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Vincenti e Piazzati della 2^ giornata

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Vivo per miracolo!

I 18.000 del Dall'Ara.
Tanti, pochi, giusti? Pochi, considerando la tanto sbandierata, fiutata, respirata fame di serie A della città. Pochi, considerati i tre anni di serie B al sabato. Pochi, osservando bene lo stadio: Andrea Costa esaurita, settore ospiti con un buon numero di bergamaschi, distinti e tribuna occupati a macchia di leopardo, curva San Luca deserta. Peccato. Si può e si deve fare di più.
Vincenti i presenti, nonostante il cielo e i tornelli. Non arrivati quelli… a casa.

Marchini.
Per l'ultimo acquisto è già stato speso ogni commento tecnico-sentimentale. Per ora, oltre alla corsa e all'impegno, Marchini conferma solo una cosa: la disarmante prevedibilità con cui, per ogni giocatore, il pubblico bolognese aspetta saggiamente prima di giudicare, negativamente. Nel caso di Marchini, primi insulti dopo 3 minuti.
Piazzato.

Adailton e Amoroso
I giocatori più vilipesi della stagione passata, trovano la panchina e, d'incanto, l'amore sconfinato del pubblico. A Bologna succede anche questo: gli stessi – giuro – che a gennaio raccoglievano le firme per il prepensionamento sportivo del "finto brasiliano" e del "centrocampista più lento d'Europa", ieri si lanciavano in commoventi, quasi aulici, auspici. "Oh, ma due giocatori del calibro di Amoroso e Adailton, come fanno a stare in panchina?". Già.
Vincenti.

Bernazzi
Da presunto vocalist della Villa delle Rose a terminale dell'11 rossoblu, Marco Bernacci (in romagnolo, assicurano fin da Imola, si pronuncia "Bernazzi") entra nel cuore dell'area avversaria con la giusta determinazione. Solo che la porta è un pelo più avanti... "Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette", giurano gli ottimisti. Lievemente più caustici altri commenti… Piazzato (sulla fiducia).

Il pubblico rossoblu
Spiaggiato dopo l'onda lunga dell’euforia post San Siro, amareggiato dal divieto del bagnino di mettere il proprio telo mare nel settore ospiti di Firenze, il pubblico rossoblu "dimentica" la partita con l'Atalanta. Incitamento a singhiozzo che via via, come la partita, si spegne. "Siamo al cinema?".
Non arrivato.

La serie A (in casa)
A Milano abbiamo ritrovato l'orgoglio e la fierezza di essere rossoblu, il fascino dell'impresa compiuta sul campo di una grande, i racconti gongolanti dei presenti, il silenzio dei media nazionali e la nostra conseguente ulcera. In casa ritroviamo il cielo autunnale, lo speaker che annuncia i risultati "delle altre di Serie A", le scoppole degli avversari, gli insulti ai nostri giocatori (da parte dei nostri tifosi…), la partitaccia, la fila intorno allo stadio e sui viali per tornare a casa. Però ora siamo su 90° Minuto, e sanno perfino il nostro nome, conoscono i nostri colori sociali, ci chiamano "Squadra di grande tradizione". Che bello esserci.
Piazzata.

La domenica sera in TV
Si arricchisce il panorama televisivo della domenica sera. Se la prova del telespettatore, seguendo Controcampo e la Domenica Sportiva è quella di spiegarsi cosa stanno dicendo e in fin dei conti di sopravvivere, non diverso l'obiettivo dell'agghiacciante Vivo per Miracolo, nuovo format proposto da La7. Così succede che, per evitare la 750° domanda sempre uguale su Del Piero, a Del Piero, con Del Piero, per Del Piero e "di, a, da, in, con, su, per, tra, fra" Del Piero, ti precipiti sul telecomando, cambi repentinamente canale e ti becchi il faccione di Marco Berry che domanda: "E voi??? Preferireste morire disidratati su un canotto o essere sbranati dagli squali?". Le inventano tutte pur di farci vedere quelli là. Si, è un complotto filo juventino anche questo.
Vincente.

JDM