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Che Tempi!

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Alfeo Biagi, SPES Editrici Pierantoni, Bologna, 1987.

Il libro venne scritto nel periodo della nostra prima promozione in serie A, con Maifredi. Non dice cose nuove sulle vicende del Bologna ma è il modo in cui le racconta Biagi che lo rende avvincente.
Biagi infatti era di parecchi anni più vecchio della generazione di Civolani, per esempio. Se Civolani (che ha compiuto 80 anni recentemente) ha visto il Bologna a partire dal dopoguerra, Biagi vide da ragazzo e adolescente il Bologna che vinceva negli anni '30.
Ne può quindi parlare con l'esperienza di chi quel Bologna l'ha visto dal vero. C'è spesso in lui lo scatto di orgoglio di chi ha visto il Bologna essere per tanti anni una delle migliori squadre italiane. C'è anche la speranza sottintesa e ahimè smentita da tanti fatti che lui non ebbe modo di vedere, che dopo quella promozione il Bologna sarebbe per sempre rimasto nella serie che gli spettava archiviando il periodo come una triste parentesi.
C'è anche l'entusiasmo genuino di chi si infiamma quando il Bologna sembra far scorgere una speranza di rinascita, come se l'assenza dai vertici alti sia una scocciatura destinata a durare poco.
A questo proposito è molto interessante leggere quello che dice del Bologna di Fabbri, che partì alla grande nel '71 e che secondo Biagi avrebbe potuto competere seriamente per lo scudetto non si fosse infortunato così gravemente Liguori a Milano (in una partita che dice stessimo dominando sul piano del gioco).
Da segnalare anche le parole sferzanti del Moratti padre che non fa una bella figura nei giorni successivi alla scomparsa di Dall'Ara ed alla vittoria del '64 ma francamente non vale la pena prendersela.


Fabio "Gallo" Galetti

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