Baraldi: "Il Bologna può giocarsela con chiunque".
Il DG del Bologna intervistato a Tempi Supplementari di lunedì 8 febbraio.
Direttore Baraldi, come valuta il punto raccolto dal Bologna contro il Milan, anche nell’ottica dei risultati ottenuti delle altre concorrenti per la salvezza?
Lo valuto positivamente, non solo perché abbiamo raccolto un punto contro una grande squadra, ed è un punto che allunga la serie di risultati positivi, ma soprattutto perché ci ha dato grande consapevolezza: siamo una squadra che ora, rispetto ad un mese e mezzo fa, può giocarsela con chiunque ad armi pari. Laddove non arriviamo con il talento puro, arriviamo con la determinazione e la voglia di portare a casa il risultato. Secondo me siamo diventati una grande squadra e questo punto ci da consapevolezza della nostra mentalità
Secondo lei la quota punti per la salvezza si alzerà per via della Lazio e del suo “peso politico”?
La quota salvezza si è alzata ed ora è a minimo 40 punti. Si è alzata, sia per un discorso di “peso politico”, che per via del fatto che quelle che lottano per non retrocedere sono comunque squadre di qualità.
Son convinto che anche Chievo e Parma finiranno dentro la lotta salvezza, perché noi ed altre squadre stiamo arrivando molto rapidamente. Se confrontiamo le prime 4 giornate del girone di ritorno con le prime 4 del girone di andata, vediamo che abbiamo fatto 8 punti contro 4, esattamente come il Catania: ciò significa che noi, al pari degli etnei, stiamo viaggiando con una media punti da metà classifica e di conseguenza si alza la quota salvezza.
Al contrario, il Parma è in una fase di marcata involuzione ed anche il Chievo è in calo.
Con quale morale e quale piglio il Bologna affronterà la trasferta di Livorno?
Quella di Livorno è una partita importante, che potrebbe dare una svolta, consentendoci eventualmente di guardare la classifica in altra maniera. La formazione amaranto sta bene fisicamente e mentalmente (viene da due pareggi contro Juventus e Milan), ma noi siamo il Bologna ed il Bologna non può pensare di andare a Livorno e temere il Livorno: il rispetto dell’avversario c’è sempre, ma noi dovremo andare in Toscana a giocare fino in fondo la nostra partita.
Contro il Milan abbiamo usato una tattica difensivista perché avevamo di fronte una formazione di assoluto livello, e siamo riusciti a contenerla; a ciò va aggiunto che Leonardo ci ha anche regalato qualcosa, non impiegando Beckham dall’inizio. Contro il Livorno probabilmente giocheremo in un’altra maniera.
Fino ad un mese e mezzo fa, Luciano Moggi era prodigo di critiche nei confronti della sua gestione della società rossoblu; da quando il Bologna si è ripreso, l’ex DG bianconero si è fatto di nebbia: nessuna dichiarazione pubblica al riguardo. Come valuta il suo silenzio?
Il tempo è sempre galantuomo, bisogna sempre avere pazienza. E comprensione nei confronti di tutti.
Si sta molto parlando di un possibile passaggio di mano della società rossoblu: la scadenza di oggi (l’8 febbraio come limite ultimo per conoscere i componenti della Associazione di imprese costituita dalla Meleam Spa) ha portato novità?
Vi anticipo, siete i primi, che la Famiglia Menarini resterà al comando del Bologna, entro brevissimo uscirà anche il comunicato ufficiale.
Sempre nell’ottica di “rivoluzioni societarie”, è vero invece che l’altro pretendente alla società rossoblu, Sabatini, ha proposto una collaborazione direttamente a lei?
No, io non conosco Sabatini; lo stimo come imprenditore, ma non ho mai avuto occasione di incontrarlo.
Lei sta per presentare il suo “piano industriale” per il rilancio del Bologna. Come funzionerà?
Il piano industriale sarà molto pratico, dovrà indicare cosa il Bologna dovrà fare nei prossimi due anni per raggiungere certi obiettivi e mantenere una certa velocità di marcia; definirà come organizzarsi per andare in autofinanziamento nel più breve tempo possibile.
Che priorità ha il rafforzamento del settore giovanile nel suo progetto?
Il settore giovanile sarà oggetto di investimenti massicci, già quantificati in un paio di milioni di euro annui (a fronte dei 100.000 euro investiti oggi): ciò significa avere strutture, allenatori e soprattutto rapporti con società del territorio. Il Bologna finanzierà queste società acquistandone i giocatori promettenti, e formerà i loro allenatori.
Lei parla di un progetto di valorizzazione di giovani del vivaio. In quale ottica rientra allora la cessione di Pasi al Parma?
Quello tra Pasi ed Elia è uno scambio di comproprietà. I due giocatori sono dei ragazzi di 19-20 anni, che devono “uscire” per avere maggiori prospettive nell’immediato: vediamo, ad esempio, se cambiando Città e maglia, Riccardo riuscirà ad affermarsi. Pasi ha tanta strada da fare, Elia anche, ma gioca già in C2. Sono tutti scambi che rientrano all’interno di percorsi di investimento.
In ogni caso, voglio specificare che io con “giovani” sui quali investire, intendo principalmente giocatori di categoria “giovanissimi”, soprattutto Bolognesi e dell’hinterland, da crescere e valorizzare.
Vi siete già mossi in vista di giugno?
La prima cosa da fare è decidere chi sarà l’allenatore del prossimo anno, e questa è una decisione da prendere entro la fine di febbraio. Personalmente sono orientato come la Presidente Menarini, ossia verso la conferma di Colomba.
Il nostro criterio di scelta è legato alle capacità umane, la voglia di investire in un progetto, la voglia di saper gestire un gruppo, prima ancora che ai risultati raccolti dal campo.
Dal punto di vista del mercato, la scelta di esercitare o meno il diritto di riscatto sui nostri prestiti, sarà frutto unicamente di una valutazione di natura tecnico-tattica che realizzeremo a fine campionato.
A proposito di allenatori: ci sono novità per quanto riguarda Arrigoni, ancora sotto contratto con il Bologna ma in predicato di passare alla Lazio o al Padova?
Novità no, siamo alla finestra anche noi.
Se Arrigoni venisse ingaggiato da qualche società, il risparmio per il Bologna sarebbe sicuramente superiore ai 250.000 euro di cui si è parlato.
Per quanto riguarda la sua situazione, sappiamo che ha molti contatti: l’unico dubbio che ho è relativo al fatto che a Roma andrebbe ad allenare una squadra nostra concorrente.
Di questo comunque ne parleremo con Arrigoni, se e quando ci chiederà di rescindere il contratto, cosa che al momento non è ancora avvenuta.
In tutta sincerità, comunque, preferirei molto se andasse al Padova.
In chiusura, come risponde alle dichiarazioni di Valiani, che ha affermato di essere rimasto molto male per via della cessione e di essere stato avvertito della trattativa solo dal DS del Parma Leonardi?
Le cose sono andate così: noi siamo andati a Parma per realizzare delle valutazioni su alcuni giocatori, nell’ottica dello scambio Pasi – Elia.
Intanto il Parma ci ha chiesto anche di Valiani; noi, poiché avevamo già preso alcuni giocatori sugli esterni (Modesto, Buscè, Savio), abbiamo dunque deciso di mettere in piedi la trattativa per Valiani.
Il tempo di finire a Parma (alle 13.15) e di arrivare a Bologna, un’ora dopo, ed ho avvertito Valiani; probabilmente nel frattempo Leonardi aveva già parlato con il giocatore per sapere se voleva trasferirsi a Parma. Io poi mi son già confrontato con Valiani e lui - di fronte anche alla possibilità di allungare il contratto - è andato in gialloblu.
Intervista realizzata da UGO MENCHERINI e VITTORIO LONGO per "TEMPI SUPPLEMENTARI", in onda tutti i lunedì sera su RADIO TAU BOLOGNA.
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