Vincenti e Piazzati (speciale Centenario)
Buon Compleanno, Bologna.
Tre giorni indimenticabili e orgogliosi sotto la bandiera rossoblu.
Galà del Centenario
Stadio Renato Dall'Ara, venerdi 2 ottobre 2009. C'è chi è lì per Marronaro, chi per Cecconi, chi per Andersson, chi per Signori e chi per i ragazzi tricolori del 1964. Qualcuno si commuove incrociando l'inchino del "Puffo" sotto la curva, scrutando la manina che saluta di Luca o quella monumentale, che batte forte sul cuore, di Kennett. Riesplodono i cori di una volta, sventolano le bandiere, si accende qualche fumogeno. Tre generazioni di tifosi si abbracciano, sorridono, ricordano. Poi comincia il conto all'arrovescia: dieci, nove, otto... la curva si accende come in un suggestivo affresco di vent'anni prima, dalla San Luca si alzano in cielo i fuochi d'artificio e in campo sventolano le bandiere. Come recitava lo striscione quel giorno triste di febbraio, "Nel cuore di Bologna, le vere bandiere non smettono mai di sventolare".
Vincente
La festa al Quadrilatero
La voglia sommersa di "bolognesità" deborda con irruenza sabato 3 ottobre nel Quadrilatero. Sgorga generoso dall'Osteria del Sole, si diffonde lungo le minuscole vie adiacenti e come una marea inarrestabile colora di rossoblu i quattro angoli del mercato storico più famoso di Bologna. Palloncini, striscioni, sciarpe, maglie in vetrina, le vie che per un giorno prendono i nomi di Schiavio, Bulgarelli, Sansone, Roversi, Biavati, Waiz e Barile.
"Cosa succede? Avete vinto lo scudetto?" chiede un distratto turista. "Molto di più". – è la risposta della gente - "Ci siamo ricordati di noi. E stiamo festeggiando".
Vincente
La festa della curva al Palanord
Chiamala "frangia ostile", "falsi tifosi" o al contrario "curva meravigliosa" (se ti deve salvare l'anno passato...), la moltitudine di persone che in pochi giorni mette in piedi un festoso, emozionante evento a tema "Bologna" va considerata fra i grandi vincitori del Centenario. Forse nessuno, sotto quel tendone, ha visto lo scudetto del 1964; in pochi ricorderanno la Coppa Italia, mentre in tanti possono vantare tante promozioni quante retrocessioni. Eppure l'appartenenza, il sentimento, l'orgoglio vanno oltre. Per inciso, questa "frangia ostile" o "curva meravigliosa" (è poi lo stesso organismo) è il medesimo soggetto che organizza la coreografia della domenica.
Vincente.
La coreografia della curva
Ventimila bandiere sono 19.999 bandiere in più di quella che un singolo porta di solito allo stadio. Una bandiera – si dice sempre – ha un potere intangibile e un fascino incalcolabile. Tanto che il sostantivo viene utilizzato per indicare un giocatore eccezionale che non cambia mai squadra. Una bandiera rappresenta una gente, una storia, un insieme di vicende e accadimenti e avventure che riaffiorano e si intrecciano nell'atto simbolico dello sventolare. Una bandiera è tutto questo, e l'uomo lo sa dalla notte dei tempi, quando in battaglia si radunava intorno a un vessillo e si batteva perchè non cadesse in mano al nemico, perchè fosse visibile, a ogni condizione.
Una bandiera.
Una bandiera è tutto questo.
Ventimila bandiere, che all'unisono cominciano a sventolare, sono ventimila volte di più di una bandiera.
Vincente.
I libri del Centenario
Libri di storia, libri di racconti, libri di emozioni. Libri che illuminano una libreria, riempiono una stanza, soprattutto tramandando la memoria del glorioso, unico Bologna Football Club.
La partita
Come contorno di tutto questo, alla fine, c'è una partita. L'evento sportivo che, curiosamente, cento anni prima aveva dato origine a tutto questo.
JDM
| < Prec. | Succ. > |
|---|


