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Benvenuto Mister Taci.

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Dopo cent'anni esatti il timone del nostro amato Bologna torna nelle mani di un presidente straniero.

Il primo fu svizzero, quello che prese per mano una squadra e una società completamente nuova, appena nata con tutta la vita davanti a se. Oggi tocca ad un albanese, si proprio uno di quelli che tanto bistrattiamo perché attraversano il mare su navi improbabili, perché vengono a cercare fortuna in Italia perché spesso si rendono protagonisti di episodi incresciosi…oggi un loro compaesano (sicuramente migliore sotto il profilo umano) è il nuovo numero uno rossoblù. A lui toccherà traghettarci in un mare scomodo, mai calmo, sempre ricco di insidie durante, per di più, i festeggiamenti del nostro centenario. Eh già, a ottobre compiamo tutti cent'anni…più giovani, meno giovani, ma tutti indistintamente sappiamo e, anche se vagamente, conosciamo la storia gloriosa del nostro club e tutti ci sentiamo invitati alla festa.

Salutiamo non troppo a malincuore i Menarini che ahimè non lasceranno traccia nel nostro cuore e ci apprestiamo ad accogliere il re dell'oro nero albanese.
A maggio, primi di giugno auspicavo un cambio sostanziale in caso di retrocessione in serie B: un cambio che era necessario a partire dall'alto per poi scendere a cascata sui giocatori, i dirigenti, lo staff tecnico, il settore giovanile…Ma poi succede che la retrocessione la scampiamo per un pelo e succede però che ci ritroviamo a Sestola ancora con tanti volti vecchi, fautori di un campionato da annoverare tra i più disastrosi e vergognosi della nostra storia.
Ora io non conosco mister Taci, non sapevo chi fosse fino a due, tre settimane fa: il personaggio sembra serio, sembra disposto ad investire, sembra che di liquidità da versare nelle casse rossoblu ce ne sia, sembra che le premesse siano buone…sembra, sembra, sembra…non ci resta che attendere l'operato del nuovo presidente, ascoltare cosa avrà da dirci nella prossima conferenza stampa, sperando che si riveli diversa dalle ultime due dei Menarini e che sia più "vera" di quella di "Cazzoliana" fattura.

Ora caro mister Taci, lei ha in mano non solo la squadra di una delle città più nobili (e forse insieme alla squadra un po' decaduta) d'Italia, lei prende per mano il cuore di migliaia di tifosi che troppo spesso ultimamente hanno ingerito più fiele che miele. Mi aspetto tante cose caro presidente a cominciare da una programmazione seria, reale, non campata per aria, con obiettivi stimolanti per tutti, ma allo stesso modo realizzabili, mi aspetto un'inversione di tendenza dal punto di vista dell'immagine generale del nostro nome: oggi siamo una realtà media, medio piccola che non rispetta l'amore infinito dimostrato dai tifosi. Vorrei che il mio Bologna potesse avere un settore giovanile da cui poter piano piano attingere giovani interessanti. Ci vuole tempo, pazienza, abnegazione, ma soprattutto voglia e passione: un settore giovanile se inteso come valore aggiunto di una società è un bene insostituibile, è il fiore all'occhiello di una gestione attenta e rivolta al futuro. Il primo passo è quello presidente, mi creda ci vorranno anni, lo so, ma i frutti ci saranno e sarà ancora più bello esultare per un cinno cresciuto con la maglia del Bologna sette giorni su sette a partire da sette anni (chissà un giorno le racconteranno cos'è e cosa vuol dire la maglia del Bologna sette giorni su sette); noi tifosi siamo umorali, ci basta niente per andare in sbattimento così come ci vuole poco per accenderci la miccia, caricarci la molla e iniziare a sognare.
Non le chiediamo lo scudetto, ma iniziare a cambiare vita dalle piccole cose: sì, anche dalle amichevoli estive: siamo stufi di veder giocare gli imbianchini, gli elettricisti, con tutto il rispetto per loro, ci mancherebbe, ma noi ci aspettiamo di vedere di più di misurarci con altre squadre. Avere visibilità non è facile lo sappiamo, ma fa parte del progetto…tutto arriva con programmazione e volontà: oggi un'amichevole col Bologna non suscita apprezzamenti elevati da parte delle squadre più blasonate, ma nell'anno del centenario ci aspettavamo non qualcosa di più, tanto di più, molto di più, moltissimo, rispetto al Faro Gaggio, alla Colligiana, l'Aquila, la Vis Pesaro e il Sassuolo.

Lo sa anche lei che è appena arrivato…siamo in attesa di conoscerla, di sapere quali siano i suoi programmi: che intenzioni ha mister Taci? Sarà una storia seria, un'avventura oppure l'amore della vita? A noi tifosi basta poco per riaccendere un cuore che per altro non ha mai smesso di battere per questi colori che ogni santa maledettissima domenica ci fanno soffrire. Caro presidente non c'è molto tempo per imbastire una squadra decente e che si riveli più idonea di quella dell'anno scorso: serve gente di qualità, bisogna saper scegliere, si deve investire, si deve rischiare, ma è più facile se lo si fa con passione. Io lo so che lei nelle vene non ha il nostro amore cieco per i nostri colori, sappiamo che la sua fede non è la nostra, ma le chiediamo solo serietà e voglia di fare. Il Bologna le serve per guadagnarsi visibilità stima e apprezzamenti, bene, allora ci usi con la testa, ma anche col cuore, muova bene le sue pedine e vedrà che sarà ricompensato: Bologna sa dare tanto se si accorge di essere amata.

Mi piacerebbe chiederle chi guiderà le scelte dei giocatori…io penso che il nostro direttore sportivo o uomo mercato che dir si voglia conosca perfettamente i giocatori esistenti nel panorama calcistico e che sia anche in grado di riconoscerne differenze e qualità tecniche: lo metterei alla prova facendolo sedere ai tavoli delle trattative con qualche euro in più nel portafoglio: solo così sapremo se sarà lui il nostro primo anello debole. E poi mi piacerebbe che fosse lei in prima persona ad indicare un giocatore da acquistare sul mercato, mi piacerebbe che entrasse nelle viscere della squadra, mi piacerebbe che si innamorasse del mio Bologna, e sarebbe l'ultima persona di cui sarei geloso e con cui non mi peserebbe condividere il mio amore.

Benvenuto presidente, abbiamo voglia di calcio, di calcio vero, di divertirci, di sentirci importanti, di tornare a sventolare i nostri vessilli in europa, come capitato dieci anni fa…e non si abbatta se le cose non andranno bene fin dall'inizio, qui ci sono i tifosi più incredibili della serie A: abbiamo visto di tutto, penso che non ci si sia fatto mancare nulla, soprattutto di negativo negli ultimi anni, ma siamo sempre pronti a gioire, a vivere la partita, a soffrire per due colori bellissimi e a gridare… Fino alla fine Forza Bologna.


Mauro Carrano