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Parole di Cuoio

La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco

Di Enrico Brizzi, Editori Laterza, Roma-Bari, 2008, pag 182, euro 10,00.

Jorge Valdano, campione del mondo con l'Argentina di Maradona nel '86 e intelligenza rara nel mondo del calcio, dice che una squadra non rappresenta solo una città, ma ne contiene anche inconsapevolmente la sua cultura e i suoi valori. E per questo mi piace riportare il libro di Brizzi che attraverso una camminata autobiografica racconta la "sua" Bologna, quella dove è cresciuto e si è fatto ometto... e ci aiuta a capire anche perché questa città, ad ogni modo e ancora oggi si può dire, rappresenta una peculiarità speciale per il nostro paese. Si ripercorrono così gli ultimi trenta anni, dove l'aspetto autobiografico è la lente per mettere a fuoco le trasformazioni avvenute attraverso anche una parata di rappresentanti e accadimenti che li hanno resi in diversi modi indimenticabili. Chiaramente non è un libro sul Bologna, ma su Bologna anche se il calcio non poteva mancare. Così come la squadra rossoblu passata dal giocar in paradiso a rotolare in campi sperduti delle province italiche. Ritroviamo anche alcuni aneddoti della storia recente r/b. Dalla C a Robi Baggio al Dall'Ara, con alcune partite storiche come la trasferta per la semifinale con il Marsiglia. Il tutto con il dono leggero di farsi leggere con piacere. Utile.

Le avventure di zio Savoldi

Di Gianluca Morozzi (in collaborazione con Paolo Alberti), Fernandel, Ravenna, 2006, pag 222, euro 14,00.

Prima di tutto un'avvertenza: non iniziate mai a leggere questo libro mentre state facendo cose che richiedono cura alcuna... a me è capitato di  dimenticare a fuoco lento un polpettone, spruzzato di vino bianco e impreziosito di sapori, con il risultato di venir richiamato al mondo da una nuvola di fumo e un acre odore di bruciato, messaggeri della catastrofe, che mi hanno avvolto mentre beato stavo sdraiato e rapito in camera da letto ormai alle ultime pagine...
Dunque un libro che ti prende e ti conduce su un ottovolante di ricordi; aneddoti e pensieri, dove l'ironia è il filo rosso che li unisce. Con la consapevolezza costante, tipica dei "grandi", che la risata è spesso però la tragedia vista di spalle.
Il tifo nella memoria individuale è spesso una questione generazionale. Ognuno ha i propri momenti di gioia e di disperazione, i suoi eroi più o meno discussi. In questo libro c'è però la capacità di condividere e quindi far diventare anche di tutti noi molti degli aneddoti raccontati così da farti sentire parte di quella tribù che in vari modi e ragioni, comunque sempre speciali, si è ritrovata con il germe rossoblu inoculato.
Un sapore particolare e ancor maggiore per tutti quelli che, dai 50 anni in giù, amano il Bologna senza aver vissuto coscientemente la stagione dell'ultimo scudetto, ma hanno così nitide le varie annate del nostro Vietnam rossoblu... Quelli spesso battuti, ma mai sconfitti e ancora pronti a vedere in un Bertuzzo o in un Marocchino ieri, o in un Osvaldo oggi, qualche segnale divino che la rinascita sia possibile...
Vero cuoio, in alcuni momenti sfavillante, da non perdere e diffondere.

Facce da gol

A cura di Luciano Brigoli e Roberto Fiorini, Libreria del Corso Edizioni, Castelfranco E. (Mo) 2005, pagg. 75.

Un bella iniziativa editoriale che parte dalla passione sportiva e dall'amore per il Bologna e la sua storia per sostenere con pregevole senso civico progetti di bene sociale.
I proventi del libro infatti andranno all'Istituto Ramazzini da anni impegnato nella ricerca e prevenzione nella lotta contro il cancro.
Le facce da gol del titolo sono niente meno che Pivatelli e Pascutti, bomber di razza della tribù rossoblu.
Lo schema degli autori è semplice e contemporaneamente geniale: senza troppa retorica dare voce ai ricordi e agli aneddoti di tanti di quelli che negli anni hanno conosciuto questi due indiscussi protagonisti dell’avventura rossoblu, e grazie a loro hanno gioito e anche un po' sognato.
Si ha così la sentita storia umana e sportiva dei due grandi, ma anche si regala, attraverso un'operazione di memoria, un  po’ della storia e della gloriosa tradizione di questo nostro caro e amato Bologna.
Bellissima infine la carrellata fotografica che arricchisce il libro, in rigoroso bianco e nero come ogni ricordo di valore.
E poi chi non sottoscrive il desiderio finale degli autori che presto qualche altro "fenomeno" possa rinverdirne le gesta gonfiando le reti come erano soliti fare questi due...??
Imperdibile!

Il mezzo secolo del Bologna 1909-1959

Di AAVV, Spa Poligrafici il Resto del Carlino, Bologna, dicembre 1959, pag 232.

Voglio sicuramente ringraziare Fabio Galetti, grande cuore rossoblu, capace di sognare e seguire il Bologna da anni anche dalla California o dovunque si trovi per lavoro e che ha avuto la gentilezza di indicarmi questo preziosissimo volume e dove reperirlo. Purtroppo non più in vendita nei circuiti tradizionali ne ho trovata una copia presso la Libreria Naturalistica di Bologna.
Sarebbe bello e anche utile che qualcuno avesse la voglia di ripubblicarlo, magari proprio nell’anno del centenario. Quindi archeologi dal cuore rossoblu, per ora, sguinzagliatevi su bancarelle o aste d’occasione!
E’ un testo sicuramente importante. Organizzato su piani diversi, ci regala un repertorio di testimonianze dei protagonisti dei primi e purtroppo, per ciò che è seguito, più gloriosi anni della storia del Bologna.
Trovano spazio attestati di stima di grandi firme del giornalismo del tempo (Nicolò Carosio, Nino Oppio  e Gianni Brera per citarne alcuni) che riconoscono la grandezza e unicità del BFC.
Inoltre, le cronache e le testimonianze dei protagonisti rigorosamente di fede r/b che hanno fondato la squadra e l’hanno resa grande.  Il tutto con una galleria di foto incredibili; dalle struggenti, ma più “normali”, come le squadre in posa o giocatori in azione, a delle imperdibili e vere e proprie rarità, come lo champagne sui pali per l’inaugurazione dello Sterlino, o quella di alcuni giocatori con le ballerine della nave “Conte Rosso” in viaggio verso la turnè in Sud America del ’29, o quella di Romolo il custode del campo per oltre quarantanni, e molte altre ancora...
Tutte rigorosamente in bianco e nero con quell’atmosfera un po’ magica e unica che si portano con sé.
La cosa più bella che mi è rimasta nel correre lungo queste pagine è ritrovare che lo spirito iniziale così forte e passionale di quei protagonisti sia restato nel passare degli anni, seppur così duri nei secondi cinquanta, sicuramente nella maggior parte dei tifosi rossoblu che ho avuto la fortuna di conoscere. E che, come quei gloriosi pionieri, sono stati un po' traditi.
Mi piace perciò riportare alcune  delle parole di Arrigo Gradi, il primo capitano, (quello che diede i colori rossoblu e comprò con gli amici il pallone e le casacche).
Da far leggere a chiunque e a qualsiasi titolo rappresenti il Bologna...:
“Il ricordo di quei bei tempi del Bologna F.C. sono per me di grande soddisfazione e mi farebbe piacere che anche i giocatori di oggi fossero animati da altrettanto entusiasmo e buona volontà di giocare e migliorarsi facendo anche qualche sacrificio per il buon nome del Bolgna F.C. che proprio oggi compie 50 anni, ma talvolta è sembrato più vecchio delle sue molte faticate primavere. Ma ora, con l’inizio del secondo mezzo secolo sembra rinnovarsi. Ed io, che fui il suo primo capitano, gli sono vicino più ansioso che mai.”
E per chiudere un chicca nella sezione finale “Hanno indossato la maglia rossoblu” dove nel rigoroso ordine alfabetico tra tutti i giocatori compare un tal Giacomo Bulgarelli, segnalato a quel tempo per 2 presenze in campionato, ruolo attaccante...

L'inattesa piega degli eventi.

Di Enrico Brizzi, Baldini Castaldi Dalai Editore, Milano 2008, pagg.518, euro 19.50.

Italia 1960 le Olimpiadi di Roma sono alle porte e Benito Mussolini è sul letto di morte. L’Italia non è uscita massacrata dalla II Guerra, ma anzi si è seduta al tavolo dei vincitori mantenendo, oltre al regime fascista, anche le sue ex colonie africane. Un’operazione di rivisitazione fantastica della storia non nuova nella letteratura, già vista nel visionario “La svastica sul sole” di Philippe Dick o nel più didascalico “Father Land” di Harris. Il merito di Brizzi è però di tessere una trama che mischia gli ingredienti tipici della nostra storia: potere, donne e calcio…
Il tutto attraverso il viaggio di Lorenzo Pellegrini, brillante cronista spedito per punizione in seguito ad una pericolosa relazione amorosa, a seguire le ultime giornate della seria Africa. Il calcio affiliato e controllato dalla Federcalcio romana delle ex colonie, Eritrea, Etiopia e Somalia,  adesso diventate“repubbliche associate”.
Lorenzo, bolognese e tifoso del Bologna, giornalista di “Stadio”, curioso giovanotto, avrà così modo di conoscere una terra affascinante dove il calcio è anche il catalizzatore di tensioni sociali e voglie di riscatto mai sopite.  Troverà le rivalità tra squadre assistite dai potenti e per soli bianchi con altre, dove il crogiolo interrazziale le renderà simbolo per gli antifascisti deportati e mandati al confino dal regime littorio.
Saranno le frequentazioni con l’arroganza dei potenti, ma soprattutto con gli apparenti diseredati e artisti della sopravvivenza che lo condurranno, come in ogni bel romanzo di iniziazione, verso una nuova consapevolezza. Il calcio resta perciò il pretesto per sondare le tipiche modalità umane di una società divisa da interessi e privilegi non poi tanto lontana dal nostro paese evoluto. Il tutto con una ironia diffusa che lo rende godibile e bello.