricordano Bologna-Pescara, tutti si grattano (chi può) le balle. Alino parte, la palla si alza incoccia la traversa ma grazie a Odino scende dentro la rete. 3 a 0, i poteri mistici dell'Arcimago stanno trionfando.

La partita ora è ottimale per il Bologna che può far girare l'avversario in inferiorità numerica, quando poi il rischio si avvicina all'area rossoblu i poteri arcani fanno capire come funziona oggi: è il caso della punizione dal limite che batte Barreto, il pallone è parabolicissimo ma si impregna sul palo e fluttua via dalla rete rossoblu difesa da Agliardi. Ebbro di piacere Pioli festeggia togliendo Gabbiadini (molto dinamico, a me piace assai) ed inserendo l'Uomo che Raccoglieva i Bollini Esselunga, ovvero Paponi.

L'entrata del Bomber Papoiser intimorisce gli avversari che di fatto, pochi minuti dopo, subiscono l'ennesima espulsione: Diamanti scappa, Barreto tenta di fermarlo ma commette e fallo ed allora, eccolo giungere di corsa, Briatore non ha pietà: "SCEI FUORI".

Il gioco del giorno ormai diventa tentare di mandare in rete Paponi o Garics, tuttavia entrambi se possono sono ben felici di ciccare il pallone (due volte, Garics) o di fare tagli incomprensibili (Paponi) o movimenti basculanti di anca (sempre Papoiser). All'ottantesimo Taider decide di voler entrare nel tabellino della partita e così ben pensa di mirare alle caviglie di un avversario da dietro: ancora Briatore, ormai sudato, come una mannaia cala il suo perentorio "SCEI FUORI!".

Tutto pare precipitare verso il limbo dell'oblio in attesa del novantesimo, ma ci sono ancora tre chicche che questa partita può regalare:
1) tiro in porta di Guarente (subentrato a Diamanti dopo l'espulsione di Taider) che prende in faccia Paponi
2) tiro a giro di Morleo che rischia di uccidere il guardalinee
3) Labrin (forse veneto anche lui) entrato da 10 minuti tenta di uccidere proprio il nostro Archimede preferito ed anche per lui, così, arriva l'inesorabile "SCEI  FUORI" di Briatore.

Triplice fischio, sono più gli stuart che i giocatori ma va bene così, è bello vincere e schifo non fa mai. Albano dalla tribuna manda un messaggio a Zanetti "Gne Gne Gne".

Partita strana ma che alla fine ha visto prevalere la squadra con un qualcosa di più da dire: il Bologna ha giocato la propria partita e i rigori che ha ricevuto erano indiscutibili (così come le espulsioni del Palermo). Oggi l'ennesima prova che questa squadra ha un bisogno devastante delle giocate di Gilardino (oggi in grande spolvero) e anche della fisicità, del carisma e della grinta del Ruso Perez.
Tre punti che sicuramente non risolvono la crisi ma che, sicuramente, danno fiducia e tracciano un'idea di percorso da seguire per uscire dalle sabbie mobili. Guaraldi ho detto "sabbie", non "calcestruzzo".
Domenica siamo attesi a Genova dalla Sampdoria, partita non facile ma nemmeno proibitiva se mettiamo la grinta e la voglia di oggi. E soprattutto se sacrifichiamo ancora Curci agli dei pagani...
FORZA BOLOGNA!!


Kennet27

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