Il vostro ricordo di Tazio.
Riapre la rubrica dedicata a Tazio.
Se avete un aneddoto su Tazio o volete semplicemente ricordarlo mandate i vostri testi, e eventualmente una foto se l'avete, alla redazione indicando se e come volete apparire: con nome e cognome, nome e iniziale del cognome, soprannome, ecc... oppure in forma anonima. Non c'è un limite alla lunghezza del testo del vostro ricordo di Tazio.
Nel riaprire questa rubrica pubblichiamo i ricordi di Tazio che ci erano arrivati e che erano stati pubblicati e che siamo riusciti a recuperare:
1° Messaggio
Dal Canada
I am an admirer of soccer and I have had the opportunity to watch Bologna and Tazio Roversi play against Santos of Brasil in Canada in 1971. Unfortunately, Bologna lost but Tazio played an axcellent game as did Pelè.
Franco Drudi
Traduzione:
Sono un appassionato di calcio e ho avuto l'opportunità di vedere il Bologna e Tazio Roversi giocare contro il Santos in Canada nel 1971. Sfortunatamente il Bologna perse ma Tazio giocò una eccellente partita proprio come Pelè.
2° Messaggio
Io non ho un aneddoto particolare da raccontare, ma voglio sottolineare al di là della retorica, che Tazio ha rappresentato (e per chi ha memoria rappresenterà sempre) un lungo e significativo capitolo della storia del Bologna. A un anno dalla sua scomparsa il suo ricordo è più che mai vivo e tale deve restare.
Michele Mattei
3° Messagio
Grazie Primo Capitano (3/12/00)
E' notte, molto notte: sono quasi le tre.
Domani gioca il Bologna, contro il Vicenza: se vince, se vinciamo, siamo secondi. Io ci sarò al "Dall'Ara" a tifare, a guardare un Bologna finalmente di nuovo grande. Tazio, purtroppo, no.
Ero legato a Roversi come lo sono tutti i tifosi rossoblu, soprattutto se sono trentenni: per noi Tazio è stato il primo capitano.
Io andavo al "Comunale" con mio padre, certo ammiravo i colpi di testa di Beppe-gol Savoldi, le promesse di Pecci, le maglie azzurre di Bellugi (Mauro invece pare abbia dimenticato di aver indossato quelle rossoblu), la gioventù di Chiodi, gli spot Cerelia di Colomba, ma lì - in difesa - c'era lui, pronto ad anticipare l'avversario, pronto ad offrirgli una mano per rialzarsi se ci scappava un fallo. Lui, l'unico con i capelli "gialli", l'unico con la fascia attorno al braccio.
Lui, il capitano dei miei "primi" Bologna.
Da allora quanti Bologna sono passati sotto i ponti (e i De Ponti), quanti giocatori, allenatori, presidenti; e come è dolce ed eccitante oggi rivedere un Bologna forte, fiero e con ancora - di nuovo - un capitano vero. Così diverso in campo da Tazio (nel ruolo, nelle posture, nel rapporto col gol) ma così simile nella vita per serietà e misura.
Io non so se dalla "fila 30 posto 18" vedrò mai vincere qualcosa di importante a questa squadra, ma ciò che spero è che il Bologna schieri in campo dei "Roversi" ogni domenica, e dei "Roversi" nello spogliatoio in tutti gli altri giorni. Se così sarà, per sempre sarò orgoglioso di avere nelle vene sangue rossoblu.
Grazie Tazio per quello che mi, ci, hai dato.
Un pensiero.
Francesco.
4° Messaggio
Grazie Tazio! (26/12/00)
Per chi, come me, abita lontano da Bologna (Prov. di Piacenza), un giocatore come Tazio ha sempre alimentato l'orgoglio di essere rossoblu'. La sua classe e la sua umilta' sono sempre stati motivo di derisione (da parte del sottoscritto) verso i cosiddetti grandi delle squadre metropolitane. Anche per me, le prime partite del Bologna a cui ho assistito, vedevano come attore protagonista il buon Tazio e sono un ricordo indelebile che non cambierei con quelli di altri tifosi.
Tazio Roversi rappresentava la molla per partire alla domenica mattina in treno per raggiungere il "vecchio" Comunale (spesso anche all'insaputa dei genitori! Chissà perché andavo sempre a delle feste!). Grazie Tazio, per avermi dato l'orgoglio di essere rossoblù.
Corrado Reggiani
5° Messaggio
IL TAZIO (19/05/2001)
Mi piace ricordare Tazio Roversi come "Il Tazio", un po' per l'abitudine che c'è dalle parti dove sono cresciuto di aggiungere l'articolo davanti ai nomi dei propri cari e un po' perché per me il Tazio appunto, nonostante lo vedessi solo in campo e raramente, nel tempo è sempre stato sentito come uno di famiglia, come un parente, un po' come un cugino maggiore.
Forse per quest'abitudine che da bambini abbiamo di sentire un po' "nostri" e avere così illimitata fiducia in tutti quelli che crescendo ci accompagnano in vari modi e che soprattutto ammiriamo.
Il Tazio sono per me i cinque punti di sutura sotto il mento rammendato in ospedale con mia madre di fianco a 10 anni. Tutto per salvare un pallone che avrebbe colpito il cancello, al grido di "...e Tazio salva !!..". Il cancello rappresentava per noi la porta e quindi il gol quando si giocava in strada.
Quel tiro arrivava da un amico interista e forse anche per questo l'Inter e la sua spocchia mi è sempre rimasta particolarmente antipatica...
Credo che però quei cinque punti, uniti al ricordo di come il Tazio stava in campo e nel Bologna e come si trovava spesso da solo a fermare l'ultimo uomo, abbiano rappresentato negli anni, (ora ne ho qualcuno di più!) una sorta di linea, di rotta di navigazione.
Infatti, è come se anche in futuro, in "altre partite e in altre strade", quel suo stile, quell'attitudine ad esserci e a provarci fino in fondo senza troppi calcoli o risparmi, l'abbia ricercata in tante situazioni e persone.
Quelle che poi compongono il mio "personale Olimpo".
Sicuramente a volte e di fronte a certi "avversari" non sempre è facile, come non lo era fermare i vari Gigi Riva..., però ci continuiamo a provare...
Puttana Eva!!
PS. Ah, la palla non colpì il cancello...
Roberto (Saronno)
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