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11^ giornata: Bologna-Chievo 0-0.

  • Scritto da Kennet27
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LA RELATIVITÀ.


Esco dallo Stadio e mi ritrovo a guardare il kebabbaro davanti alla Curva che, con la maglia del Bologna, sta bello indaffarato a fare cassa preparando sulla piastra le vettovaglie da dare ai reduci della partita. Ora, non so esattamente il motivo per cui mi soffermo a filosofeggiare su un kebabbaro al lavoro, quello che so però è che se lo faccio si può facilmente intuire che genere di partita sia stata Bologna-Chievo. Cioè, esci dallo stadio e sei felice/ingastrito/deluso/gasato/carico/scarico... stasera (ieri) invece esci e pensi al kebabbaro. Non male.

Comunque, una cosa che ho appreso nei 15 anni di onorata carriera "dall'ariana" è che la teoria della relatività di Einstein è assolutamente vera e soprattutto è applicabilissima al calcio. Ovvero, più una partita fa cagarona, più questa tenderà a durare all'infinito, con i minuti che anzichè formati da 60 secondi andranno via via a formarsi da 120, 240, 480 secondi e via discorrendo. Il posticipo (di un certo interesse eh, ottima idea metterlo di lunedì sera) dell'undicesima giornata di Serie A è stata una partita durata 94 minuti effettivi ma che in realtà è stata percepita dagli spettatori di una lunghezza di 5 ore. Il tutto, tanto per mettere il grana sui cannelloni, condito da una gioviale pioggia che ha caratterizzato il tutto per l'intero match.

Due squadre presenti sul campo ma più interessate a non prenderle piuttosto che a darle, probabilmente anche perchè, per darle, bisogna esserne capaci. Biscottone pasticciato con waferone tobleronico che ormai è un classico delle ultime sfida tra i felsinei e i "mussi"? No, direi assolutamente di no. O perlomeno non certamente nei primi 80 minuti della partita (cioè 3 ore e 20 minuti), poi chiaramente l'idea che un puntaccio a testa era meglio che il rischio di finire con le chiappe a mollo si è fatto pressante e piuttosto invitante. A ragione direi, anche considerato che (almeno per quanto ci riguarda) eravamo alla terza partita di fila con gli stessi giocatori. Insomma una sfida tra due squadre scarse, impaurite e stanche non poteva che essere così. Però. Mo socmel.

Ora, probabilmente vi sarete accorti di un "cappello" piuttosto lungo per questo articolo, ma dovete cercare di comprendermi: cosa strafonchia posso scrivere nel commento di una partita che in effetti è stata l'equivalente di una partita di scacchi tra due narcolettici? Ma se volete lo faccio senza problemi.

Undicesima giornata, nel posticipo senza senso del lunedì sera si affrontano Bologna e Chievo. Pioli conferma in blocco l'11 vittorioso di Cagliari, confermando Krhin centrale difensivo assieme ad Antonsson e Sorensen e inserendo il rientrante Alino alle spalle di Cristaldo. Il Chievo di Sannino risponde col medesimo modulo (3-5-2) in cui spiccano in avanti Paloschi e Thereau. Intanto piove. Ora, la partita.
Le squadre entrano in campo.
Gioca il Chievo per 15 minuti.
Il Bologna fa presente che il pallone è suo essendo il campo di casa il Dall'Ara e quindi comincia a giocare (cioè passarsi il pallone).
Cristaldo corre.
Bergonzi (l'arbitro), si accorge di avere il fischietto e comincia ad usarlo dalla mezz'ora.

Fine primo tempo.

"Prendi il palo la traversa", momento più esaltante della serata.

Ricomincia la partita.

Passa un piccione.
Morleo cade per terra poi liscia un pallone.
Entra Perez per Pazienza e comincia a mordere giugulari.
La pioggia diminuisce, poi, però, ricomincia convinto.
Entra Moscardelli per Laxalt, il tasso di sensualità della partita ha un improvviso picco.
Due personaggi presenti sul campo vestiti di verde e nero con verde fluo, rispondenti al nome di Curci e Puggioni, fanno presente che ci sarebbero anche loro sul campo e vorrebbero vedere il pallone.
Curci viene appagato intervenendo su una azione travolgente (nel senso che travolge Sorensen) di tale Acosty (probabilmente un vigile mancato).
Anche Puggioni viene accontentato con un tiro da fuori della Mosca che un po' lo mette in difficoltà.
Entra Bianchi per Cristaldo.
Lancio lungo per Bianchi che in area decentrato sulla sinistra stoppa al volo, mette giù il pallone e tira in porta. Nel mondo delle favole è il gol che risolleva la stagione del numero 9, nella vita reale e cruda di un Bologna-Chievo, il tiro finisce sull'esterno della rete.
Perez si fa ammonire accazzo (termine tecnico) a centrocampo e si fa squalificare per Bergamo.
Triplice fischio. Le lacrime si mescolano alla pioggia.
E' tempo di morire (cit.).

Questo è quanto, probabilmente l'ho fatta anche più avvincente della realtà.
Ora, gag a parte, cerchiamo di analizzare il tutto.

Un pareggio che onestamente era prevedibile, considerato soprattutto che i 3 punti di Cagliari sono stati una bella boccata d'ossigeno e considerato che in 7 giorni fare 3 partite e tirare su 7 punti è un bell'andare, considerato com'eravamo messi dopo Sassuolo. Una nota positiva è che la squadra appare più compatta e che la difesa, soprattutto, si è registrata e da peripatetica delle prime giornate è diventata una brava ragazza (0 gol subiti in 3 partite). Buone notizie anche da Khrin che centrale pare rendere abbastanza bene, certo è che un conto è giocare col Chievo ed un conto è giocare con, cacchio ne so, Palacio e l'Inter.

Le note dolenti arrivano soprattutto davanti dove Alino non è riuscito a splendere ma si è lasciato incupire dal grigiore di una squadra parecchio stanca (per dire, Cristaldo ha corso comunque come un vitellone ma era certamente meno lucido di Cagliari). Forse il problema è proprio lì: la coperta. Se tiri da una parte (metti due punte ed un trequartista) prendi valanghe di gol, se metti una punta ed un trequartista la difesa ne guadagna ma davanti vedi poco poco. Senza poi contare il fatto che ci sono 11-12 titolari, poichè le riserve che salgono dalla panca portano zero scannabisso o quasi.

Di chi è la colpa di questo? Chi ha fatto la squadra?  Chi ogni anno rovina tutto il rovinabile e riparte da zero perchè tanto "siam sboroni siam fenomeni?". Esatto, avete capito.
Prendiamoci questo puntazzo, andiamo a 10 punti e tiriamo un po' il fiato. Domenica si va a Bergamo e con l'Atalanta sarà una partita molto scorbutica, un puntaccio non lo butterei via mai nella vita.
Ora torno a pensare al kebabbaro.
Ah,
FORZA BOLOGNA E GUARALDI VATTENE (CON ZANZI)!


Kennet27

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