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Pasi: "Non mi aspettavo di essere ceduto".

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Di Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto.


Riportiamo di seguito l'intervista realizzata in esclusiva con l'attaccante del Parma (passato dal Bologna alla società gialloblu in comproprietà), Riccardo Pasi, nel corso della trasmissione "Tempi Supplementari", condotta da Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto andata in onda su Radio Tau lunedì 1 febbraio 2010.

Oggi si è avuta l'ufficialità del tuo trasferimento al Parma. Ci puoi dire quali sono i termini dell'accordo?
E' uno scambio di comproprietà tra Parma e Bologna che coinvolge me ed Elia (fantasista delle giovanili del Parma attualmente "parcheggiato" al Bellaria, N.D.R.). Oggi è arrivata l'ufficialità ed ho fatto il mio primo allenamento con il Parma.

Tu sei Bolognese, tifoso del Bologna e cresciuto in questa società. Quali sono le tue sensazioni dopo il trasferimento al Parma? Te lo aspettavi?
No, non mi aspettavo assolutamente il trasferimento. Sono un po' rammaricato, è successo tutto all'improvviso e per me, Bolognese e tifoso del Bologna, lasciare questa Città e questa maglia non era ciò che mi aspettavo, io volevo giocare in Serie A e farlo con il Bologna.
Però mi è stata data questa opportunità e l'ho afferrata.

Riccardo, quando avete iniziato a parlare di questo scambio?
Appena cinque o sei giorni fa, non di più.

Tu hai sempre avvertito la fiducia nei tuoi confronti da parte del Bologna? O "sottoscrivi" invece le parole di Valiani, che, trasferito al Parma come te, si è detto "deluso" dal comportamento della società rossoblu nei suoi confronti?
Non è andata proprio come a Valiani, ma quasi. Mi ha chiamato Salvatori nel suo ufficio e mi ha comunicato la situazione. Come detto, io non me lo aspettavo per nulla, infatti ero convinto di andare a disputare il Torneo di Viareggio con il Bologna.

Sei parzialmente deluso dal Bologna? Il sogno che avevi, di esordire in Serie A con la maglia rossoblu, ti è rimasto?
Il sogno di esordire in Serie A con la maglia del Bologna, resta, indipendentemente da ciò che è accaduto. Ho anche un altro sogno, che non ho mai rivelato a nessuno, ed è quello di segnare un gol e correre sotto la Curva Andrea Costa.
Questi sogni restano, la realtà al momento è Parma, che è stato un treno di quelli che passano una volta.

Conti quindi di tornare in rossoblu?
Assolutamente sì, anche per ringiovanire un po' la rosa (ride, n.d.r.).

In questi giorni sui mezzi di informazione si è parlato parecchio di te e del tuo passaggio al Parma. Hai avvertito questa "pressione mediatica"?
Ho letto, come ho anche letto i numerosi apprezzamenti dei tifosi del Bologna nei miei confronti tramite internet, sui forum, ecc.
In generale cerco però di farmi condizionare il meno possibile, come fa poi anche la maggior parte dei calciatori: ad esempio, leggere per molto tempo sui giornali giudizi negativi sul proprio conto, può diventare deleterio a livello psicologico. Quindi è meglio non leggerli per nulla.

Qual'è la tua storia personale come giocatore?
Ho cominciato a 3 anni con mio fratello, nella scuola calcio di Funo. Ho passato qualche anno lì, poi mi son trasferito a San Pietro in Casale, ho giocato nella squadra locale un paio di anni, poi son passato al Bologna dove ho fatto tutta la trafila delle giovanili.

Chi è l'attaccante cui ti ispiri?
Cristiano Ronaldo.

In chiusura, ti vedremo mai – come Bombardini - in Curva Andrea Costa a seguire il Bologna?
Può darsi, anche se mi auguro che quando il Bologna giocherà sia in campo anche io.


INTERVISTA REALIZZATA DA UGO MENCHERINI E VITTORIO LONGO VASCHETTO PER "TEMPI SUPPLEMENTARI" – RADIO TAU