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Intervista a Giuseppe Gazzoni.

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L'ex presidente del Bologna parla di Calciopoli. Da Tempi Supplementari di lunedì 1 marzo.

Cavalier Gazzoni, a distanza di quasi 5 anni, possiamo dire ora con chiarezza cosa sia stata veramente "Calciopoli"?
Calciopoli è stato il tentativo di condizionare il regolare svolgimento del campionato, agendo su più livelli: per me, Moggi - tramite la GEA e quindi tramite suo figlio - controllava prima di tutto buona parte dei giocatori. Purtroppo al processo molti giocatori non hanno voluto ricordarsi (o hanno fatto finta di dimenticarsi dell'accaduto) e così - relativamente alla GEA - ha avuto una condanna molto mite, che probabilmente in appello sarà ulteriormente mitigata. Quindi dal punto di vista della giustizia ordinaria, non controllava i giocatori.
Quello che anche per la giustizia ordinaria sembra che Moggi avesse controllato, erano gli arbitri: "Calciopoli" dunque è il controllo degli arbitri.
Per me, invece, si può dire sinteticamente che Moggi cercava di controllare prima i giocatori (tramite la struttura della GEA, attraverso il figlio) e poi gli arbitri. Gli mancavano solo i tosaerba, poi tutto era suo.

Che indicazioni può trarre dall’attuale andamento dei processi relativi allo scandalo di "Calciopoli"?
Parlando del processo penale di Calciopoli, tenutosi a Napoli, bisogna sottolineare prima di tutto il fatto che Giraudo è stato condannato (per associazione a delinquere con finalità di frode sportiva) a tre anni: il fatto che l'ex Amministratore Delegato della Juventus abbia preso una simile condanna penale in primo grado penso sia un primo passo da non sottovalutare.
Altro aspetto da sottolineare: insieme a lui è stato condannato (sempre con lo stesso rito abbreviato) a più di due anni l'arbitro Dondarini. Dondarini fu l'arbitro che arbitrò Chievo-Fiorentina e la sua condanna testimonia il fatto che anche l'operazione di "salvataggio" illecito della Fiorentina è stata presa nel mirino di coloro che indagano Calciopoli: questo, per noi danneggiati, è un fatto inequivocabile. Ora si tratterà di vedere se verrà poi confermato anche in appello che il salvataggio della Fiorentina sia avvenuto all'interno dello scandalo di Calciopoli.
Si può dire che Calciopoli si è sviluppata su più piani: nell'ambito degli illeciti perpetrati da Moggi e Giraudo nella globalità del campionato (un campionato falsato, tanto che il titolo è stato prima revocato alla Juventus, poi assegnato all’Inter) c'è stato anche il salvataggio della Fiorentina. Questo (assieme ad altri eventi "indiretti", come ad esempio Siena-Milan) è un qualcosa che ha poi danneggiato il Bologna.
Dal punto di vista giudiziario, comunque, il processo con rito ordinario va avanti, andrà a sentenza nella seconda parte del 2010: le indicazioni che posso trarre son quelle per cui - se le sentenze saranno confermate - il Direttore Generale (Moggi, n.d.r.) e l'Amministratore Delegato (Giraudo, N.D.R.) di una società quotata in borsa, saranno condannati con processo penale (anche se non definitivo): a quel punto la Juventus dovrà andare a risarcire una cospicua parte del danno che ha creato.

Moggi ha dichiarato che rientrerà nel calcio a fine squalifica, ossia nell'Estate del 2011. Le pare uno scenario credibile, e, se mai dovesse verificarsi, come ne uscirebbe il calcio italiano?
Moggi non è mai uscito dal calcio, del resto il calcio di Moggi si svolgeva – ed ha continuato a svolgersi - al telefonino: del resto il telefonino è un grande strumento per controllare il calcio, specialmente avendo in mano procuratori e simili.
Posso dire che Moggi in questo periodo ha continuato a fare affari con molti colleghi.
Non so se ne abbia fatti anche con il Bologna, del resto poi ogni presidente è libero di fare ciò che vuole.
So però che Spinelli (Presidente del Livorno, n.d.r.) lo interpella regolarmente, sono amici.
Comunque è normale che Moggi - dopo 5 anni - voglia rientrare nel calcio, se la Federazione glielo permetterà; la cosa strana non è il suo rientro, quanto il fatto che la Federazione in passato non lo abbia radiato: questo è incomprensibile.
In ogni caso dubito però che la Juventus di John Elkan vada ad affidarsi ad uno come Moggi; personalmente, ne sarei molto sorpreso.

Esiste un modo per impedire che si torni a creare nuovamente un "sistema", una "cupola"?
Prima di tutto, il problema è a monte, legato al fatto che nel calcio (ma non solo nel calcio) ci sono tanti soldi, controllati da poche persone (un esempio sono le scommesse).
A questo va aggiunto un problema di "giustizia": con tutto il rispetto per la giustizia federale, ci vorrebbe che una sezione della giustizia ordinaria fosse distaccata ad occuparsi di giustizia sportiva, (esattamente, per esempio, come accade nel caso dei minorenni, per i quali si fa riferimento al giudice tutelare): solo in questo caso ci sarebbe "timore" delle leggi e della loro reale applicazione. Fintanto che la giustizia sportiva (e non mi riferisco solo al calcio, ma a tutte le Federazioni) si trova all'interno di una Federazione e ci sono due porte di distanza tra ufficio dell'accusa e quello della difesa, non è possibile che quell'accusa sia realmente autonoma ed obiettiva. Del resto siamo tutti uomini, ci sono influenze - anche intangibili - che si fanno sentire, e di conseguenza la giustizia sportiva non è indipendente.

Come valuta il processo di rateizzazione della Lazio?
In questo caso è stato bravo Lotito, brillantemente aiutato da "chi di competenza": ha sfruttato una legge che non riguardava le società di calcio, ma le S.P.A. in generale, per cui non ha commesso illecito.
Chiaro, come situazione fa un po' senso; magari anche noi, come Bologna, avremmo potuto fare a meno di pagare l'Irpef o l'Iva per poi rateizzare: penso però che non avremmo avuto gli stessi appoggi politici che ha avuto Lotito.
Poi, relativamente alla Lazio, si è fatto anche un discorso di "ordine pubblico": questa è una questiona legata alle grandi città. Anche la Roma, per esempio è altamente indebitata (se non direttamente, indirettamente); guai però se le banche dovessero richiedere un rientro di capitali a chi è proprietario della Roma, succederebbe il finimondo, ci sarebbero tutte le filiali delle banche che andrebbero messe a fuoco.
A Bologna la situazione è diversa, i Bolognesi son simpatici, ma non si sono sdraiati sulla tangenziale al momento delle sentenze; a Firenze quando la Fiorentina fu retrocessa, i tifosi occuparono la stazione. I bolognesi son più tranquilli, hanno il basket, poi vanno al mare.

Quali saranno le sue prossime azioni legali?
Affinché ci sia giustizia, chi ha commesso gli illeciti deve risarcire chi ha avuto il danno.
Io al momento mi trovo in una posizione delicata perché prima devo chiudere la posizione di Victoria, relativamente alla quale spero nei prossimi mesi si arrivi ad un accordo: noi abbiamo fatto le mosse giuste con i nostri legali, ora aspettiamo ciò che risponderanno gli istituti di credito
Chiusa quella faccenda, dopo andremo alla carica per ottenere il risarcimento; per quanto siano passati 5 anni e le amarezze siano evaporate poco per volta, porterò comunque avanti la difesa dei miei interessi.
Per ottenere i risarcimenti (sempre che ci vengano riconosciuti) sarà una strada estremamente lunga, ma se non sarò io, saranno i miei figli a chiederli: il diritto infatti non decade.
A questo proposito, voglio sottolineare un aspetto molto originale, che finora non è stato preso in considerazione: Carraro a suo tempo si dimise (dichiarandone le motivazioni in televisione) perché non poteva presiedere un'organizzazione che, nello statuto, ha il dovere di garantire il corretto svolgimento del campionato.
Da questo punto di vista, allora, il Bologna (e la mia società che lo controllava, Victoria S.P.A.) è stato colpito tre volte: allo stomaco da Calciopoli, poi in faccia dal mancato ripescaggio al posto della Reggina. Il terzo colpo, da cui ci vogliamo far risarcire, è quello legato al fatto che la Federazione non ha vigilato sul corretto svolgimento del campionato (tant'è che il suo presidente, Carraro, si è appunto dimesso perché riteneva che la Federazione non avesse vigilato a sufficienza), e quindi è colpevole.

Quando il nome di Moggi è stato accostato a quella società che, proprio sotto la sua guida, si era affermata come paladina del calcio pulito, si è sentito "tradito" dai Menarini?
Un salto sulla sedia l’ho fatto; ma non mi son sentito tradito: i Menarini sono ottimi imprenditori e avranno avuto i loro buoni motivi.
Poi ognuno è libero di fare come vuole: ci sono presidenti che parlano continuamente al cellulare con Moggi, i Menarini invece lo vedono a pranzo a Milano.
Moggi, quando lo vidi in tv, disse: "questo non è un mondo per lei"; lui cerca di far apparire la sua condotta nel mondo del calcio, come la prassi.
Sì, c'è indisciplina morale nel calcio, ma "regolare" gli arbitri come faceva lui è pazzesco.
Basti pensare, ad esempio, a Siena-Milan: era una partita in cui la Juventus non centrava, ma centrava invece Moggi che penalizzò il Bologna; il DG bianconero fece in modo che l'arbitro annullasse un gol di Shevchenko: se non fosse stato annullato, il Siena avrebbe pareggiato e sarebbe finito dietro di noi. Vedete come è stato manipolato il campionato?

Lei, ora, rientrerebbe nel mondo del calcio, anche solo con qualifica onoraria e non come proprietario?
Assolutamente no. Seguo con affetto le vicende del Bologna, son contento di Adailton che ha fatto 3 gol a Genova, ma ho 74 anni e non ne ho più voglia di entrare in un simile ambiente, anche tenuto conto del fatto che i tempi in cui c’ero io, erano diversi.
Anche in passato non c’è mai stato un momento in cui sia stato vicino al rientro.

Come valuta l'operato dei Menarini alla guida del Bologna?
In funzione di ciò che hanno speso, stanno facendo dei miracoli.
Quella di Colomba, poi, è stata una scelta molto felice. Io (a cavallo delle gestioni di Guidolin e Mazzone) volevo prendere Colomba, ne parlammo, ma poi seguimmo altre strade.
Posso solo dire che è una bravissima persona e si vede quanto tenga al Bologna: anche se non è Bolognese, lo è diventato d'adozione, e poi tifa rossoblu.

Come giudica l'operato di Baraldi e la sua idea di "piano industriale" per il Bologna?
Baraldi lo conosco, è una brava persona, ma non posso giudicarlo come dirigente, non avendo mai lavorato insieme e non essendo mai neanche stati vicini al suo ingaggio, in passato: posso solo dire che conosce bene il calcio italiano ed è competente. Ed immagino la sua strada.
Non so cosa voglia intendere con piano industriale, mi sembra un titolo un po’ ambizioso: posso immaginare comunque che il suo progetto passi prima di tutto per il vivaio.

Qual è il rimpianto maggiore della sua gestione?
Da un punto di vista sportivo, non aver tenuto Roberto Baggio.
Dal punto di vista economico, la mancata cessione di Binotto alla Lazio: la società biancoceleste ci offrì 16 miliardi e noi – dopo che Guidolin l’aveva definito "il Beckham italiano" - dicemmo di no. Jonathan è un bravissimo ragazzo, non era il Beckham italiano e probabilmente se lo avessimo ceduto alla Lazio, ci avremmo guadagnato tutti.
Ricordo anche che il Monaco ci offrì 15 miliardi per Ingesson, ma io dissi di no: in quel caso posso dire di aver fatto bene.
Tarozzi e Gamberini, invece, li dovemmo cedere e di corsa.
A proposito di ex, ho visto a Milano Bettarini e Bobo Vieri; quando Vieri andò al Ravenna, Oriali (DS del Bologna negli anni '90, n.d.r) cercò di portarlo in rossoblu, poi non se ne fece nulla.

Dopo la sua uscita di scena dal Bologna, è mai più venuto al Dall'Ara?
No, mai.
Volevo venire per la partita contro il Milan, anche per vedere quel "matto" di Ronaldinho, poi alla fine ho rinunciato: non vengo perché non sarebbe giusto e corretto nei confronti dei Menarini, inoltre non voglio farmi vedere dai giornalisti.
Comunque seguo ugualmente il Bologna, magari un giorno verrò allo stadio coprendomi con una maschera (ride, n.d.r).


Intervista realizzata da Ugo Mencherini e Vittorio Longo per "Tempi Supplementari" in onda tutti i lunedì sera su Radio TAU Bologna.

Giuseppe Gazzoni parla di Calciopoli. Da Tempi Supplementari di lunedì 1 marzo 2010.

Commenti

 
# valmassoi66 2010-03-02 15:59
Parole che sono sale su ferite che ancora sanguinano.
Al di là di tutti i Moggi e compagni, ciò che sgomenta è la totale iniquità delle sanzioni e il mancato ripescaggio del Bologna.
Anni fa inventarono una B a 21 squadre per il Catania...
Mah, come ho sempre detto, qui ci vorrebbe un qualche Emiro del Kuwait, ma forse in FGCI inventerebbero una legge anti Emiro...
Comunque, l'orgoglio RossoBlù si alimenta anche di queste mostruosità giuridiche.
 
 
# mingazzo8 2010-03-02 16:49
Spero ancora che un giorno venga risarcito il danno (a Gazzoni, ai suoi figli o ai suoi nipoti).
Ormai è puramente una questione di principio.
Per il resto non mi interessa altro che vedere finalmente un buon Bologna, e disprezzare le squadre che ci hanno rovinato questi anni, Juventus, Fiorentina, Milan, Lazio, Reggina, Messina, Roma (rolex, io non dimentico), Inter (passaporti).
 
 
# wbenicola 2010-03-02 17:34
SE GAZZONI AVESSE AVUTO UN BARALDI SAREBBE ANCORA PRESIDENTE DEL BOLOGNA.
COMUNQUE SE PENSIAMO CHE BETTEGA ,QUELLO DELLA TRIADE E' TORNATO BELLO COME IL SOLE.
SE PENSIAMO CHE LIPPI PRESENTA LA MAGLIA DELL'ITALIA CON CANNAVARRO .........E' RIMASTO COME PRIMA.
 
 
# gege r.b. 2010-03-02 18:28
Ragazzi siamo in italia, così è , così deve andare......italiani brava gente....
 
 
# ste78detari 2010-03-02 20:39
Un altro esempio:legrott aglie mantato da moggi per aiutarci ad avere qualche difficolta in piu in difesa....se vogliamo essere legeri.Non dimentico la cappella su gila che ci spedi in b.
 
 
# Kolyvanov_71 2010-03-02 20:50
...siamo in Italia cerchiamo di scrivere in italiano c'entravano al massimo ci entravano e non centravano. Scusate la supponenza, ma penso che anche internet sia un mezzo di diffusione della cultura.
Scusate ancora e forza Bologna...
P.S.: su mo... non spreco parole è solo un pezzo di m....
 
 
# dulceysalado 2010-03-02 23:38
averne di presidenti cosi',un SGNURON
ORGOGLIO DA VENDERE¡¡
 
 
# marcello65 2010-03-03 12:43
Uno dei miei più grandi rimorsi è per aver detto di tutto contro Gazzoni l'anno della retrocessione. Spero di incontrarlo un giorno per strada per chiedergli scusa e stringergli la mano. Credo che meriterebbe un coro della curva, anche perché ci ha fatto vedere un calcio da gran Signori, in tutti i sensi...