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11^ giornata: Bologna-Atalanta 3-0

  • Scritto da Kennet27
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Svolte di Karma.

Il calcio, si sa, vive di episodi. Vive di una buona dose di valori misurabili e razionali (tecnica, tattica, volontà), un po' vivacchia con la componente della casualità, che va se non va, infine vive con la componente chiappistica, o fortuna, che avvalendosi del dato che la palla è rotonda se ne approfitta a stravolgere i piani della parte razionale dell'universo.

Ora in effetti non so bene cosa ho qua sopra scritto, ma posso farvi sapere che la differenza che passa tra una sconfitta ed un successo può essere figlia di tempistica (magari nel tuffarsi da parte di Mirante sul tiro di Kurtic) oppure di conformazioni ossee di piedi (ad esempio quella del piede che devìa trionfalmente la palla sul gol di Destro) o anche solo di distanze e posizioni, fossero quelle di seduta mia allo stadio (tipo oggi che sono arrivato in ritardo ed ho dovuto cambiare zona). O magari può essere anche soltanto una scossa mentale ricevuta dall'aver cambiato un mister un po' in confusione (Delio Rossi) con uno fresco, giovane e pacato (Roberto Donadoni) che in tre giorni non può avere combinato una mazza ma certamente ha defibrillato una squadra pronta a spegnersi.

Onestamente non ci interessa neppure tanto, lo ammetto, quello che invece ci interessa è che il Bologna ha vinto 3 a 0 contro una squadra assai ostica come l'Atalanta, che lo ha fatto con i suoi uomini "chiave" (finalmente Destro) e che non ha subìto gol al passivo (senza l'aiuto di traverse santificate). E' una buonissima cosa, è un'ottima iniezione di fiducia, è una grande speranza che da qui in avanti magari si potrà vedere una squadra giovane per via dell'intraprendenza e non giovane per via dell'insicurezza.

Bravo Donadoni e imbarieg Rossi? No, non credo. Come ho detto prima credo, però, che l'avvicendamento in panchina abbia fatto scattare una "molla" nella testa dei giocatori portandoli a dare quel qualcosa in più senza riempire i pannoloni, poi certamente il modo tranquillo e sorridente di Donadoni (molto simile a Pioli come indole, secondo me) ha portato più serenità a tutti. Credo comunque che la vittoria di oggi sia ancora figlia del lavoro di Rossi, per intravedere la squadra di Donadoni dovremo aspettare almeno una settimana. Certo è che le premesse sono interessanti!

Ma andiamo in cronaca. Undicesima giornata di A, allo stadio Renato Dall'Ara va in scena la sfida tra il Bologna e l'Atalanta. I rossoblu, guidati dal nuovo mister e reduci da una settimana scombussolata, cercano di trovare un senso al loro campionato per decidere se provare a giocarsi la categoria oppure se fare i morti a galla fino a gennaio nella speranza che Saputo compri Messi e Ronaldo al mercato di riparazione.

Donadoni (applauditissimo dal pubblico e già ben visto da tutti per i suoi modi) porta avanti il lavoro di Rossi e schiera il solito 4-3-3 così composto: il redivivo Mirante tra i pali, Gastaldello e Rossettini centrali difensivi con Rossettini e Masina esterni; a centrocampo Diawara in cabina di regia con Donsah e Taider a supporto, davanti Giaccherini e Mounier ai lati di Destro. Parola d'ordine: proseguire dalla prestazione (fino al gol) contro l'Inter. Dall'altra parte i neroazzurri giocano con modulo uguale e davanti il terrore corre sul filo più che da Denis (che comunque a noi bolla sempre) e da Gomez, che da frullino tutto pepe rischia di farci venire l'orticaria dietro.

Inizia la gara ed il Bologna sembra un po' contratto ma comunque volenteroso, in particolare Destro pare avere voglia di farsi vedere ed infatti gioca parecchio per la squadra e nel dubbio scalda anche i guantoni a Sportiello con un bel tiro angolato. I rossoblu fanno la loro gara e annusano aria di gol, proprio in una di queste sniffate c'è l'ombra di un possibile rigore con Taider che, servito da Giaccherini a pochi passi dalla porta, spara alto poichè toccato da un difensore atalantino. La bellezza e i lamenti però nel calcio servono a poco, infatti è l'Atalanta a farci venire i tremotti: alla mezz'ora sono infatti gli ospiti ad andare vicini al gol con Gomez (fermato in qualche modo da Ferrari) e poi con Kurtic (a tu per tu con Mirante dopo vacconata difensiva col nostro portiere che fa un miracolo). Finisce il primo tempo e siamo ancora zero a zero. Potrebbe essere un segnale.

Inizia il match e Donadoni mette subito la sua mano: Ferrari (ammonito ed in difficoltà a contenere le schegge neroazzurre) viene sostituito da Maietta che esce dal dimenticatoio e viene buttato in campo come centrale difensivo spostando Rossettini come terzino. La mossa evidentemente fa svoltare il karma, non lo so, fatto sta però che cambia il vento. Minuto 53, il Bologna pressa alto ed un difensore dell'Atalanta cicca brutalmente l'appoggio al portiere: si inserisce Giaccherini che ruba palla, salta secco un diretto avversario e ramifica in porta. 1 a 0, primo gol per questo giocatore indispensabile per dare il cambio di passo ai nostri.

Il gol ci allieta e libera il cervello, tant'è che mettiamo da parte le paure e ci diamo sotto. Sette minuti dopo, infatti, bissiamo finalmente col numero 10. Masina viene posseduto dallo spirito di Roberto Carlos e si fa una discesa clamorosa portandosi via 3 giocatori, appoggia in mezzo dove c'è Destro. Mattia controlla la sfera, guarda e canna in porta rasoterra: gli dei del calcio guardano con piacere a tutto ciò e fanno mettere il piede di un atalantino sulla traiettoria della palla, quel tanto che basta per fargli prendere un'angolazione imparabile per il portiere. Gol. Anzi, gollo. Corsa clamorosa di Destro a festeggiare con tutta la squadra, urla liberatorie di tutti, dal Pantaleo nazionale all'ultimo tifoso del globo terracqueo. ERA ORA.

Donadoni toglie uno stremato Donsah per inserire Brienza, poi decide di buttare dentro anche Rizzo per Mounier. Il Bologna col doppio vantaggio (mai accaduto quest'anno) controlla bene un'Atalanta traumatizzata e continua a spingere in avanti, sempre con stitichezza, ma se non altro con la volontà di farlo. Abbiamo tuttavia ancora tempo di godere: minuto 85, Brienza riceve palla sulla trequarti, avanza un po' poi gli si chiude la vena e decide di sparare una bordata clamorosa sotto al sette: 3 a 0, arrivederci e grazie. Sì è vero è stato criticato (io per primo), ma dandogli il minutaggio corretto (ha sempre una certa età) e chiamandolo a fare il suo gioco, i colpi ce li ha ancora. Alla faccia.
Dopo 4 minuti di recupero e feste e canti, l'euforia rossoblu può esplodere.

Sì siamo terz'ultimi, sì abbiamo ancora dei limiti, sì siamo ancora fragilini. Però abbiamo vinto con un bel 3 a 0 e i nostri giocatori chiave paiono essersi svegliati. E' ancora buio ma pare cominci ad albeggiare.
Vittoria come detto importantissima, non tanto per la classifica (che certo gode più con 3 punti che con uno) quanto secondo me per il morale della squadra. In particolare importantissimo il gol di Destro, sbloccarlo psicologicamente e "riacciuffarlo" è l'opera primaria di Donadoni.

Sul mister niente da dire: come detto non ha oggi calcato (giustamente) la mano sulla squadra di Rossi, tuttavia le scelte fatte ed il modo di guidare la squadra (e di porsi nei confronti dell'ambiente) lasciano presagire interessanti scenari futuri.
Insomma non montiamoci la testa eh, però proviamo a toglierci qualche fascia.

FORZA BOLOGNA!


Kennet27

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