Vincenti e Piazzati della 3^ giornata
Vecchie Glorie Bologna
Centenario
Pronti via, il 13 settembre 2009 la prima sorpresa della società per le celebrazioni del Centenario. In occasione della classicissima col Chievo (la partita internazionale con team di blasone che tutta la tifoseria chiedeva a gran voce, ndr), il Bologna schiera una rappresentativa mista di giocatori attuali e vecchie glorie. Ed è malinconico come la pioggia alla fine dell’Estate vedere il saluto ai tifosi dei campionissimi di una volta. Piazzati.
Adailton
In onore del mai dimenticato padre, esordisce in serie A il figlio del fantasista brasiliano più amato dalla tifoseria. Più robusto di papà Martin Bolzan – ma meno smaliziato –, il giovanissimo Adailton lascia intravedere cristallini lampi di classe. Calcia perfino un angolo. Promettente.
Viviano
Come quelli forti forti al campetto, inseriti loro malgrado in una squadra di pulcini. Prende gol dopo due miracoli, disperato resta a terra cinque minuti. Vincente.
Osvaldo
Destinato a dividere l’opinione pubblica, più di Sirio, del Civis e delle rotonde. Si dirà: ostinato, ma salta l’uomo (sempre, almeno il primo); lezioso, ma è l’unico che tira in porta; senza testa, ma solo lui oggi verticalizza e rischia qualcosa. Quanti altri giocatori del Bologna oggi lo fanno?
Piazzato.
Il 3-5-2
Tre squadre al mondo oggi giocano con il 3-5-2, utilizzato per la prima volta dai Mirmidoni (e poi abbandonato quando l’esterno sinistro, Achille, si infortunò al tallone). La selezione nazionale di Holiver Hutton, i Cavalieri dello Zodiaco e il Bologna di Papadopulo. “Con il 3-5-2 ci vogliono due esterni leggendari” – recita saggezza popolare. Così il Bologna questa estate si attrezza in modo esemplare per accontentare l’allenatore e fornisce esterni titolari e cambi all’altezza della situazione. Schema rischioso, visto che perfino l’Inter con Maicon non lo azzarda. Ma a Bologna, si può.
Non arrivato (il mister).
Zenoni.
Zenoni.
I tornelli e le severe norme anti violenza
Arrivando regolamento alla mano alle ore 14 davanti al cancello della Curva, capita di sostare immobili per 40 minuti. Del resto le due maschere attestate sul mezzo cancello aperto faticano a contenere 8 mila persone (15 secondi a controllare abbonamento e documenti, fa quattro persone al minuto, 240 in un’ora. Morale: con due inservienti, il prefiltraggio di 8 mila persone dovrebbe durare circa 33 ore… e se gli inservienti diventano quattro, le ore restano poi 16…), così la gente telefona dentro, telefona a casa, legge, fa amicizia; insomma si passa il tempo.
Poi la sorpresa, il “porte aperte, tutti dentro” tipico delle concessionarie auto alla domenica. Tutti dentro senza controllare l’abbonamento, il documento, con il verde ai tornelli e le maschere che sorridono (visti in fila in curva, entrati alle 14.55, Bin Laden e alcuni dei suoi ragazzi).
Geniale.
JDM
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