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Interviste a Vittorio Casale e Gabriele Tagliaventi.

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Ristrutturazione del Dall'Ara. Da Tempi Supplementari di lunedì 8 febbraio.


INTERVISTA A VITTORIO CASALE

Buonasera Dott. Casale. Ci sono novità sostanziali in merito al suo progetto di stadio e tutto ciò che ne concerne?
Innanzitutto, è sparita l’amministrazione comunale, di conseguenza manca l’interlocutore principale; finché non si configurerà una nuova amministrazione, penso sia impossibile dialogare con chiunque.

A questo proposito, il Comune di Bologna sta vivendo diverse vicissitudini: se il voto dovesse slittare fino a Marzo 2011, ciò comporterebbe il “congelamento” del progetto, che a suo avviso consisterebbe in una rivitalizzazione di tutto il tessuto urbano bolognese. Come vede questa situazione cittadina?
Come il desiderio di affondare una città magnifica. E’ un gran peccato, perché se si ferma questa iniziativa, così come tante altre, non solo assisteremo al congelamento di un’iniziativa positiva in sé, ma a un vero e proprio blocco di tutto il sistema produttivo bolognese.

Da queste sue dichiarazioni traspare un’aria di pessimismo, al contrario del clima euforico che avevamo riscontrato la scorsa volta che l’abbiamo contattata.
Non c’è dubbio: dall’altra parte non c’è più nessuno con cui dialogare, e la cosa peggiore è che tutto è stato fatto in maniera estremamente approssimativa. Da manuale, tutto il contrario di quello che si dovrebbe fare, nel bene e nel male.

Parla di volontà di affondare Bologna: immaginiamo che si riferisca al fatto di andare al voto nel 2011?
Esatto: rimandare i problemi significa sempre e comunque affondarli.

In questi giorni si è parlato molto della scadenza dell’8 Febbraio, data nella quale sarebbe stato possibile conoscere chi c’è dietro l’ATI, ovvero Associazione Temporanea di Imprese, diretta dalla società pugliese Meleam. In particolare, si è detto che dietro alla scalata al Bologna avreste potuto esserci lei e Giovanni Consorte, ex numero uno di Unipol. Questa voce corrisponde a verità?
E’ una stupidaggine di proporzioni galattiche. Non ho avuto modo di parlare con Consorte di questa vicenda, e tantomeno ci saremmo messi dietro a un soggetto come Meleam, che mi pare che quasi non esista.
Personalmente, non ho mai mostrato interesse verso l’acquisizione del Bologna in sé, bensì verso il più ampio concetto di rivitalizzazione della città di Bologna, mediante un’operazione di comparto con Università e Fiera. All’interno di questo processo, una delle parti in oggetto è costituita dalla dote della squadra. Chi non ha percepito questo, sta lavorando in piccolo, dovrebbe leggere Machiavelli.

Sull’azienda pugliese Meleam, si conosce ben poco. Lei, che di mercati e finanza se ne intende, cosa sa in merito?
“Timeo Danaos et dona ferentes” (“Temo i greci anche quando portano doni”), come diceva Virgilio, chi vuol capire capisca. Lasciamo perdere chi offre in dono situazioni velenose, pericolose: non li conosciamo, e non vogliamo avervi nulla a che fare.

Perché parla di situazioni pericolose?
A me piacciono le situazioni in cui vigono trasparenza, disponibilità e professionalità, e le cui origini patrimoniali sono alla luce del sole.

Per quanto concerne la cordata, Consorte e Sabatini hanno smentito. Lei?
Smentisco anch’io. Le cose che hanno scritto sono completamente prive di fondamento.

Sul Corriere di Bologna, ad esempio, è stato scritto che lei si sarebbe incontrato in Gennaio con il geometra Renzo Menarini, a Milano, per trattare il passaggio di proprietà del Bologna.
Non è assolutamente vero. Non l’ho incontrato, né ho richiesto di farlo. Non ce n’erano le condizioni. Premesso che il rispetto per il geometra è assoluto, proprio non si è presentata l’occasione.

L’idea di una cordata a cui prendereste parte lei, il costruttore Marchesini e la fondazione Carisbo, è realistica?
Il  problema non è la cordata per la squadra, è tutt’altro. Il mio progetto riguarda una dote da dare a 25.000 tifosi. Si tratta di costituire uno strumento che sia idoneo a reggere un investimento di 300-400 milioni di euro, in grado di pagare nei prossimi vent’anni i costi di una squadra, che è assolutamente diverso rispetto al semplice fatto di acquisire le quote di una SpA come il Bologna.
Bisogna guardare oltre rispetto al concetto di squadra di calcio in sé, alla dote che le viene fornita.

Si parlava del fatto che Consorte fosse interessato a un azionariato popolare all’interno del Bologna. L’ipotesi, che non è mai stata confermata dal diretto interessato, avrebbe previsto il rilevamento delle quote del Bologna, destinando un 25% all’azionariato popolare. E’ un’idea vicina alla sua, oppure il suo progetto è visceralmente diverso?
Il mio progetto è sostanzialmente diverso da quello di Consorte. Gianni è un amico, ma le nostre visioni su questa operazione sono diverse. La mia è da intendere come un’operazione di tipo industriale a lunghissimo periodo, in cui la squadra costituirebbe una parte di un pezzo di città, e chi dovesse partecipare a questa scommessa, farebbe un investimento a vent’anni con un ritorno certo: il mattone non ha mai tradito chiunque abbia investito in esso. In ogni caso, noi costruiremmo l’area senza volere niente in cambio, soldi o altro.
Il progetto di Consorte sinceramente non lo conosco, non ne abbiamo mai parlato. In ogni caso, è un grande professionista, e suppongo che anche lui abbia studiato una soluzione idonea.
Ci tengo a precisare che la mia soluzione è adattabile ovunque: a Bari come a Napoli, piuttosto che a Roma o a Barcellona, dove è già stata messa in atto.

La soluzione invece che riguarderebbe una cordata con Claudio Sabatini, patron della Virtus?
Lo stimo molto, non lo conosco personalmente ma abbiamo amici comuni, me ne parlano sempre bene. Ha dimostrato molta serietà e ha dato prova di essere un ottimo manager nel settore della pallacanestro: che sia capace lo dimostrano i risultati.

Anche Consorte ha parlato bene di Sabatini.
E’ difficile parlarne male, fino ad oggi ha ottenuto solo risultati positivi alla Virtus.

Il patron delle Vu Nere, quindi,  potrebbe essere un potenziale partner del suo progetto?
Mi piacerebbe molto che ci fosse un professionista capace di  occuparsi a tempo pieno di una vicenda che riguarderebbe non solo la responsabilità nei confronti di chi sottoscriverebbe questa iniziativa, ossia 25.000 tifosi che acquisirebbero una parte della squadra e dello stadio, ma più in generale, la gestione di una trasversalità assoluta che rappresenterebbe tutta la città. E Sabatini ha dimostrato di esserci e di saperci fare, in questo genere di dinamiche.

Questo suo progetto è uno spot ideale per qualsiasi candidato sindaco: i beni di Bologna, l’Università, la Fiera, 25.000 tifosi…
Assolutamente sì. La forza di questo progetto è la sua trasversalità, in una logica che coinvolgerebbe tutte le iniziative volte a creare un nuovo centro di Bologna, al di fuori di Bologna. Costituirebbe senz’altro un’importante continuità nel tempo, fondamentale per governare una città che funzioni.

Baraldi ha confermato a Tempi Supplementari che i Menarini rimarranno in sella al BFC, e affermato che non ci sono stati contatti con lei o altre cordate. Siamo dunque lontani da un cambio in vista?
Credo di sì. Baraldi è una persona seria, abituato a dire con schiettezza come stanno le cose, ed è, dal punto di vista professionale, la figura più indicata per risolvere situazioni di grande crisi.

Parlando nuovamente della sua proposta, ci sono novità dal punto di vista progettuale?
Ci sono eccome: in merito, sono contento di aver incontrato l’architetto Tagliaventi, persona che ha avuto, per quanto riguarda questo tipo di attività, collaborazioni importanti in tutto il mondo, e che a Bologna non era molto conosciuto; “Nemo profeta in patria”. La sua idea è assolutamente centrata, e sicuramente va sposata bene con i tempi, anche perché, se si agisse subito sul vecchio stadio, bisognerebbe andare a giocare 3 anni a Ferrara, il che sarebbe impensabile.
Al di là dei problemi logistici, è un’idea che mi ha emozionato, la ritengo magnifica.

Quali possono essere gli sviluppi del progetto, nel prossimo futuro, in termini di collaborazione con il Bologna calcio?
E’ un ballo a tre, inevitabilmente. Se non abbiamo a disposizione l’interlocutore istituzionale, vista l’importanza del Bologna calcio per la città, non ha senso parlarne: non è una vicenda privatistica, è un’operazione che lega gli umori di decine di migliaia di persone. Non è pensabile che il sottoscritto e Menarini si mettano d’accordo su una cosa che va al di là delle nostre abitudini e possibilità. Io faccio progetti a lunghissimo termine. Parlarne col geometra, senza la possibilità di intavolare un discorso con l’amministrazione pubblica, sarebbe una totale perdita di tempo.
In ogni caso, dubito che le elezioni slitteranno fino al 2011: penso invece che si troverà a una soluzione a Giugno, ci sono tutte le condizioni politiche perché ciò avvenga.

Le è stato attribuito il fatto di essere un prodiano. Pensa che l’ipotesi della sua candidatura possa essere credibile?
Ho grande rispetto per Prodi, lo stimo molto, ma non sono in grado di esprimere una valutazione del genere. Però è una persona che ha le idee chiarissime, e farebbe il bene di questa città.

I tifosi saranno delusi, speravano in una cordata con lei o Consorte.
Non è un problema di delusione o meno. Comprare per comprare non ha senso, se non c’è un disegno o un progetto serio alle spalle. Se una cosa di questo genere deve essere realizzata, è il caso che la si faccia nella migliore maniera possibile; in tal senso, l’obiettivo deve essere quello di farla durare per i prossimi vent’anni, altrimenti è meglio non farla affatto.

A breve, il Bologna e Baraldi presenteranno il piano industriale. Che cosa prevede?
Baraldi è una persona abituata a gestire situazioni difficili, e farà scelte consone rispetto alla dimensione d’emergenza. Sul Bologna posso dire che, dal punto di vista economico, è stato gestito molto bene. I Menarini sono persone serie, hanno attuato una gestione di grande qualità. Per quanto riguarda il bilancio, non credo che il Bologna abbia buchi, piuttosto un problema contingente per le dimensioni dell’azionariato.

Il Bologna ha debiti con le banche oppure Baraldi è riuscito a sistemare la situazione?
I salvatori della patria non esistono: detto questo, tutti abbiamo problemi con le banche. Il problema non è tanto avere un debito con una banca, quanto un progetto per uscirne.


Intervista realizzata da Ugo Mencherini e Vittorio Longo con la collaborazione di Corrado Montaguti per "Tempi Supplementari" in onda tutti i lunedì sera su Radio TAU Bologna.


INTERVISTA A GABRIELE TAGLIAVENTI

Con Vittorio Casale era nato un discorso sul suo progetto riguardante la questione “stadio” a Bologna. Lei, assieme alla Professoressa Alvisi, avevate pensato a un progetto di ristrutturazione del Dall’Ara. E’ vero che oggi (8 febbraio) ne avete parlato in comune?
Sì, oggi l’abbiamo presentato alla Commissione Urbanistica del Comune di Bologna. La scena è stata da un lato abbastanza surreale (visto il futuro commissariamento del Comune di Bologna), ma da un altro aspetto, la buona novella è che tutte le parti politiche sembrano d’accordo sul fatto che il Dall’Ara sia un magnifico Stadio, che vada assolutamente ristrutturato. Per cui questa è la buona notizia del giorno.

Questo accordo unanime, da parte della politica bolognese, è dovuto al fatto che questa soluzione è quella che costerebbe di meno?
Senza peccare di superbia, questo è il progetto che costerebbe di meno e darebbe i maggiori guadagni al comune, perché tutte le aree sono comunali e quindi, evidentemente, costruire sulle aree comunali significa per la città avere un bilancio positivo: quindi da un lato si spende di meno e dall’altro ci sono maggiori introiti per il bilancio comunale.

Chi entra in un Ufficio di commissione (sempre del Comune di Bologna) oggi, cosa trova?
In realtà trova un Consiglio Comunale perfettamente insediato, ma tutti sono coscienti che il 18 febbraio, arriva il commissario e quindi cambieranno i giochi.
Quindi è una situazione simile alla Penisola di Crimea, prima che arrivasse l’armata rossa..gli ultimi giorni della Repubblica di Salò...situazioni analoghe se mi concedete la battuta

Il fatto che si potrebbe slittare al 2011 con le elezioni, potrebbe portare a un congelamento del vostro progetto?
Se la vogliamo vedere “all’americana”, il commissario che arriverà , verrà con il mandato di fare l’interesse della città, quindi il primo interesse di un comune, avendo la possibilità di costruire 130000 metri quadrati sulle proprie aree e avendo un imprenditore, come ad esempio Vittorio Casale e i suoi soci, disposti a realizzarlo, potrebbe e dovrebbe essere quello di realizzare questo progetto che, tra l’altro, permetterebbe alla città di Bologna di ospitare manifestazioni UEFA.
Questa, sarebbe una di quelle attività bipartisan, che il commissario potrebbe tranquillamente fare perché tutti (le parti politiche nella loro totalità) sono d’accordo.

Quali sono i passi successivi che farà: ripresenterà questo progetto, ricordando l’avvallo politico che ha avuto, al commissario entro breve termine?
Aspettiamo l’insediamento ed è d’obbligo, sicuramente, ripresentarglielo.

In questo progetto potrà avere un ruolo attivo Vittorio Casale?
Lui ha un’idea brillante, non solo sulla realizzazione dello Stadio, ma anche sulla gestione intera del patrimonio Bologna, trasformando quest’ultima in una società “all’inglese” con una componente attiva dei tifosi, soprattutto per quanto riguarda l’idea di azionariato popolare.
Attraverso questo progetto (Stadio e gestione globale), mi sento di dire che Casale sarebbe in grado di rendere grande Bologna.

Con la società Bologna , avete avuto contatti?
Purtroppo no, ma speriamo in un dialogo futuro.

E’ vero che nel caso di ristrutturazione, il Dall’Ara non sarebbe agibile per tre anni? Nel caso quale sarebbe l’alternativa?
Io ho un estrema fiducia nelle capacità dei nostri tecnici. Il Tottenham sta ristrutturando lo stadio continuando a giocare regolarmente le partite: noi stiamo studiando un’operazione di ristrutturazione simile a quella del Tottenham per permettere allo stadio di funzionare mentre viene ristrutturato.


Intervista realizzata da Ugo Mencherini e Vittorio Longo per "Tempi Supplementari" in onda tutti i lunedì sera su Radio TAU Bologna.

Interviste di Ugo Mencherini e Vittorio Longo a Vittorio Casale e Gabriele Tagliaventi sulla ristrutturazione dello stadio Dall'Ara.