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OH! Quanto dura questo scherzo?

  • Scritto da jacquesdemolay
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"Con una persona che sta male come Mario… E l'ho detto prima… e continua a fare questo scherzo. Non sarebbe neanche per me, a me che mi interessa, io lo scherzo lo reggo. È Mario che sta male… Non regge lo scherzo…".

Guardando le facce sbigottite sui gradoni del Dall'Ara sabato pomeriggio pareva di essere precipitati nelle campagne di Frittole, "quasi nel 1500", fra tifosi disorientati e attoniti.
Del resto, con Zalayeta vestito da centravanti del Crotone, lesto (?) a superare la felsinea difesa "di categoria" (quale categoria? il gol è uno schema da scuola media, provato durante la ricreazione, a squadre miste maschi e femmine), la famelica reazione dei nostri e il dribbling fra birilli nell'area piccola di Oduamadi, dire che l'aria allo stadio fosse mesta è un eufemismo.

Va ora in onda la 55ma sconfitta dell'era Guaraldi (quasi una ogni due partite, un ruolino in casa vergognoso), quello che "abbiamo rischiato di tenere Ramirez" (era il Mesozoico?), esperto di calcio ("Ora ho imparato come si fa"), di conti ("95 punti in due anni!" – e 124 in tre…), soprattutto di bon ton e di rinfreschi (ho sperperato 200 milioni di euro ma VOI mangiate le tartine quatto alla volta, scrocconi). Si consiglia la visione a un pubblico adulto.
Eppure abbiamo quattro punti (tre) in quattro partite.
Eppure non siamo ancora ultimi (fico!).
Eppure martedì si gioca e se vinciamo siamo di nuovo in zona play off… (ecco il tormentone ai primi vagiti, che qualche tifoso più navigato ha già individuato).

Basta questo per certificare il cortocircuito – l'ennesimo – andato in onda questa estate, fra programmi, comunicati stampa, e legittime aspettative e speranze della piazza e della società.
Una squadra allestita fra mille difficoltà, tuttavia al centro di ben 14 trattative con "soggetti più discreti ma altrettanto decisi", per cercare di risalire: per il blasone, per il ruolo di retrocessa, per le dichiarazioni dei nuovi ma soprattutto per il peso di certi ingaggi.

Doverosamente allestita per risalire, aggiungiamo - vuoi perché quello che va in campo è IL BOLOGNA, vuoi perché la promozione comporterebbe la salvezza del club dal fallimento (e vuoi perché in A ci sono Sassuolo, Cesena, Empoli e Chievo… città marziane impermeabili alla crisi e in cui abitano extraterrestri che buttano soldi nel calcio, mica come sotto le Due Torri).
Lecito con queste premesse partire per un campionato di vertice. Aspettarsi "il bel gioco per riconquistare la tifoseria". Grinta e fame, almeno quelle. Invece zero, con la sensazione che il Bologna attuale sarebbe preso a pallonate perfino da una dignitosa squadra di Lega Pro. Tipo L'Aquila (è un esempio accademico… ok, basta iperboli).

Dicevamo delle difficoltà. Squadra a costo zero, quindi? Insomma.
Maietta, Matuzalem e Cacia, la spina dorsale, non sono "a costo zero" e alla portata dell'Entella e del Crotone, che non beneficiano del paracadute, per dire.
Squadra pensata e preparata per il 4-3-3… poi riconvertita con il last minute Acquafresca (assiso vicino all'indifferenziata fino a poche ore prima) in un 4-3-1-2 (provato e riprovato nell'intervallo), forte dei due pilastri dell'anno scorso (Morleo e Garics) per garantire esperienza (di guida turistica in città… boh), con giocatori chiave che cambiano ruolo quattro volte in quattro partite (Laribi).
Allenatore, come minimo, in lieve confusione tattica.
 
"Eh, ma noi abbiamo cambiato molto!" (il Perugia gioca ancora con Ravanelli invece).
"Eh, ma loro pressavano Matuzalem…" (ha l'esenzione, Marcelino, pane e passaggino?).
"Eh, ma se prendi gol subito poi è dura rimontare" (la finale Bayern-Manchester United l'hanno vista?).
"Eh, ma se tirano in porta e fanno gol mentre abbiamo chiamato il fido, mica vale".

Giustificazioni che muovono più tenerezza che rabbia, a dire il vero. Quella, per ora, la lasciamo agli avversari. Tanto è uno scherzo, e noi lo reggiamo benissimo.


JDM

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