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Vincenti e Piazzati stagione 2008-09

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Curva terapia.

Marco Di Vaio

Immenso l'uomo, che esplora il centro storico in bicicletta e scopre una Bologna meravigliosa che forse anche noi, troppo spesso, trascuriamo o sottovalutiamo. Immenso il calciatore, anche alla faccia di chi, ed erano parecchi, a inizio stagione lo dava per bollito o per centravanti qui a svernare. De-ci-si-vo più di qualsiasi calciatore del campionato italiano per le sorti della "sua" squadra.

Vincente.


La tifoseria

Provate questo esercizio. Immaginate una squadra mediocre, sfiduciata, sulle gambe fisicamente, che a due mesi dalla fine della stagione esce sconfitta in casa in due match chiave per la salvezza a distanza di poche giornate. Svuotatele lo stadio, circondatela d'indifferenza, fate si che la curva si spopoli e smetta di cantare e che l'atteggiamento di chi fischia o borbotta al primo minuto diventi condiviso. Quanti punti farebbe, questa squadra, precipitata nel frattempo al terz'ultimo posto? Zero. Ora con la stessa squadra modesta ribaltate i fattori. Avrete la salvezza del Bologna.

Vincenti.


Papadopulo

Bizzarro il destino. Vilipeso un anno fa nella volata promozione, accorre al capezzale di una squadra morente, rassegnata all'ineluttabile naufragio agli inferi. Bravissimo nel compattare lo spogliatoio, nel rinvigorire gli uomini e nel capire dove prendere il punticino chiave. Geniale infine nel nascondere con le dichiarazioni alla stampa la difesa a 3, palese in campo in quasi tutte le partite, eppure pubblicamente sconfessata dopo il fallito esperimento di Palermo.

Vincente.


Moras

È greco e gioca a Bologna da due stagioni. Nonostante questo dimostra un attaccamento alla maglia rossoblu, alla città e alla tifoseria fuori dal comune, più unico che raro. Questo, oltre a prestazioni quasi sempre sopra la sufficienza. Probabilmente l'unico, dopo Di Vaio.

Vincente.


Giacomo Bulgarelli

L'anima sportiva della città. In una stagione di incredibile sofferenza, lui, Giacomo Bulgarelli, straordinaria bandiera di un calcio e di una costituzione di valori che non ci sono più, forse decide di giocare da lassù, non potendo più scendere in campo, per portare la sua maglia alla salvezza.

Vincente.  


Arrigoni

L'eroe della promozione è forse il principale artefice in negativo della stagione. Costruisce – insieme a Salvatori – una squadra enormemente sopravvalutata e incompleta, a metà fra la riconoscenza per la promozione e l'epurazione degli scomodi. E invece di caricarla (come aveva fatto con saggezza l'anno precedente), ne amplifica i limiti, con una conduzione delle partite timorosa ai limiti del martirio sacrificale. Non arrivato.


Torino-Bologna

La partita. Pesa ed è decisivo quell'uno a uno strappato con gli artigli e i denti nel drammatico scontro diretto di Torino. Nel morale, nella classifica. Un pareggio preso e difeso dal mister con scelte coraggiose e azzeccate (Osvaldo al posto di Mudingayi) sotto l'incessante urlo di quasi duemila tifosi rossoblu. Che ci credevano. Partita segnata dai protagonisti della stagione: Di Vaio, Papadopulo, i tifosi.

Vincente.

 

JDM