25^ giornata: Bologna-Juventus 1-2
Repetita Juve.
Ci sono film che non ci stanchiamo mai di rivedere.
Guerre Stellari ad esempio, Blade Runner o per i più anzianotti “Il Dottor Zivago” che come dicono “c’è dei bei scenari”.
Bologna-Juve è tipo Alex L’Ariete e noi lo riguardiamo ogni volta convinti che possa piacerci.
Colomba lascia in panca Savio, Gimenez e Succi per far spazio a Zalayeta, Adailton e Zenoni e io comincio una litania di moccoli in armeno che s’ode fino a Casaglia.
Modesto e Di Vaio si son fatti male proprio alla vigilia di questa partita che nessuno da queste parti sente moltissimo.
Basta che non rubino.
Questo è il mantra che sento da tutti, basta che non rubino. Siamo messi così, che ci auguriamo anche di perdere se si deve, l’importante è che per una volta nella vita la Juve non ci rubi la partita.
Molti bimbi bianconeri sono venuti oggi allo stadio, gli italioti di domani, l’espressione dell’Italia furba, che pensa di vincere e invece sprofonda.
L’approccio del Bologna alla partita è deciso e alla prima occasione la Juve passa: slalom di Diego e incertezza di Viviano sul suo tiro, dormita collettiva e alla fine è di nuovo Diego a ribattere in porta il gol dell’uno a zero.
Bene.
Ottimo.
Il Bologna tentenna e i venti minuti successivi sono tutti bianconeri anche se la difesa rossoblu regge bene l’urto e vere occasioni per il due a zero non arrivano.
Adailton passeggia per il campo ma quando c’è una punizione dal limite c’è un attimo di silenzio al Dall’Ara perché quella è la sua mattonella.
Il brasiliano stanco tira senza rincorsa e un uomo in barriera tocca la palla impercettibilmente deviandola contro la traversa a Buffon battuto.
Son contento.
I rossoblu prendono coraggio, cominciano a macinare gioco e Buscè sgroppa tra attacco e difesa come un diciannovenne, Casarini si fa trovare e Zalayeta avrebbe la palla del pareggio su uno spiovente a fil di palo ma invece di allontanarsi e ginocchiare in porta si attorciglia su sé stesso implodendo per concludere con un colpo di tacco a lato.
Santo cielo.
La Juve si fa viva un paio di volte ma Viviano rimedia alla papera sul gol e l’impressione è che il Bologna possa ancora far male, come ad un soffio dalla fine del tempo quando un’azione corale libera Guana al tiro, ma Roberto spara una ciofeca ignobile a lato.
Nella ripresa ci aspettiamo dei cambi come da programma ma Colomba ripropone gli stessi undici.
Passano pochi minuti e un traversone di Raggi attraversa tutta l’area juventina, Grygera dorme e Buscè si fionda sulla palla e la travolge prima sul palo e poi in gol. L’Andrea Costa è troppo lontana per aver capito che è proprio gol e parte un boato strano, strozzato e poi finalmente liberatorio.
Adesso la Juve è alle corde, le mancano idee e gambe e i rossoblu sull’onda dell’entusiasmo collezionano angoli e spingono le zebrette nella loro area.
Entra Gimenez per Adailton e subito Zalayeta gli dà una palla meravigliosa, Enrico controlla, entra in area (mi salta un ventricolo), salta Buffon pregevolmente e si ritrova a porta spalancata (mi parte un altro ventricolo) con la palla sul destro.
Ecco che la storia cambia.
Adesso Enrico Gimeni la sbatte dentro e questa Juve non ci prenderà mai più, non oggi.
L’uruguagio fa una roba orrenda, una roba che al confronto le vignette televisive con le torri sono sono espressioni altissime di arte ironica, fa una cazzata che non fa ridere nessuno insomma e la palla finisce lemme lemme sul palo e tutti noi anche ci schiantiamo contro quel palo.
Un minuto dopo Del Piero si aggiusta la palla di mano, si gira e serve Candreva che segna il gol del vantaggio juventino, poi il ragazzotto va a zittire i distinti dimostrando di essersi calato perfettamente nello stile italiota dei bianconeri.
Del Piero l’ha fermata con le mani, a bagher, unendo le braccia ad argine in modo che la palla gli cascasse tra i piedi.
L’arbitro non ha visto, il guardalinee nemmeno. Tutti gli altri sì.
Strano.
Del Piero poi ha ammesso il tocco con i rossoblu che in sala stampa ce l’hanno raccontato.
Ladro.
Un pregio ormai.
Ha detto di essere stato spinto alle spalle e gli morisse l’uccellino se è una scusa valida perché se sei sbilanciato le mani le allarghi non le chiudi a cono.
Va beh dai, chissenefrega, cosa stiamo ancora a parlare della Juve? Animali frustrati che possono solo godere di questi mezzucci e ormai gli va di lusso solo con noi.
Entra Savio e pare uno capace con la palla anche se non la molla mai, ma ormai non è più la sua partita perché la Juve fa catenaccio puro, undici tutti dietro, come il Bologna a Firenze nel secondo tempo.
E’ un arrembaggio, la Juve è alle corde ma oggi deve andare così e quindi lo stacco di trsta di Portanova finisce esattamente nel metro quadrato coperto da Buffon.
Poi Banti di Livorno espelle Raggi per un fallo da giallo e se la ride come un matto chissà perché.
Io erano anni e anni che non vedevo il BFC schiacciare la Juve.
Oggi i ragazzi son stati bravi, ordinati e decisi, ha girato male tutto qua.
Senza i migliori e con una formazione priva di qualità abbiamo visto un Bologna che ha molta benzina e finalmente anche qualche idea, questo è un momento del campionato in cui non ci manca né il cuore e neanche la gamba.
Domenica a Genova servirà un’impresa e saremo ancora in ultra-emergenza, ma il Bologna di questo febbraio non parte battuto con nessuno. Il campionato è ancora lungo e vorrei davvero che continuassimo con questo piglio, è così che si rimane in serie A.
Non getto la croce su nessuno stasera, ma una citazione per la partita di Buscè va fatta: non me lo aspettavo e questo al di là del gol.
Non cambierei nessuna di queste sconfitte con tutte le loro vittorie e non certo perché mi piaccia perdere o abbia il culto della sconfitta onorevole, ma perché questi sono proprio il peggio che si possa immaginare e non perdono occasione per dimostrarlo, dentro e fuori dal campo.
Forza Bologna, sempre.
Bente
| < Prec. | Succ. > |
|---|


