Vincenti e Piazzati della 3^ giornata
Bologna e la maledizione del terzino sinistro.
C'era una volta la Trasferta. Il rito dei panini, la sciarpetta al collo, il viaggio organizzato o con mezzi propri, gli aneddoti, le lettura durante il tragitto, per i più dotti, dei quotidiani sportivi. Al centro di questo, quasi come un piacevole accessorio, un match di pallone.
Soprattutto, c'era una volta l'amicizia, il senso di aggregazione. Oggi ce lo vietano. Nel mucchio, come se chiudessero tutti i caseifici dopo lo scandalo estivo del formaggio contraffatto (E scordati il parmigiano sulla pasta, caro Ministro).
Il risultato è una grande amarezza, anche se a Firenze non ci saresti andato: sapere che là i nostri giocatori erano soli e che nessuno da Bologna è potuto partire in direzione sud, lascia solo una grandissima malinconia.
Non arrivati (i bolognesi, ma non per colpa loro).
Ps. Quando ci saranno in ballo i diritti TV anche per mostrare l'amicizia e i picnic e si potrà girare un reality sui tifosi, forse il divieto cadrà.
Britos
Per due mesi la Gazzetta dello Sport pubblicava del neo acquisto rossoblu una foto sbagliata, confondendolo con un giocatore diverso. Due mesi (questo sì che è giornalismo!). Per un mese, d'altra parte, Britos ha incontrato problemi "tecnici" per il trasferimento in Italia: il passaporto (remember Recoba), la fila al check in, l'accappatoio dimenticato a casa, i bagagli smarriti, la coincidenza persa a Parigi Charles de Gaulles. Poi, finalmente, quando i maligni cercavano di dimostrarne l'inesistenza, Britos a Firenze ha visto il campo. Ed è già qualcosa (pare anche bene).
Vincente.
Bombardini
Dopo un'onesta carriera da mezza punta, Bombardini assaggia con abnegazione il ruolo di terzino sinistro, un po' per necessità, un po' per intuizione di Arrigoni. Purtroppo il Bomba non conosce la maledizione che da anni grava a Bologna su quel ruolo, colpito dal contrappasso dantesco dispiegato inesorabilmente sulla città. Di sinistra, ovviamente. Alzi la mano chi ricorda negli ultimi anni un terzino sinistro apprezzato dall'intera tifoseria.
Piazzato (per il coraggio).
Arrigoni. "Ze special uans" l'abbiamo noi.
"Tanto anche se ve lo spiego per un'ora, non capite". Dedicato ad alcuni giornalisti di Bologna, rei, secondo il mister, di inventarsi dei casi che non esistono, di minare la serenità del gruppo con false notizie e soprattutto di non sapere leggere le partite.
E dicono che Mourinho sia intelligente. Questo è un genio.
Vincente.
Marazzina e Di Vaio
"Questi due sono fatti per giocare assieme", sentenziavano gongolanti a fine agosto i più autorevoli addetti ai lavori. "Marazzina e Di Vaio non si intendono, si pestano i piedi", commentano oggi gli stessi opinionisti. Delle due, l'una. O per "giocare" i commentatori intendevano un altro sport (Rugby? Bocce?) e noi, ingenui, non abbiamo compreso, o quel "non si intendono" denuncia drammatiche incomprensioni verbali, tanto che i due attaccanti in campo non si vedrebbero; fino a porre il piede destro dell'uno sul sinistro dell'altro, con dolorose ripercussioni. Oppure c'è una terza ipotesi. Aspettare anche 3-4 ore, prima di sparare sentenze certe e inappellabili.
Piazzati (Il Conte e Di Vaio, ovvio).
Vasco Rossi
Arriva nella "sua" Bologna (lo dice proprio lui) con due date. Canta, salta e intrattiene la folla per quasi tre ore. Scherza. Emoziona. Come se non bastasse, il grandissimo bassista Claudio Golinelli, indossa sul palco la maglia del Bologna. Sì, la maglia rossoblu del Bologna.
Vincente (lui). Perdente chi, ancora nel 2008, dipinge i fans del Blasco come brutti, sporchi e cattivi. Ma ad un concerto ci siete mai stati?
JDM
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