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PROSCIUGATI DI UNA FEDE.

  • Scritto da jacquesdemolay
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Non ne possiamo più!


I tifosi capiranno se giochiamo con una delle più felici definizioni che riguardino il tifo: "prigionieri di una fede".
Ma a Bologna il vento è cambiato e lo stato d'animo della piazza è simile a quello di un letto arido di un fiume, privato della vita dalla costruzione di una diga a monte.

La diga, a Bologna, ha un nome e un cognome. Un colpevole preciso, e non occorre tentare grotteschi voli pindarici per cercare altrove, o invocare singolari paragoni con le altre, la crisi o fra poco la situazione in Crimea.
Questo perché non sono solo i risultati sportivi ad aver prosciugato i… sogni del pubblico rossoblù. E chi segue il calcio e mangia le cotolette a casa e con la fidanzata, la differenza la conosce bene, e la spiega da tre anni.

Ma le gradasse prese per i fondelli e la scientifica educazione al martirio, al cilicio, alle ambizioni zero, al fantozziano "ringraziate se esistete ancora, voi che siete falliti due volte": una condotta che nel lungo periodo ha effetti devastanti, mina le basi del tifo e getta del sale sul terreno dove dovrebbero crescere i nuovi supporters. Oggi, intorno al letto del fiume, un tempo glorioso, c'è solo rassegnata desolazione. Guaraldi lo sa? I soci lo sanno?

Lo sport è partecipare con il sogno di vincere. Cercare di farlo, ambire a un traguardo. È così nella vita, nella natura umana, nella natura animale. Perché a Bologna no?
Vi assicuriamo, c'era più speranza l'anno della retrocessione in C con fallimento ('93), perché all'orizzonte si vedeva una nuova proprietà.
Ma oggi? Dovremmo gioire per il centro tecnico, esultare perché siamo appena un punto sotto al Chievo e ci possiamo godere Cristaldo ancora per due mesi?

La gestione Guaraldi ha violentato tutto e tutti. Per 36 mesi abbiamo letto e sentito con le nostre orecchie un repertorio da mani nei capelli, sotto ogni punto di vista: tecnico, economico, programmatico.
La squadra che va costruita dalle fondamenta, anche la Fiorentina vende un pezzo pregiato (uno eh…) e rischia (Gomez e Rossi), abbiamo fatto 51 punti e vi aspettiamo l'anno prossimo quando ne faremo 52. Se retrocederemo, non spariremo (!!!), l'ultima.
Una sequela di puttanate amatoriali e offensive che nel tempo hanno fiaccato una tifoseria appassionata e numerosa come poche.

Poi, finalmente, è arrivato il mercato di riparazione, con Guaraldi che invocava con una faccia tosta imbarazzante una tregua e accusava i giornalisti di scrivere il falso sulla necessaria cessione di un pezzo pregiato per saldare gli stipendi. Detto, fatto, il mercato del Bologna è stato salutato con gioia solo dal presidente del Livorno, una diretta concorrente. Un caso più unico che raro, chissà come mai.

"Mi aspettavate già con i fucili in mano, eh!" ha sbocciato Guaraldi dopo l'exploit di Torino e la cessione ai saldi di Diamanti, tronfio come sempre. Dovevate farlo ieri.
Retrocedere l'anno delle celebrazioni dall'ultimo scudetto sarebbe un altro record di questa illuminata presidenza, alla quale manca solo di vendere il colore rossoblù per pagare il vivaio che fornirà le piante per l'orto botanico di Granarolo.

Intanto sabato c'è la manifestazione di protesta di Zola Predosa. E il fatto che ci sia più entusiasmo e fotta per questo appuntamento che per la partita di domenica la dice lunga.
Abbonati, tifosi, facciamo vedere una volta per tutte che questa diga ci fa schifo e ci prosciuga.


JDM

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