Vincenti e Piazzati della 25^ giornata
Nuovi signori, vecchia signora.
4' minuto, gol della Juve. Le telecamere di Rai, Mediaset, Sky, Dahlia TV, BBC, CNN, Tele Romagna Mia e AlQaeda, posizionate fra i capelli di Diego, sulla traversa, nel marsupio dei raccattapalle, sul guanto destro di Viviano, sopra il cordone dell'elastico dei calzoncini di Moras e su tutte le bande nere delle maglie della Juve permettono di apprezzare lo straordinario gesto tecnico di Diego, la sua esultanza, quella dei suoi compagni, dei tifosi, il balletto, il buffetto, l'abbraccio e perfino il movimento naturale dell'erba prima, durante e dopo la traiettoria fantastica del pallone.
Metà del primo tempo. Le telecamere sistemate sul colle di San Luca inquadrano Felipe Melo che salta e intercetta il pallone con la mano sulla riga dell'area di rigore, ma ahinoi la distanza non consente di stabilire se il braccio del brasiliano sia dentro o fuori. Nel dubbio, proseguire.
Fine primo tempo. Adailton passeggia verso la bandierina per calciare il corner. Si ferma un attimo per apprezzare la lieve brezza che annuncia la fine dell'inverno, assapora ricordi lontani di giovinezza, osserva ammirato il cielo terso di Bologna, barcolla per la fatica ma non molla, sorride al pensiero che in serata lo aspetterà una doccia calda, forse un bacio. Raccoglie il pallone. Attimi di pathos. I compagni bramano un pallone a centro area. Adailton li guarda una seconda volta, poi prende la rincorsa, sospinto dalla folla... e il pallone si abbatte contro una rotula di Chiellini, accasciato per dolori addominali.
49' minuto. Buscè si avventa sul pallone vagante, il 150° della partita nell'area della Juventus. L'attimo dura 4 ore, poi un giocatore rossoblu a metà campo alza le braccia. Gol. GOL. GOL! Buscè, il giocatore più vilipeso delle ultime 15 campagne acquisti di riparazione corre entusiasta come un Primavera verso la panchina (A fine partita, Mr Buscè, augurerà buona sera prima di incominciare l'intervista e ringrazierà, alla fine, i giornalisti. Maestro, altrochè).
60' minuto. Zalayeta libera Gimenez, che nel frattempo è subentrato a un commovente Adailton, sostituito per terminare una lettera d'amore. Il cinno di terza categoria che ha una sola finta aggancia il pallone, inserisce il turbo boast e con una piroetta mette a sedere Buffon, il Campione del Mondo. E' fatta. Come un solo organismo la curva Andrea Costa trattiene il respiro. Gimmi calcia, il pallone arranca verso la riga, perchè il ragazzo non sa che contro la Juve la palla deve superare interamente la linea, e non avvicinarsi, come Zalayeta gli aveva insegnato ricordando un antico Bologna-Juventus. I fotografi precettati dietro la porta di Viviano maledicono la cattiva sorte, la Gazzetta blocca la tipografia che annunciava a nove colonne la rinascita bianconera, in tutta Italia milioni di bambini, donne e persone che fondamentalmente non capiscono nulla di calcio ma che "simpatizzano" Juve, si apprestano a rivelare ad amici e colleghi di lavoro che "in fondo loro non seguono il calcio, ma le Olimpiadi invernali".
Ma il pallone si arresta. Si ferma sul palo, sulla coscia di un difensore, sulla mano di Buffon, sul cuore dei tifosi del Bologna. Gimmi sviene, il Comune di Bologna chiede lo stato di calamità.
65' minuto. Le telecamere posizionate ottimamente presso il radio telescopio di Medicina mostrano Del Piero che si accartoccia, controlla il pallone in qualche modo con le braccia, fra il muscolo obliquo e lo sterno, ma non chiariscono se l'attaccante abbia toccato la sfera con la mano e soprattutto con quali dita. Nel dubbio, proseguire. La Juve segna, tutte le immagini diverse da quelle del radio telescopio di Medicina vengono immediatamente secretate dalla commissione per la lobotomizzazione del libero pensiero sportivo. I tifosi della Juve si abbracciano festanti. Tombolini sfoglia frenetico un vocabolario, e trovando la parola "fagocitare" comprende di averla sfangata anche questa domenica con 90° Minuto.
La Gazzetta riprende le stampe, bambini, donne e persone che fondamentalmente non capiscono nulla di calcio riprendono a sorridere e pregustano l'indomani, quando potranno irridere amici e colleghi per questa Juve cinica e tosta, che non muore mai, nonostante le assenze di Boniek e Platini.
Ore 17.30.
Un grandissimo, nobile signore, interpellato sugli errori arbitrali, spiega a radio e TV che sarebbe il caso di abbassare i toni, perchè diversamente il prodotto "calcio italiano" fra qualche anno non interesserà più a nessuno. Eccetto, forse, quei bimbi, quelle donne e quelle persona che fondamentalmente...
JDM
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Commenti
Fa ridere e allo stesso tempo non è volgare o offensivo verso i rubentini...
Gran classe la tua!!!!
Complimenti sinceri
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