MI HA DETTO BULGARELLI CHE DOMANI...
Jacques non ha mai visto giocare Bulgarelli.
Come lui, migliaia di persone, dagli aspiranti umarells di quarant'anni ai cinni più agitati, tutti cresciuti respirando il mito di quello straordinario calciatore del passato. Però jacques ha la fortuna di conoscerlo di persona, Bulgarelli.
È successo che la sera della cena di laurea, Jacques si è trovato Bulgarelli sulla soglia del ristorante. Un caso? No, una sorpresa di suo papà, compagno di scuola al San Luigi di Giacomo.
Così jacques, mangiando i tortellini, ha trascorso l'intera serata ad ascoltarlo, Bulgarelli, impegnato a raccontare le gesta di un Bologna e di un calcio epici e lontani. Fra l'estasi di jacques e soprattutto degli amici del suo papà (loro sì, quel calciatore l'avevano visto dal vivo e non potevano crederci di ritrovarselo a tavola). Alcuni giorni dopo, Bulgarelli aveva perfino suonato alla porta di jacques, per regalargli la maglietta autografata di Signori.
Bulgarelli si era trasferito in un paesino della bassa bolognese e proprio lì il papà di jacques lo aveva rincontrato (incontrato di nuovo, ritrovato..). Insieme avevano ricordato i tempi della scuola, i professori, i compiti, le partite di pallone. Certo, Bulgarelli aveva avuto una carriera sportiva ben diversa da quella del papà di jacques, ma le sfide fra i collegi occupavano gran parte dei discorsi. "Giacomo ti ricordi quel cross, tu saltasti per colpire di testa sfiorando appena il pallone, ma io ero piazzato meglio, non facemmo gol e mi chiedesti scusa…". Quante volte lo avevano raccontato a jacques.
Da allora ogni sabato vedeva il più o meno casuale incontro fra Bulgarelli e il suo papà in piazza; il giornale, il caffè e ovviamente due parole sulla partita del Bologna, la squadra di cui jacques era un grandissimo tifoso. "Ho visto Bulgarelli, mi ha detto che domani è dura…" diceva il papà di jacques a suo figlio. "Eh papi, lo so….". "Bulgarelli mi ha detto che domani vincete…", "Speriamo!".
Così i primi campionati del nuovo millennio erano stati scanditi da un curioso siparietto di paese a tre voci.
Qualche volta anche jacques aveva incontrato Bulgarelli, sempre prodigo di una parola agli umarells della piazza. Una volta il campione gli aveva dato anche uno scappellotto pedagogico, come quelli che una volta le maestre riservavano agli alunni (prima che i genitori cominciassero a denunciarli per molestie (?), accelerando il processo di rovina della società).
Poi un giorno il papà di jacques si ammalò. Con il passare dei mesi arrivò a ridurre le uscite del sabato, tanto che forse perfino Bulgarelli se ne accorse. Una volta infatti, il campione suonò ancora alla porta della casa di jacques, per andare a trovare l’ex compagno del San Luigi, quello al quale, tanti anni prima, non aveva lasciato il pallone di un cross. Ci andò una volta, poi ancora, poi ancora.
Lunedì 16 febbraio jacques sente una voce dentro lo stomaco. Ma non è una cosa inedita; jacques è certo che quella voce, diversa eppure uguale, la stanno sentendo altre migliaia di persone. Così si fa coraggio e raggiunge una splendida chiesa. Lì davanti, nel cuore ancora livido e pulsante di Bologna, in tantissimi stanno salutando per l'ultima volta il campione. Jacques nota tutti; quelli con gli occhi lucidi che Bulgarelli avevano visto giocare, umarells e signore, quelli commossi che invece non hanno avuto questa fortuna. Eppure – è la sensazione di Jacques – tutta questa gente ha conosciuto la "persona" Bulgarelli e sta salutando l'amico Giacomo. Un signore che ha dimostrato con la sua vita che la semplicità dei piccoli grandi gesti è la più grande di tutte le ricchezze. E che tante domande, trovano risposta nell’onestà del cuore.
Anche Jacques saluta Bulgarelli e il suo pensiero corre a quegli anni, che sono sembrati tanti, ma che ora paiono essere volati. Ciao Bulgarelli, sei stato una bellissima persona – pensa Jacques. Salutami mio papà e mi raccomando, se tra una partita e l’altra della nazionale del Paradiso, trovi il tempo di giocare con la selezione del San Luigi, lasciaglielo quel pallone al mio papi...
JDM
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