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Calendario Bologna 2021-22

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Ufficiale: Juwara al Boavista.

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Giovanili: preso Viviani.

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Giovanili: preso Karlsson.

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Ufficiale: Hickey al Bologna.

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Il Bologna ha comunicato ...

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12^ giornata: Atalanta-Bologna 2-1.

  • Scritto da Kennet27
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Mr. Spomèti.


In tutti i bar del mondo, ma soprattutto del felsineo, una delle figure immancabili dell'ambiente è quello dello Spomèti. Lo spomèti è il cosiddetto "borazzo", cioè quello che arriva, più o meno verso tarda mattinata, che prendendo un cordialino al bancone millanta clamorose e indicibili avventure erotiche degne del miglior Rocco Siffredi. Lo spomèti, per intenderci, è quello che arriva e fa annusare il dito medio al giovinetto di turno annunciandogli, con un ghigno sardonico, che quello che sente è odore di donna.

Nel Bologna, che in un certo senso è un po' un bar, è quindi immancabilmente presente anche la figura dello spomèti che, nella fattispecie, calza a pennello sulla figura di Curci. Se vi state chiedendo perchè io ponga questo marchio indelebile sul nostro estremo difensore, probabilmente vi siete persi le ultime clamorose esternazioni del nostro numero 1 dopo la partita (partita?) col Chievo: "L'imbattibilità di De Santis è finita, ma la mia continua".

Ora, a parte il fatto che notoriamente è meglio sempre tacere onde evitare di tirarsi addosso tonnellate di sfiga, appare quanto mai fuori luogo che un portiere che fino a poche giornate prima è stato protagonista di vaccate fuori dal comune venga a pavoneggiarsi per non aver preso gol nelle ultime gare anche per merito, sia chiaro, di una difesa rinforzata e di una serie di avversari non troppo pericolosi. Come nella migliore delle macubme ecco che quindi, inesorabile come una mannaia, su Curci e (ahimè) sul Bologna si abbatte la vendetta del destino che porta due belle banane al passivo dei rossoblu grazie a due vaccate di pregevolissima fattura proprio del nostro portiere.

Potremmo guardare tutto questo con sguardo saggio e tremendamente zen, peccato solo che grazie a queste due belle boiate usciamo con zero punti da una trasferta a Bergamo che per quanto visto in campo ci sarebbe dovuta valere almeno un punto. E, indubbiamente, le balle girano. Chi ha fatto la squadra? Chi ha tenuto certi giocatori? Intanto che ci pensate, andiamo in cronaca.

Dodicesima giornata di A, il Bologna fa visita all'Atalanta in quel di Bergamo alla ricerca di poter proseguire la striscia di risultati utili dopo la settimana magica di Livorno-Cagliari-Chievo. Pioli, conscio delle mancanze per squalifica di Perez e Pazienza, ridisegna il suo 3-5-2 con queste pedine: Curci (ahia) in porta, Antonsson, Sorensen e Garics come trittico difensivo; a cenrocampo si confermano Kone e Laxalt ai lati di Krhin, con Morleo e Crespo sugli esterni; davanti ecco come sempre CapitanAlino e Cristaldo, con l'argentino che per molti è già un altro tristo che non segna mai (si sa che qua a Bologna gli intenditori abbondano). Negli orobici la mancanza più altisonanate è quella di Denis, con Colantuono che decide di sostituirlo con Livaja davanti, come sempre, a Maxi Moralez.

Comincia la gara e dopo la prima azione che vede i bergamaschi subito farsi vivi dalle parti della nostra area, ecco che il Bologna prende fiducia e piano piano prova a guadagnare campo contando principalmente sulla mobilità del Churry in avanti e alle "folate" di Kone e Laxalt. I primi 45 minuti sono così un sottile gioco di equilibri tra due squadre in cui in effetti l'unica cosa che davvero rimane impressa è uno strano principio di rissa tra Kone e lo staff sanitario del Bologna intento a soccorrere Crespo. Che Panagiotis sia primario in medicina? Chissà.

Comincia il secondo tempo e le squadre sembrano un tantino più spigliate, con il Bologna che è bravo a chiudersi a riccio dietro e bravo nella volontà di ripartire in contropiede (cosa che però, mi ricorda Greg sorseggiando la sua birra, non ci riesce da almeno 15 anni dai tempi di Eriberto).
Il primo reale brivido ci arriva verso il sessantesimo quando Sorensen, probabilmente annoiato dalla giornata, ci regala un retropassaggio da brividi su cui si avventa il neoentrato Marilungo che però, da vero killer d'area, riesce a scazzare il più facile dei gol a tu per tu con Curci in uscita. Curci. Bravo. Sì eh...vediamo cosa succede.

Con una partita che ormai pare indirizzata verso la pace dei sensi tra entrambe le squadre (tant'è che Pioli fa entrare il redivivo Della Rocca per Laxalt), ecco che nel brivido del settantesimo minuto l'Atalanta prova ad attaccare senza troppa convizione. Brivio (che non è il portiere di qualche anno fa) prende palla sulla sinistra e avanza fino a quando, annoiato, lascia partire un tiro non troppo convinto verso la porta. Posizione angolata, palla rasoterra, tiro da fuori area: nel mondo reale è parata comoda del portiere. Ma noi non siamo nel mondo reale, ecco così che Curci vede partire la palla e tenta di acciuffarla sdraiandosi sulla sua sinistra con una convizione seconda solo a Giuliano Ferrara che fa jogging. Morale, la palla passa e si insacca in rete tra lo sgomento generale.

In porta abbiamo la statua di Buddha, non un portiere.

Pioli capisce il momento e nel tentativo di recuperare la gara butta dentro Rolandone Bianchi, sperando che i settantamila campanili che arrivino in area possano in qualche modo trasformarsi in palloni utili (al suo posto esce un buon Crespo). La mossa fa storcere il naso a parecchi, ma le vie del destino sono infinite: al settantatreesimo Diamanti fa partire un tracciante straordinario in area, il Churry ci si avventa come un falco e colpisce di testa con la palla che però si stampa sulla traversa. Mentre tutti stiamo bestemmiando in sanscrito, ecco che però la sfera dalla traversa rimbalza verso il centro dell'area dove spunta imperioso il nostro numero 9 che, con un movimento sinuoso del collo, la incoccia con desiderio ed ardore. Questa volta nulla può impedire il corso degli eventi e così, infine, la palla colpita dal nostro Rolandone si adagia con felicità in rete. Festeggiamenti clamorosi per il nostro numero 9 che riesce a sbloccarsi e riempie il cuore di felicità di chi, come me, un po' nella favole ci crede.

Ma la vita non è una favola. Porca vacca.

La partita continua, Pioli decide di cercare un po' più di copertura facendo uscire Cristaldo (generoso anche oggi ma iazzato in zona gol) e mettendo al suo posto Lazaros (va detto, sempre più brutto). Entriamo così nei minuti di recupero e tutti speriamo in un colpo di coda del Bologna anche se il puntaccio in trasferta non ci farebbe schifissimo. Ma, come vi dicevo, la vita non è una favola. Il rilancio di Bianchi, la strisca che continua... no, niente di tutto questo. Perchè noi, in porta, abbiamo Spomèti.

93°, l'Atalanta si porta in avanti con Livaja. Il centravanti arriva sulla trequarti, guarda in giro, decide di tirare perchè non ne ha davvero più voglia. Il tiro che ne esce è un tracciante dritto per dritto che punta preciso su Curci.
Ora: un muro la respinge. Una sedia, se la palla le arriva addosso, la respinge. Io, se passo di lì, se la palla mi arriva addosso la respingo. Ma in porta c'è Curci. In porta c'è Spomèti. La palla arriva, il nostro estremo difensore prova a respingerla di pugni ma riesce nella vaccata delle vaccate: l'impatto è scomposto e scoordinato, con la sfera che finisce dentro la nostra porta dopo aver incocciato contro i guantoni di Spomèti. Riusciamo, al novantatreesimo, a perdere così.

Le espressioni di Pioli e di Diamanti la dicono lunga, le bestemmie al bar la dicono ancora di più. Triplice fischio, buonasera.

Che dire, partita che in condizioni normali sarebbe stata un buon pareggio ma che grazie a Mister "la mia imbattibilità continua" siamo riusciti a perdere. La roba che mi fa più venire la depressione e l'odio sociale però è: quanti punti abbiamo già perso grazie a questo portiere? Troppi, troppi soprattutto per chi, come noi, deve salvarsi. Ma in fin dei conti, chi ha tenuto questo portiere? Indoviniamo e disperiamoci.

Ora abbiamo una domenica di pace grazie alla sosta per la nazionale, poi ci aspetta un giro di schiaffi niente male con Inter, Fiorentina e Giuventus. Quanti punti? Ogni partita è una sfida a se', ok, ma direi che sulla carta le premesse sono assolutamente proibitive.
Comunque: Stojanovic è rotto, Agliardi è sul tristo, Curci vabbe'. Mettiamo Moscardelli in porta? Pensiamoci.

Ok, la tristezza ci soverchia.
FORZA BOLOGNA... E GUARALDI VATTENE (CON ZANZI)!


Kennet27

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